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![]() Come bambole
Titolo: Come bambole Raccontare un fenomeno culturale della storia moderna è sempre complicato soprattutto se la storia è quella degli ultimi 50 anni e soprattutto se non è la propria. Nel narrare la modernità, il rischio di enfatizzare è dietro l'angolo: dozzine di subculture all'atto dell'evoluzione parevano dover cambiare il mondo poi la storia non ne ha conservato traccia. Nemmeno la storia narrata da Mario Rumor cambiò il mondo anzi, se vogliamo, ne rispecchiò fedelmente alcuni lati: quelli prettamente femminili. L'autoreMario A. Rumor è della generazione della prima invasione nipponica, si occupa di cinema e fumetto da diversi anni e rientra a titolo in quella categoria di appassionati che cercano di creare una letteratura su un fenomeno così originale come il manga e gli anime e, nel caso specifico in esame, sullo Shojo manga. Collaboratore di "Widescreen Magazine", "Telefilm Magazine" e "Fumo di china" e curatore della versione on-line del magazine "MAN-GA!" sul sito di Yamato Video, è tra i più originali storici e narratori di una generazione (inteso sia come periodo che come gioventù) che come moderni novellieri raccontano un fenomeno mass-mediatico della cultura nipponica. Il suo stile prevede un lessico esplosivo ed originale che a volte scivola nell'omaggio fine a se stesso. Risulta invero sempre puntuale e pur quando lo scritto supera in poetica l'opera in esame, è sempre "sopra il pezzo" con un sincero amore ed una professionalità che tradiscono, se non fosse chiaro, la passione per la scrittura. "Erezione comunicativa" o "sgombrare il campo dai detriti dubbiosi" sono neologismi grammaticali che indicano uno sforzo intellettivo sincero ed onesto e la voglia di trovare una strada originale nella scrittura. ![]() Il libroLa storia dello shojo manga è la storia di un tradimento, il tradimento del discepolo nei confronti del maestro. La seconda generazione di mangaka shojo (le vere "prime donne") sarà l'artefice o l'artificiere del taglio al ponte con Tezuka. La consapevolezza di esser donna, di parlare a donne e di entrare nell'intimo del conscio femminile fu una delle chiavi di volta di queste mangaka e del fumetto per ragazze. Rumor descrive queste artiste come sempre si dovrebbe nell'analisi di un media ovvero attraverso gli occhi e le movenze dei personaggi da loro animati. Se la natività, come si diceva, è da ascrivere indubbiamente a Tezuka (come analizzato nel capitolo secondo) la maternità doveva passare logicamente in mani femminili e non per mere questioni di target marketing ma per una più che naturale "continuità emotiva" tra autori e personaggi. L'insondabile scibile femminile, le pulsioni di una studentessa giapponese o di una eroina quattordicenne sono raccontabili sinceramente solo da chi conosce quelle pulsioni. Hagio, Oshima, Takemiya, Yamagishi: sono queste donne, ci racconta Rumor, ad impadronirsi legittimamente del "fumetto per ragazze" ed a collocarlo in ("una dimensione uterina e rassicurante in cui trasferire anima e sensibilità femminili su corpi maschili ed effebici"). Ed è grazie a questo "scarico di responsabilità" che nel fumetto nipponico entrano a piè pari temi come l'amore omoerotico pur anche non palesato. È grazie al trasferimento delle sensibilità femminili di mangaka moderne su corpi maschili o dubbiamente asessuati che tali argomenti entrano nella letteratura shojo. "Una signorina di nome Riyoko", "Più fiori che ragazze", "Fuyumi di emozioni", "Cortili di marmellata", "Nana non Nana", "Le situazioni di Masami Tsuda"; con questa infilata di capitoli avvincenti Mario Rumor ci porta verso il presente dello shojo, verso le storie delle autrici che fanno ora la storia del "fumetto per ragazze". Un fumetto che ha perso gli strali floreali per strada o che ne abusa ironicamente per "rivoluzionare il mondo" e le fillette del manga per ragazze portano l'ironia dissacrante e le pulsioni amorose ed erotiche finalmente sui propri corpi. E se quello dello shojo manga a molti sembra un teatrino dell'assurdo, un manicheo circo a volte tinto del barocco Dezakiano o di dandismo Ayazawiano, un mondo totalmente scollato dalla realtà, Rumor ci ricorda di come una scrittrice intrisa di shojo abbia portato questo luccicante mondo nella letteratura. Spostando di poco il focus sul realismo, ha tradotto in realtà narrativa le pulsioni manga. Banana Yoshimoto, piaccia o no, ha portato le atmosfere shojo sugli scaffali delle librerie, non già nelle librerie specializzate, ma nel grande circo del libro di massa e ciò non è sempre male. "Chi meglio di una donna conosce il significato di una vita che cresce dentro?" Lo shojo manga, ci dice Rumor, chiede di credere in ciò che leggiamo perché egli gioca con i sentimenti, li enfatizza, li ridicolizza, li espone nudi, ma mai dice che siano fasulli e se le vecchie e moderne epifanie floreali a molti possono sembrare banali, pensino a quanto intenso è un sentimento quale l'amore che ha necessariamente bisogno di esser diluito in un giocoso ed infantile teatrino per sciogliere il famoso nodo alla gola di tanti personaggi shojo e altrettante "persone reali". Questo libro potrebbe essere messo a caso in qualsiasi collezione shojo, ma non è certo scevro da pecche e la principale č proprio lo slancio passionale con cui è scritto. A tratti risulta ostico per il linguaggio non certamente stereotipato, ma a questo si ovvia con una o più riletture. A volte l'autore pare superare ciò che descrive per stile narrativo, ma questo è il sale della scrittura di Mario Rumor e la passione e competenza che percolano tra le sue righe sono una (sudata) boccata di ossigeno. Ed al fine alla frase che apre il libro ("Sai perché siamo nati in questo mondo?") sparata a bruciapelo verso Nanako Misonoo potrebbe fare eco legittimamente ed orgogliosamente Utena Tenjo: "per rivoluzionare il mondo!"
Copyright © Animanga Netgate Written by: Maurice
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