H2 - Kimi to itahibi a cura di TBS (drama)

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 drama - H2 - Kimi to itahibi

H2 - Kimi to itahibi

© TBS



Titolo: H2 - Kimi to itahibi
Autore: TBS
Categoria: Tv Drama (Live action)
Genere: Comedy, Slice of life, Sports, School.
Episodi totali: 11
Cast: Yamada Takayuki (Hiro Kunimi), Ishihara Satomi (Haruka Koga), Tanaka Koutaro (Hideo Tachibana), Ichikawa Yui (Hikari Amamiya), Ishigaki Yuma (Ryutaro Kine), e Nakao Akiyoshi (Atsushi Noda).

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È un giorno denso di una precoce calda estate.
Dentro lo stadio Koshien, il lanciatore puntella nervosamente col tacco l'argillosa collinetta della sua postazione.
Il talco sgrana e scorre polveroso nelle mani, poi l'ultimo granello abbandona la diafana spiaggia del palmo; le punte delle dita, come assuefatte ad un metodico rito, involontariamente si muovono e sfiorano, danzando come un preciso compasso, la visiera del bianco berretto.

Il cuore pulsa ed il ridondante battito è un aguzzino che tortura il cervello. Il ragazzo respira profondamente, gonfia il petto e cerca di controllare l'impeto della piena adrenalinica che scorre fluida al suo interno.
Alza leggermente la fronte, ruba un primo fugace sguardo al noto ambiente, poi rialza gli occhi per cercare in mezzo alla folla l'anelato sguardo di lei: lo trova... ma non può goderne...

La visiera si abbassa sui capelli arruffati, poi di scatto con felino orgoglio rialza la fronte madida, questa volta in modo deciso, senza timore, con freddezza, muto e marmoreo: si ferma ed osserva, statico come una sentinella che indaga sugli ignoti orizzonti. Incrocia lo sguardo del rivale e amico battitore, e in un attimo le parole non dette si incrociano nella ragnatela del silenzio; in pochi istanti sbiadisce il buio intessuto dalle circostanze del tempo. Poi il battito del cuore lo distoglie da lontani distratti pensieri, e, come un autorevole fatale gong, annuncia la sacralità del momento: il momento di una vita, un attimo breve, un istante, eppure uno spartiacque dell'esistenza.

Si parte! Il braccio ruota deciso e il dado, come disse l'invitto Cesare, è tratto.
L'aria è tagliata da una palla che vibra rapida come le corde di un frizzante violino; è veloce, impietosa e sfacciata come i triviali amori di giovani incauti che si abbandonano alle pulsioni dell'istinto. All'interno dello stadio di baseball tutto è asservito al silenzio, il tempo sembra dilatarsi e mutare in stasi. Una moltitudine di spettatori tace con religiosa riverenza mentre, ansiosa, segue le evoluzioni che l'indomita palla produce.

Parve, per un attimo, fiera come Achille alla guerra; nessun compromesso col destino: o la gloria, o la morte; vittoria o sconfitta. Dietro alla rapida scia, la luce bordeggia la sagoma del lanciatore, gli occhi nascosti all'ombra del berretto scrutano il suo lancio che corre lontano portandosi dietro le inquietudini dell'anima.

In quel lancio, in quel maledetto lancio, sembra esserci il ciclonico vento che racchiude le emozioni di una vita: c'è il suo orgoglio, la sua speranza, il timore della sconfitta e la rabbia di un amore sfiorato e mai posseduto. L'angoscia inespressa che produce l'amore condannato al desiderio, il sogno chiuso dietro le sbarre della consapevolezza mentre invano si agitano le ali della speranza.
In quella palla c'è la rivalsa e il silenzio di anni, c'è la voglia di vincere, la determinazione di mostrare a se stesso e agli altri che i panni del "primo" sono anche per lui.

