Con gli occhi a mandorla di Roberta Ponticiello e Susanna Scrivo (speciale)

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 speciale - Con gli occhi a mandorla

Con gli occhi a mandorla

© Roberta Ponticiello & Susanna Scrivo
© 2007 Tunuč



Titolo: Con gli occhi a mandorla
Casa ed.: Tunuč
Anno Ita: 2007
Autore: Roberta Ponticiello & Susanna Scrivo
Collana: "Lapilli" n. 2
Formato: cm. 14x19
Pagine: 240
Copertina: a colori con bandelle

Nella prefazione al libro, Luca Raffaelli descrive bene l'atmosfera di scetticismo che circondava l'animazione nipponica negli anni 80. Una vicendevole legittimazione alle critiche più disparate anche da parte di chi, lui stesso per sua onesta ammissione, quelle opere non le aveva mai neppure viste.
L'onestà intellettuale e la sincera passione fecero in seguito di Raffaelli ed altri i primi portavoce della cultura nel campo dell'animazione nipponica.

Questi pionieri tra cui ovviamente le curatrici e gli autori del testo sono "... una generazione che sta costruendo una letteratura su questo settore delle comunicazioni di massa", come cita una nota sul termine del libro.
Competenza ed obbiettività sono il comune denominatore degli autori ed una passione non solo per l'animazione ma anche, o prima d'ogni, per la cultura che l'ha generata.

Uno sguardo all'indice da subito l'idea della forma del testo: una sorta di spezzatino letterario ove ogni parte risalta pur in un ambito di omogeneità di narrazione grazie alla partizione in capitoli e sottocapitoli ben organizzati. Una descrizione anche sommaria di ogni parte sarebbe inutile quanto tediosa ed una valutazione d'insieme difficile vista la quantità di temi toccati.

"Comprensione come base della cultura" è il motto in seconda di copertina che si propongono di perseguire le curatrici. Il libro si rivolge sia all'appassionato che al lettore curioso e senza conoscenze in materia. Il primo affronterà le prime pagine in modo didascalico come in un déja-vu letterario a seconda del background personale perché le usanze i riti le gestualità nipponiche, anche in minima parte, le incontra quotidianamente nelle sue letture e visioni, non mancherà invero di trovare spunti aneddoti e note interessanti ed i più giovani potranno respirare quel clima da clandestini degli anni 80. Inoltrandosi nella lettura metterà alla prova le proprie conoscenze integrandole o modificandole.
Scoprirà qual è il portato occidentale nella nascita degli anime quali le commistioni e le influenze da europa e USA, come la mancanza di una dimensione nel fumetto stimoli l'apparato occhio-cervello, troverà un percorso logico per le conoscenze assunte per osmosi dai manga.

Le autrici si propongono di far "...comprendere appieno il valore dei manga e degli anime" e dunque a fronte di ciò il lettore critico, scettico finanche il detrattore saranno quelli a cui le pagine in questione si rivolgeranno maggiormente. Potranno dunque dare risposta ai quesiti che li assillano da sempre:

  • Perché i personaggi hanno occhi enormi?
  • Perché gravitano in una perenne atmosfera di sfiga cosmica?
  • Perché nel Giappone animato gli adulti paiono esser stati reclusi da orde di super adolescenti?
 Con gli occhi a mandorla di Roberta Ponticiello e Susanna Scrivo (speciale)

Seriamente...
La partizione utilizzata dà modo di poter congelare le parti più ostiche o concentrarsi su capitoli che trattano una materia particolarmente amata facendone un grimaldello per la lettura. Come scritto nell'introduzione dalla Ponticiello e dalla Scrivo la letteratura giapponese ha trasformato il modo di narrare il proprio paese introducendo la modernità e l'attualità di una nazione in frenetica evoluzione, sempre restando nella letteratura Marco Pellitteri, nel capitolo (ad est di Oliver Twist) cerca Dickens ed il feuilletton francese per spiegare l'origine della drammaticità negli anime. Nel contributo di Susanna Impegnoso dedicata all'ambientazione scolastica degli anime ella si sofferma su una descrizione che il lettore più inesperto dovrà segnarsi. La dilatazione della narrazione su cui molte battute tediose sono state fatte viene spiegata in modo esauriente, il tempo reale (fabula) ed il tempo dell'intreccio hanno valori diversi come diverso è il loro utilizzo in un opera letteraria piuttosto che in un animazione.

