Capitan Harlock di Leiji Matsumoto (manga)

Google

Web anigate.net

 Le sezioni speciali della webzine

 Articoli su anime e manga giapponesi


 Notizie sul mondo degli anime giapponesi



I numeri della webzine già pubblicati


Info sul sito


Valid XHTML 1.1!
Valid CSS 2!
Creative Commons Licensed!





 manga - Capitan Harlock

Capitan Harlock

© 1976 Leiji Matsumoto
© 2001 Planet Manga



Titolo: Capitan Harlock
Casa ed.: Planet Manga
Anno: 1976
Anno Ita: 2001
Autore: Leiji Matsumoto
Nuova ed.: D/Visual - in corso
Titolo originale: Uchu kaizoku Captain Harlock
Num. volumetti: 5 (conclusa)
Verso di lettura: occidentale (da sinistra a destra)
Num. pagine: circa 215
Formato: 11x17.5, b/n

Se dovessi trovare un aggettivo, una parola sola per descrivere Capitan Harlock, da molti considerato l'opera magna di Leiji Matsumoto, probabilmente non riuscirei a fare meglio di questo: atipico. Sì, mi rendo conto che non è la parola più carica di apprezzamento che potessi trovare, e mi rendo anche conto che tra le decine di appellativi che avrei potuto adottare magari uno più rispettoso avrei sicuramente potuto trovarlo, ma bisogna fare i conti con la realtà: Capitan Harlock è un manga che colpisce. Dicendo questo, voglio precisarlo subito, non sto affatto dando un giudizio negativo all'opera, anzi: si tratta probabilmente di uno dei manga più belli, ricchi e profondi che mi sia mai capitato di leggere. Ma, come ho detto, Harlock colpisce, ed in più di un senso.

Innanzitutto, aspetto che salta all'occhio immediatamente fin dalle prime tavole anche senza conoscere la trama, colpisce lo stile del disegno. Mi si passi il paragone, ma il tratto di Capitan Harlock, soprattutto se confrontato con quello di altri artisti contemporanei, risulta talmente espressivo da sembrare quasi europeo. Distante anni luce (siamo nello spazio, dopotutto) da qualunque tavola del tempo, a mio parere più che la cura degli ambienti o delle espressioni dei personaggi è assolutamente notevole la precisione che viene impiegata nel disegno delle astronavi e dei mecha, che quasi più che disegnati si potrebbe dire che siano stati "progettati". Frutto di un'attenzione così maniacale per il realismo dei velivoli spaziali, emerge chiaramente quanto sia riuscito il connubio tra forme classiche e moderne voluto così tanto dall'autore. L'Arcadia, astronave capitanata da Harlock, ne è la prova lampante: a strutture per l'epoca all'avanguardia come le batterie di cannoni, riportate in modo quasi perfettamente fedele a quelle presenti sugli incrociatori della seconda guerra mondiale, si accostano in modo raffinato richiami ai più antichi e maestosi galeoni pirata, come ad esempio il cassero di poppa riccamente decorato.

Questo richiamo agli antichi vascelli pirata mi porta alla mente un secondo aspetto che colpisce con violenza, risultando ad un primo impatto quasi contraddittorio. Il pirata è una figura di cui si è detto e scritto tanto, ma che di fatto si traduce nello stereotipo di un marinaio avido e senza scrupoli, pronto a tutto pur di accumulare ricchezze dalle navi depredate da sperperare in un secondo momento. Insomma, secondo questa visione i pirati sarebbero i cattivi in un mondo di buoni. Phantomunt Harlock invece è un antieroe: in un mondo avido e corrotto, lui decide di diventare un pirata per poter vivere in libertà, secondo dettami morali sani e giusti, ormai sconosciuti alla maggior parte degli altri terrestri. Troviamo dunque nel pirata, nel "cattivo", l'ultimo baluardo per i principi che l'umanità ha ormai perso: valori come l'amore, l'amicizia, il rispetto e la lealtà verso i propri amici e, in modo perfettamente cavalleresco, anche verso i propri nemici valorosi. Nonostante il disprezzo che prova per i terrestri, tuttavia, Harlock non odia la Terra, anzi. Trovatosi di fronte alla minaccia di Mazone, non esita a combattere per salvare il pianeta, che insieme agli inseparabili amici Tochiro ed Emeraldas sogna un giorno di far rinascere.