Gli occhi seguono quella palla, e inconsciamente le pupille celano la malinconica muta speranza che il lancio non cessi mai la sua disperata corsa; che non si infranga insieme al suo sogno sul legno dell'amico battitore, che non si fermi nel ruvido guanto del ricevitore; congelare il momento e anestetizzare il dolore, la controversia utopica di chi insegue la fine, eppure non la desidera...

La scena è ricca di phatos, è la cuspide di una sofferta piramide, è la lussureggiante collina emotiva del gran finale che l'abile regista del drama di H2, inscena per rappresentare il momento topico che dipana le controversie, le lotte e gli amori di Hiro e compagni.

H2 ~ Kimi to itahibi Live action, come ben si evince dal titolo, è la serie filmata che recita, con l'ausilio di bravi interpreti, le tavole in bianco e nero che hanno reso celebre l'omonimo manga. L'abile regista riesce negli 11 episodi che compongono la serie, a ricreare l'atmosfera che il cogito dell'autore Mitsuro Adachi, aveva impresso nel cuore dei suoi fortunati lettori.

Per chi conosce le vicende di "H2", la storia viaggia sui noti binari emotivi che il manga ha percorso; il filmato non ha bisogno di essere interiormente indirizzato è come se già conoscesse la sua recondita strada. Il sentiero è forse imbiancato dal tempo, ma il bordo delle sensazioni è marcato da tinte indelebili, e con la visione non tardano ad arrivare i sapori indimenticabili che il poeta del manga ha saputo offrire ai nostri avidi palati.

Ma anche per chi non ha letto l'opera genitrice, i filmati favoriscono un fertile abbandono emotivo ai vergini osservatori che vi si accostano.
Protagonista delle altalenanti vicende di "H2" è Hiro Kunimi, promettente lanciatore di baseball che a causa di una errata diagnosi medica sceglie una strada scolastica lontana dai riflettori dell'amata disciplina sportiva.
Una decisione che si pone esattamente all'opposto di quella che intraprende il suo amico ed ex compagno di squadra, nonché infallibile battitore: Hideo Tachibana.

 H2 - Kimi to itahibi a cura di TBS (drama)

Ora lo scenario scarnamente gaio che si offre ad Hiro è questo:
Si ritrova in una delle poche scuole che non hanno un club di baseball, e in questo caso, il suo promettente e indiscusso talento di lanciatore sembra essere utile come mangime per i piccioni. Il suo carissimo amico studia in una prestigiosa scuola che concorre favorita per la vittoria finale del campionato di baseball, è glorificato dalla stampa locale e idolatrato dalla chiassosa multiforme specie che compone il locale genere femminile scolastico. Come se ciò non bastasse, il caro Hideo è l'amorevole fedele ragazzo della sua "amica" d'infanzia Hikari Amamiya.

Ed ecco l'allegra "ciliegina" che annuncia gretta, l'ennesima randellata morale!
Hikari è sì la sua grande amica, ma anche l'icona che turba i suoi inconfessabili sogni d'amore. Tuttavia, la distratta giustizia divina si ricorda d'improvviso dell'esistenza del nostro impavido protagonista.

Hiro risolve i guai fisici, si getta nella mischia e, per fortunate complici coincidenze, nasce nella sua scuola una inaspettata competitiva squadra di baseball pronta a lottare per gli allori finali. Si ritorna in campo e l'amico rivale dovrà sudarsi la pagnotta, il nostro asso ha scaldato il braccio ed è pronto a giocarsela sino alla fine, fino all'ultimo lancio.

Alla competizione sportiva è da aggiungere una sentimentale rivalità.
Lo sfortunato Kunimi vive interiormente il suo amore clandestino per Hikari, celando la verità nell'apparente allegro triangolo dell'amicizia. Dentro di lui, nasce ineluttabile l'ostica battaglia dovuta alla palese confusione di un conflitto di interessi. Si ripropone l'antica lotta delle pulsioni che il proprio ego avanza contro l'innaturale altruismo della coscienza, che per il bene comune sceglie la via del martirio; i precetti dell'amicizia contro le seduzioni dell'Eros.

