Maison Ikkoku
Titolo: Maison Ikkoku
Casa ed.: Star Comics
Anno: 1980
Anno Ita: 1998
Autore: Rumiko Takahashi
Casa editrice Jap: Shogakukan
Numero volumi Jap: 15
Numero volumi Ita: 27
Colori o b/n: B/n
Sovraccoperta: No
Reperibilità: Facilmente reperibile

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» Scheda tecnica: MangaDB
Il condominio è instabile per sua natura; moltitudine di persone, diverse esigenze, differenti personalità che inevitabilmente cozzano in "sanguinosi" conflitti quotidiani.
Orgoglio e dignità si feriscono da ambo le parti, i pettegolezzi viaggiano spediti sulle lingue delle volitive palazzine; echeggiano amplificate le piccanti novità dell'abitato, e con un tocco di magia e fervida immaginazione, ogni singola banalità diventa leggenda od opera teatrale degna di Aristofane.
La palazzina e i suoi abitanti, sono paragonabili per loro tendenza ad un enorme tendone circense, che ogni giorno inscena uno spettacolo diverso con alterna fortuna, differente successo.
Lo "Sputafuoco" che urla al piano di sopra inveendo contro i figli bricconi, gli audaci "Trapezisti" della porta a fianco impegnati in erotiche acrobazie notturne; i chiassosi "Clown" fautori del rumoroso party al secondo piano, con ubriachezza molesta annessa.
Il "domatore" e il suo maniacale amore per cani e gatti con tanto di sveglia alle cinque del mattino, e via per la strada con i guinzagli alla mano (Fortuna che non è veramente un leone, altrimenti vai un po' con la paletta a raccogliere... ehm).
Infine, l'arzilla "zingara" buca-palloni un po' in là con gli anni, che puntualmente dispensa perle di saggezza ogni qualvolta la si incontra sulle fatidiche scale condominiali; nessuna lettura della mano, nessuna preveggenza, solo un acuto sguardo con occhi vecchi e stanchi che hanno visto tanto mondo e tanta vita, occhi che vanno oltre la superficie e leggono dentro sfiorando l'animo (divagazione: dal circo sono passata all'oracolo di "Matrix").
A dirigere tutto il carrozzone, l'auriga più sfortunato che il mondo conosca: l'amministratore di condominio; praticamente il lavoro più brutto dopo il fachiro!
Antesignano della sfiga, incarna un ingrato ruolo che miete avidamente il fiorente campo delle lamentele condominiali: panni grondanti, scale sporche, cicche nei vasi,stereo ad alto volume, sono solo alcuni esempi delle "mirabolanti" avventure che il nostro amico deve fronteggiare nella consuetudine.
Tralasciamo per i più impressionabili le occasionali riunioni condominiali, che iniziano un po' freddine e finiscono per trasformarsi in "pacifiche" guerre di trincea con colpi di mortaio, uso di armi non convenzionali (spiate su tradimenti coniugali, rinfaccio di bimbi monelli), e posizionamento dei cecchini per attività di "tiro al vicino".
Potevano non fare un Manga con un siffatto campionario di comici irrimediabilmente pazzi?
Infatti dalla labirintica mente di Rumiko Takahashi nasce "Maison Ikkoku", condominio che definiremo non comune per la caratura e il tipo dei suoi abitanti, ove tra gli elementi più in vista spicca lo sfortunato eclettico Godai Yusaku.
Godai è un ragazzo comune, che affronta i classici problemi di un ventenne alle prese con l'ingresso nella complessa astrusa società moderna.
La "piramide" sociale non ammette errori, la competitività è la feroce trebbia che miete vittime tra i capaci giovani che cadono in disgrazia mentre scalano la vetta che assurge ad una posizione prestigio.

Come ci dice giustamente il buon Michele Serra, in fondo tutti vogliono essere qualcuno: È legittimo ? Sì; è possibile? No.
Con questa pressione il povero Godai affronta gli esami per l'università che determinerà il futuro della sua vita, e fin qui nulla di strano.
Il fatto singolare sono le difficoltà aggiuntive provocate più o meno consapevolmente dai suoi vicini di stanza;difficoltà che risultano per nulla trascurabili, visto che si tratta di autentici psicopatici che invadono quotidianamente la privacy del giovine impedendogli regolarmente di studiare, guarda caso, gli esami più importanti.
Uno degli aguzzini, è praticamente un ninja in giacca e cravatta: "Yozuya".
