Intervista a Roberta Ponticiello
Nome: Roberta Ponticiello
Nata: Napoli, 1977
Laureata in Scienze della Comunicazione presso l'Università di Salerno con una tesi sul cinema d'animazione nella programmazione televisiva italiana.
È oggi programming coordinator di Mtv Italia.
Intervista a Roberta Ponticiello autrice con Susanna Scrivo di "Con gli occhi a mandorla"
Anigate: Qual è il motivo scatenante nella scelta di scrivere un libro sul Giappone dei cartoon e dei fumetti?
Roberta: Sicuramente una grande passione.
Quando abbiamo pensato a questo progetto, Susanna Scrivo ed io, avevamo una gran voglia di offrire all'animazione e al fumetto giapponese un'opportunità per essere correttamente contestualizzati e compresi.
Anigate: Sono 5 anni che "Con gli occhi a mandorla" è uscito; qual è il feedback ricevuto dai lettori in questo lasso di tempo ?
Roberta: Feedback diretti ovviamente non ne abbiamo avuti molti, ma forse l'aver stampato una seconda edizione è sintomo di un riscontro positivo. È stato poi libro di testo in alcuni corsi di laurea. Una bella soddisfazione. Ma ti racconto un aneddoto.
Ero in un bar di Milano con un amico e si parlava di Sailor Moon, credo, dopo un po' interviene un ragazzo che lavorava lì con l'obiettivo di spiegarci un po' la storia dell'avvento dell'animazione nipponica. Il mio amico lo interrompe e scherzando gli dice "Guarda che lei è un'esperta, ha scritto un libro", lui si immobilizza e dice "Non sei una delle due autrici di Con gli occhi a mandorla, vero? Ho studiato sul tuo libro!". Che risate!
Anigate: Nel libro manca un cenno alla localizzazione eppure il cosiddetto "doppiaggio all'italiana", che nasce durante il fascismo per motivi censori, fece danni epocali nell'animazione.
Roberta: Un breve cenno in realtà è stato fatto nel mio saggio, ma il discorso è complesso e richiederebbe un libro a parte. Il doppiaggio in sé, seppur promosso dal fascismo, non è direttamente responsabile dei problemi riscontrati nella localizzazione degli anni '80. La decisione di intervenire in modo censorio, seppur discutibile, all'epoca dipese da un'impreparazione dei responsabili della programmazione televisiva e del pubblico italiano all'animazione nipponica diversa da quella americana cui erano abituati, per tematiche, linguaggio e pubblico di riferimento. Ora per fortuna le cose sono tendenzialmente migliorate.
Anigate: Nel primo capitolo si trovano alcuni criteri di massima per definire la fascia di riferimento di un anime, ma tali fasce non coincidono perfettamente con l'equivalente target nipponico per ovvie differenze culturali, è in questa differenza che serve il portato dei genitori o di una figura esperta di riferimento?
Roberta: Se ci riferiamo al pubblico infantile, in realtà il supporto dei genitori per decodificare i messaggi veicolati dalla televisione è quasi sempre indispensabile. Tutte le emittenti assicurano una particolare cura nella programmazione pomeridiana, nella cosiddetta fascia "protetta" (dalle 16 alle 19), ma i programmi collocati in altri orari indipendentemente dal fatto che siano in animazione (giapponese o non) è molto probabile che non siano adatti ad un pubblico di bambini.
Anigate: Tu e gli autori siete di fatto i pionieri di questo tipo di letteratura ma al contempo, o prima d'ogni, degli appassionati. Come si tiene la giusta distanza ai fini dell'obiettività?
Roberta: In un solo modo, tenendo a mente l'obiettivo che ci eravamo prefissati: offrire ai lettori, nonché fruitori appassionati o prevenuti nei confronti dei prodotti culturali giapponesi (anime, manga, videogiochi, letteratura, cinematografia), gli strumenti basilari per comprendere il contesto socio-culturale in cui quel tipo di produzione ha avuto origine e poter finalmente 'leggere' i reali messaggi veicolati.
Anigate: Tra la prima generazione di appassionati e le nuove leve non paiono esserci molti punti di contatto non credi?
Roberta: Credo ogni generazione faccia gran fatica nel vedere dei punti di contatto con la successiva, nella fattispecie sono cambiate molto le abitudini di consumo e i media attraverso i quali entrare in contatto con ogni tipo di stimolo culturale, di conseguenza è cambiato il modo di manifestare le proprie passioni. Noi siamo stati i primi ad avere una possibilità di scelta negli anni '80, loro adesso forse ne hanno troppa.
Anigate: Testi come "Con gli occhi a mandorla" sono già ascrivibili ad una letteratura di genere o serve una sorta di certificazione dell'establishment editoriale per dare il rigore necessario a queste pubblicazioni?
Roberta: A questa domanda non penso di poter rispondere io. L'unica cosa che so è che è stata una bella soddisfazione scoprire che alcuni docenti universitari avessero deciso di introdurlo nei loro programmi.
Anigate: Come giudichi le programmazioni delle reti in questi ultimi anni sia in termini di qualità che di diversificazione di target?
Roberta: In linea generale non mi sembra che i palinsesti italiani siano particolarmente cambiati in termini di diversificazione e fasce orarie dedicate all'animazione. Devo confessare però che negli ultimi anni, sebbene mi occupi di programmazione televisiva, non ho prestato molta attenzione alla selezione svolta in Italia a proposito di animazione giapponese. Un po' perché sono costretta, visto il poco tempo libero, ad essere molto selettiva, un po' perché poche produzioni giapponesi mi hanno davvero entusiasmato.
Un sentito ringraziamento a Roberta Ponticiello per il tempo concessoci.