Hiro sembra sacrificarsi, eppure...desidera.
La consapevolezza di essere l'uomo perfetto per Hikari, senza mai avere la possibilità di dimostrarlo, è una malinconica prigione che ingabbia tutte le aspirazioni che cupido inutilmente suscita.

Eppure... Eppure in tante parole non dette, in tanti velati ambigui atteggiamenti, Hikari sembra avere qualche debolezza, qualche cedimento, forse qualche dubbio. Dubbi inevitabilmente alimentati dall'avvento della bella Haruka Koga.
Haruka è una dolcissima quanto distratta spasimante di Hiro che rivoluziona con gli stessi effetti di un golpe malandrino, le vacillanti certezze di tutti: dell'introverso protagonista attratto dalla nuova conoscenza, ma con il cuore predisposto alla vecchia; praticamente un amletico equilibrista dei circensi giochi che l'amore riserva; della bella Hikari che solleticata dal suo istinto femminile, sembra accorgersi dell'importanza di ciò che lentamente sfugge.

La curiosità degli spettatori è stata stuzzicata, e si cerca nelle scene che seguono le risposte agli interrogativi istigati da una verità capziosa.
Il regista e gli interpreti danno vita a situazioni in cui è molto più importante quello che non si dice rispetto a ciò che viene detto. Tutto questo alimenta il famelico appetito della libera interpretazione dell'osservatore, che in mancanza di certezze intuisce e rimane bavosamente in attesa di un'epica conclusione che diradi finalmente la nebbia.
Il tutto condito da appassionanti duelli sportivi che aggiungono una gradita variante di suspence.

Quasi impossibile per i vari spettatori non fare il tifo per Hiro, adolescente introverso che cerca di emergere tra mille difficoltà. Nei momenti delicati delle varie partite, mostra un coraggio e una grinta sportiva quasi eroica. Altruismo, solidarietà e disinteressata amicizia sono i valori che lo distinguono insieme alla sua fragilità e ai suoi malinconici silenzi nelle altre vicende che si intrecciano dentro e fuori dal campo di baseball.

Hideo, pur essendo un gradito personaggio, è ahimé l'apologia della perfezione. Bello, distinto, ragazzo educato e di sicuro successo, amato e coccolato da bellissima e buona ragazza. In pratica la vittima perfetta da dare in pasto al 90% dell'utenza popolare che solitamente invidia, con tutti i rodimenti del caso, la "schifosa" fortuna che perseguita la vita di questo apollineo ragazzo!

Passiamo ora alle differenti licenze narrative di cui la regia si è appropriata:
Diversamente dal manga, nel drama la famiglia di Hiro per certi versi assomiglia più alla bislacca famigliola di Tatsuya e Kazuya in " Touch ". Haruka appare in una versione più sbadata del solito, ma comunque accettabile. Per il resto, tranne l'ingresso di qualche nuovo personaggio che non influenza particolarmente gli eventi, e qualche altra piccola deviazione narrativa, il lavoro rispetta e ricrea le atmosfere del Manga.

In ogni caso suggerirei di gustare prima l'opera originale del grande Mitsuro Adachi per avere il giusto impatto emotivo, e successivamente allietare le curiose pupille con l'evoluzione filmata che questo Drama propone.

Concludendo "H2 ~ Kimi to itahibi", risulta un ottimo lavoro che vale la pena di guardare, sceneggiatura e storia di successo, bravi interpreti e buona regia, praticamente un cocktail infallibile.
Hiro e Haruka, Hideo e Hikari due coppie dalla fatale lettera "H"...

Accendente il video e lasciatevi trasportare dalla deriva emotiva che questo sorprendente quadrilatero è in grado di suscitare.
Prendete la vostra ruvida mazza da baseball, stabilizzate il busto, ruotate le spalle e fate attenzione... una fork da 140 km orari sta arrivando!



Copyright © Animanga Netgate   Written by: benten
Original work: H2 - Kimi to itahibi
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