Nessuno conosce che mestiere faccia e quale sia la sua vita fuori dalla palazzina, in compenso Yozuya si infiltra all'improvviso con stupefacente silenzio nella camera di Godai, lo deride continuamente, sovente gli ruba i pasti e per avere un facile accesso alla abitazione del malcapitato, lo psicolabile vicino ha creato un buco nella parete in modo da rendere comunicanti le stanze.
In pratica il primo sulla lista dei nomi che vorreste uccidere, sezionando accuratamente il cadavere, e riponendo minuziosamente il tutto nel bagagliaio della vostra auto (se non siete automuniti accettiamo anche il frigo, basta non disturbare all'ora dei pasti!).
Il secondo nome da eliminare e la "simpatica" Ichinose, praticamente una "spugna" molesta che si aggira in stato di ebbrezza nella palazzina, agitando i colorati ventagli nipponici ed improvvisando danze che un bradipo con la gamba legata eseguirebbe con miglior abilità.
Tutto il disturbo, come era immaginabile, avviene nella bistrattata abitazione di Godai, che subisce inerme questi "festini" alcolici cui partecipa tutto il vicinato, con l'alacre Ichinose che solitamente ne domina la scena.
Come corredo l'alcolica signorotta, si porta dietro un pargolo tutt'altro che tranquillo che funge da cassa di risonanza, amplificando il chiasso e lanciandosi in quotidiane scorrerie ai danni del solito poveraccio.
A chiudere il cerchio, la boccaccesca Akemi ;donna avvenente che girovaga spesso in vestaglia trasparente lungo tutta la palazzina.
Una distrazione in più per gli occhi e la mente di Godai, per di più soggetto anche da parte della procace vicina, a raffiche di battute al veleno e presagi nefandi sul proprio futuro per via della sua incapacità produttiva.
In questa drammatica situazione abitativa, in questo quadro che somiglia ad una natura non morta, ma fantasma; in questa palazzina che si confonde con una clinica di neuropsichiatria, avviene improvvisamente il miracolo: quasi fosse un apparizione stile Fatima, compare Kyoko, la nuova amministratrice che il padrone di casa ha mandato in missione impossibile per governare questa banda di pazzi scalmanati turbatori della quiete pubblica.
Donna bellissima, di buon carattere, dolcezza disarmante e perfetta casalinga; sostanzialmente la donna perfetta che tanti uomini vorrebbero sposare .
Per Godai è una folgorazione!
Inizia un corteggiamento molto comico in perfetto stile Rumiko.
Fortemente influenzato da imbarazzanti situazioni create dal vicinato molesto e impiccione, il povero Yusaku si getta impavido alla conquista dell'amata, cercando con il riscatto universitario di dimostrare il suo valore.
Timido e impacciato, circonda di attenzioni l'amministratore in rosa, che con il tempo sembra non mostrare indifferenza alle piume del pavone.
Ma quando la speranza illumina il cuore di Godai, arriva l'impietoso colpo di scena: lo studente viene a conoscenza che la bella Kyoko è rimasta vedova ad appena 6 mesi di matrimonio; e qui la trama si ispessisce, ma pur rimanendo fortemente comica si evidenziano alcuni tratti di toccante serietà e momenti di sacrale phatos.
L'amministratore in gonnella, vive l'angoscia di un amore stroncato da un evento incontrastabile quale la morte. L'amore che sta nascendo, deve inevitabilmente raffrontarsi con quello passato e con le paure attuali; il terrore di soffrire nuovamente, l'ansia di rimanere ancora una volta soli, rimarcare le ferite di un destino beffardo che non ha lasciato scelte, ma solo tragiche conclusioni.
La scelta della solitudine è un palliativo che limita la sofferenza, ma come ben sapete l'uomo ha imparato che il cuore è libero dalle catene della ragione, lascia ad altri le scelte ponderate; l'amore è grande dolore ed eccessi di gioia, ma amare vuol dire vivere, tutto il resto è come un cornetto senza marmellata: bello e croccante fuori, ma dentro completamente vuoto.
Nascono qui gli amletici dubbi di Kyoko, combattuta tra la natura umana che rifugge dalla solitudine, e la catena di un ricordo che lega la memoria al passato di un tempo morto, ma ancora pulsante dentro il proprio cuore.