Harlock si presenta dunque come un condottiero valoroso ma, eccezion fatta per pochi amici e compagni, solitario nella sua crociata per riportare l'umanità sui binari della civiltà. Ed il terzo aspetto che colpisce è la capacità di Matsumoto di evidenziare questa tensione con ogni strumento a sua disposizione. Sono in particolare tre le grandi intuizioni che gli permettono di sottolineare la condizione di solitudine in cui il personaggio si trova nella sua missione:

  • la scelta di adottare come protagonista un pirata antieroe, come detto in precedenza, per valorizzare al meglio la tensione verso la libertà, in questo caso dalla bassezza morale del resto dell'umanità
  • lo stile di disegno fortemente bicromatico, con contrasti molto forti in grado di risaltare ancora di più l'affascinante figura di Harlock
  • la grande misteriosità del personaggio. Spesso accade che esso venga rappresentato assorto nei propri pensieri e di pochissime parole, a tal punto che non di rado sono i suoi compagni a "spiegare al lettore" cosa egli stia pensando o quali siano le motivazioni che lo hanno spinto a determinati gesti.

Un ultimo aspetto che vale la pena toccare, tra i tanti, troppi disponibili, riguarda infine l'Arcadia. Questa si presenta come un'astronave, ma è chiaro che per l'equipaggio al di là della fusoliera e dei cannoni c'è un grande simbolo di libertà, l'unico luogo dove possano sentirsi veramente sé stessi. Il messaggio che vuole lanciare Mastumoto, da questo punto di vista, non è differente da quello espresso da un altro pirata di grande successo (mi si perdoni la citazione):
"Dovunque vorremo andare andremo, una nave è questo in realtà. Non è solo una chiglia, con uno scafo e un pontile, sì, la nave è fatta così, ma ciò che una nave è. . . è libertà."

 Capitan Harlock di Leiji Matsumoto (manga)

E anche il nome dell'astronave a questo punto è chiaramente non casuale: si ricordi, infatti, che in mitologia l'Arcadia viene spesso identificata come una sorta di paradiso terrestre, sede della semplicità pastorale e della felicità.
A questo punto, in conclusione, mi sembra quindi doverosa una considerazione sul finale del manga, che tuttavia potrebbe contenere alcuni spoiler. Consiglio quindi, se avete intenzione di leggere questo manga e non volete rovinarvi la sorpresa, di non prestare attenzione a queste ultime righe, così come a quelle conclusive della sezione riguardante la trama.

Chi conosce bene Matsumoto sa che spesso il finale viene lasciato aperto, ed anche in questo caso la tendenza viene assolutamente confermata. La domanda "Chi vincerà?" non troverà quindi risposta perché in effetti la risposta a questa domanda non è assolutamente importante. Come è stato sottolineato da molti, esperti e non, la grandezza, l'epicità dello scontro tra il pirata dello spazio e la Regina delle Mazoniane sta prima di tutto nella sfida stessa che Harlock ha il coraggio di lanciarle, nella sua abilità nel tenere testa ad un grande esercito, senza averne mai paura. è proprio in questo suo orgoglio, in questa sua estrema manifestazione di coraggio che la storia termina mentre l'Arcadia si allontana nello spazio interstellare. Buon viaggio, Capitano!

Trama:

Anno 2977: la Terra è ormai diventata un pianeta in declino, i cui abitanti troppo pigri e avidi per potersi impegnare attivamente nella tutela del pianeta preferiscono trascorrere il proprio tempo giocando a golf e dedicandosi ai numerosi vizi che possono ottenere in cambio di denaro. Solamente un pugno di uomini, disgustati dal comportamento dei propri simili, decidono di abbandonare il pianeta per trascorrere la loro esistenza nello spazio, vivendo in armonia secondo validi ideali all'interno dell'astronave Arcadia.

Sono in particolare Phantomunt Harlock, capitano dell'Arcadia, ed il suo equipaggio ad opporsi alla condotta degli altri esseri umani e proprio loro, non essendo accecati dall'ozio e dalla cupidigia, sono tra i pochi a rendersi conto del pericolo quando un misterioso meteorite, perfettamente levigato eccezion fatta per alcune scritte maya, si schianta sulla Terra. Ben presto il meteorite si rivelerà essere in realtà una sorta di vessillo, una bandiera lanciata dalla remota civiltà di Mazone per rivendicare il possesso del pianeta. Nonostante la scioccante scoperta legata all'origine aliena degli esseri umani, tuttavia, i grandi del pianeta non si mostrano intenzionati a fare nulla per contrastare l'invasione e toccherà quindi ad Harlock ed ai suoi amici partire per sventare questa minaccia. In questa impresa però non saranno soli: Tadashi Daiba, figlio del professore che per primo aveva scoperto il legame tra il meteorite e Mazone ed in seguito ucciso da alcune mazoniane, verrà convinto non senza sforzo ad imbarcarsi sulla nave.