Insomma, a conoscenza delle scelte stilistiche e tecniche il lettore più ostico avrà modo di rivedere il proprio sguardo sull'animazione.
Manca invero qualcosa al testo, un approfondimento sulla localizzazione ad esempio, una presa di parte sull'eterna questione (ma pochi dubbi dovrebbe avere l'appassionato avveduto) sulla questione del doppiaggio tra aderenza all'originale o interpretazione localistica, un cenno al fenomeno del fansub che da tempo riempie i vuoti delle programmazioni di rete portando a conoscenza nuove serie, in ultimo il numero delle note troppo elevato (seppur più che motivato) che rischia di confondere il lettore più sprovveduto già alle prese con 221 pagine densissime.

È in definitiva questo libro una lettura imprescindibile per ogni appassionato, la sua forma a saggio ne rende facilmente fruibile ogni singola parte anche per una consultazione occasionale.
Edito nel febbraio 2005 e poi in una seconda ristampa copre tutto l'arco storico dell'animazione nipponica in Italia con le dovute lacune data la costrizione in 220 pagine ma soprattutto stimola lo studio oltre la quarta di copertina perseguendo la comprensione di culture "altre" senza pregiudizi e con occhi... anzi occhioni ben aperti.

Buona lettura

La trama

Sul finire degli anni 70, come è noto, l'Italia fu protagonista di quella che fu definita "l'invasione nipponica". Decine di migliaia di ragazzini, abbandonati davanti al televisore, furono colpititi dal virus dei "cartoni animati giapponesi" un prodotto d'animazione che parlava una nuova lingua e che aveva nuovi codici, i genitori spiazzati reagirono o con indifferenza o combattendoli, in entrambi i casi il risultato fu l'acuirsi dell'"infezione" che, sul finire degli anni 80 e nel quinquennio successivo ebbe il picco pandemico.

Ormai adolescenti molti guarirono ma molti altri continuarono come portatori sani di un virus che formerà una nuova cultura. Alcuni di questi negli anni 90 furono gli artefici consapevoli della seconda "invasione nipponica" quella che fece emergere dalla clandestinità i primi lettori di manga e affermò la valenza artistica degli anime.
Analizzare il decorso da "cavie inconsapevoli" a portatori sani questa è stata la scelta di alcuni soggetti che, ormai dotati delle caratteristiche critiche e culturali necessarie si impegneranno nella decodifica e nella stesura di una mappa genomica del cinema d'animazione nipponico.

Curatori

Roberta Ponticiello (Napoli, 1977), si è laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università di Salerno con una tesi sul cinema d'animazione nella programmazione televisiva italiana.
Dopo uno stage di sei mesi presso Cartoon Network, è oggi programming coordinator di Mtv Italia. Ha collaborato con la rivista eMotion e ha curato la programmazione della sezione animazione di "Napoli ComiCon", il salone internazionale di fumetto e animazione.

Susanna Scrivo (Catania, 1978), si è laureata presso l'Università di Napoli "L'Orientale" con una tesi sulla letteratura giapponese contemporanea. Ha frequentato per un anno la Sophia University di Tokyo e in altre occasioni ha soggiornato in Giappone per motivi di lavoro. Attualmente lavora come traduttrice per le maggiori case editrici italiane di fumetti giapponesi. Fresco di stampa il suo nuovo libro "Nuvole e arcobaleno, il fumetto glbt" edito da Tunuè [note tratte da tunue.com]



Copyright © Animanga Netgate   Written by: Maurice
Original work: Con gli occhi a mandorla
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