Durante il viaggio Tadashi apprende che le due manzoniane che hanno ucciso suo padre erano già giunte sulla Terra in precedenza assumendo l'aspetto di donne terresti in modo di ingannare gli uomini poter portare a termine la loro semina. Il motivo che le spinge, tuttavia, non è brama di conquista, ma necessità: in seguito all'esplosione del loro pianeta natale esse sono costrette a trovare un mondo dove fermarsi per poter sopravvivere. Dopo molte peripezie il viaggio culminerà nello scontro tra le due fazioni, Harlock e i suoi compagni da una parte, la regina Raflesia e le mazoniane dall'altra. Come ormai Matsumoto ci ha abituato, tuttavia, non si tratterà di uno scontro tra bene e male, così come non ci sarà un'unica chiave di lettura. Lo scontro rimarrà dunque quasi in sospeso per sempre perché, come detto in precedenza, nel pensiero dell'autore il finale non può o non potrà mai avere la precedenza sull'ideale di fondo.

Autore:

Akira Matsumoto, in arte Leiji Matsumoto, nasce a Kurume il 25 gennaio 1938 e fin da giovanissimo riesce ad emergere con il suo talento artistico grazie ad un concorso vinto a soli quindici anni, che gli permette di pubblicare il suo primo lavoro, "Le avventure di un'ape", nel 1954. Nonostante le sue prime opere siano improntate su uno stile shojo, tra cui emerge in particolar modo "Sexaroid" (1968), il reale talento di Matsumoto emerge nella sua pienezza solamente alcuni anni più tardi, quando dedica la sua fantasia creativa ad opere di stampo fantascientifico.

È in questo contesto che si pongono infatti i lavori più famosi prodotti dall'autore, tra cui solo per citarne alcuni si ricordano "Corazzata Spaziale Yamato" (1974), "Capitan Harlock" (1976), "Galaxy Express 999" (1977), "Queen Emeraldas" (1978) e "La regina dei mille anni" (1980). Queste fortunate serie, che spesso presentano tematiche ricorrenti arrivando perfino ad una riposizione di personaggi ed avvenimenti all'interno di contesti differenti, sono state in seguito riproposte in anime omonimi, alla cui cura Matsumoto si è dedicato con particolare attenzione fin dai primi anni '70. Fra le collaborazioni illustri, infine, è senza dubbio opportuno ricordare il lavoro svolto come disegnatore per "Tyltyl, Mytyl e l'uccellino azzurro" (1980), anime basato su basata su "L'oiseau bleu", il più famoso dei racconti dello scrittore e premio nobel belga Maurice Maeterlinck.

Curiosità:

A dispetto di quanto si possa pensare, la storia del nome Harlock ha radici molto profonde nel passato dell'autore, si può quasi dire che sia nato con lui. Per sua stessa ammissione, infatti, fin da bambino era solito canticchiare "harokku, harokku", una canzoncina senza significato. Nonostante ciò, tuttavia, l‘evoluzione del pirata uscito dalla matita di Matsumoto è ben più complessa: il primo nome che gli venne attribuito, quando il disegnatore era ancora sui banchi di scuola, fu Capitan Kingston e si dovrà attendere fino al 1968 per vedere il primo Dottor Harlock apparire in veste di protagonista della serie fantascientifica "Velocità luce esper".

Nel 1969 Harlock venne riproposto come pilota tedesco, impegnato a bordo del suo Messerschmitt 262 nel difendere i cieli della Germania. Fu solamente nel 1970, tuttavia, che avvenne il grande salto di qualità che ha permesso di associare il nome Harlock al pirata che tutti conosciamo: all'interno di "Il grande pirata Harlock", infatti, il pubblico ebbe finalmente modo di fare la conoscenza di Phantomunt Harlock, ufficiale cieco da un occhio al comando dell'astronave Deathshadow, in seguito all'occupazione del proprio pianeta natale da parte dalla Federazione Terrestre.



Copyright © Animanga Netgate   Written by: Larhalt
Original work: Capitan Harlock
This work is licensed under a Creative Commons License