Yusaku non si scoraggia, e lo sforzo profuso sarà ancora maggiore, visto che il cuore di Kyoko è minacciato dalle continue ingerenze ed intemperanze dei vicini criminali, e dall'antitesi del "Ricky Cunningham" Godai: il bel Mitaka "Fonzie".
Maestro di tennis, bello, atletico, ricco e raffinato, sorriso alla durbans con tanto di dente abbagliante ;cosa si vuole di più dalla vita? Prima di rispondere un Lucano, sappiate che il 90 per cento delle donne sceglierebbe senza ombra di dubbio questo pezzo di marcantonio nipote di Onassis, e invece la Takahashi, che sotto, sotto è un' inguaribile romantica,farà in modo che Godai possa giocarsi le sue carte (senza jolly, dato che la sfiga lo perseguita perennemente...) ad armi pari, visto che Kyoko è donna integra, e fornirà ai due contendenti le stesse chances.
La "principessa dei manga" (attributo datole dai maggiori esponenti del settore), nasce a Niigate nel 1957.
Subito dopo aver conseguito il diploma, si trasferisce a Nakano per frequentare l'università femminile Nihon Joseidai, alla quale alternerà
congiuntamente il corso per disegnatori di manga tenuto da Kazuo Koike, brillante autore di Crying Freeman.
Il suo talento viene rapidamente alla luce,e nel 1978 la Takahashi, vince il premio per il "miglior disegnatore emergente"che le viene conferito dalla Shogakukan. Nello stesso anno compare per la prima volta sulle pagine di Shonen Sunday, "Urusey Yatsura" (in Italia conosciuto come "Lamù"),uno dei manga con l' agglomerato di personaggi più pazzi, che la storia del fumetto giapponese può vantare di avere.
Nello stesso attimo in cui la volitiva autrice mette la parola fine alle avventure del "prode" Moroboshi e della esuberante Lamù, dalla sua prolifera penna nasce "Maison Ikkoku".
Lo stile lo conosciamo bene, è una Rumiko in forma, ispirata da un condominio allocato vicino alla sua abitazione e frequentato da una moltitudine di tipi stravaganti (pensare che Yozuya "l'uomo serpente" potrebbe esistere realmente è roba da brividi!).
Maison Ikkoku viene pubblicato nel 1980 dalla Big Comic Spirits (testata indirizzata ad un pubblico più maturo rispetto a quello cui la Takahashi è abituata su Shonen Sunday), per la durata di ben 7 anni.
Inizialmente sembra che alla storia non venga attribuito il successo sperato, ma con l'uscita del primo Tankobon, le vicende dei bislacchi personaggi del condominio più stravagante che si conosca,ottengono con meritato trionfo il consenso del grande pubblico, facendo esplodere addirittura la Maison Ikkoku mania.
Gli avvicendamenti dello sfortunato Godai e della dolce Kyoko raggiungono la penisola Italica nel tardo 1994, firmati Granata Press, ma la pubblicazione viene interrotta all'uscita del dodicesimo volume a causa della chiusura per fallimento della sopraccitata casa editrice italiana; la riedizione avverrà solamente nel 1998 ad opera della Star Comics (Deo Gratias...),per un totale di 27 volumi.
Il titolo è la congiunzione di due termini: Maison, appellativo che viene dato in Giappone per definire le vecchie case impiegate da persone con esigui mezzi economici; e Ikkoku,che significa "Attimo"; da cui letteralmente abbiamo "la casa dell'attimo", oppure, " la casa senza tempo".
In fondo nella casa il tempo pare assumere altra dimensione,diversa consistenza.
Il frenetico presente si ferma dietro ad una porta,il resto del mondo rimane fuori.
Dalla finestra con distratta curiosità osservi il suo mutato scorrere, e constati riluttante la tua inutilità di fronte a miliardi di persone che domani continueranno tranquillamente a vivere, facendo a meno della tua convinzione di indispensabile presenza.
La dimora è il tuo rifugio fisico e psicologico,è parte del tuo intimo;le mura domestiche con i mobili che adori,il tuo comodo divano,tutti gli oggetti che ti circondano, e quelli che improvvisamente riappaiono quando ormai credevi di averli persi anche tra i ricordi...
La casa è la memoria statica senza tempo della tua vita che scorre inesorabile; i suoi muri sono i taciti spettatori di noi stessi,e ogni qualvolta che li interroghiamo con malinconiche occhiate,gridano silenziosamente alla memoria tutte le volte che hai pianto, i giorni in cui hai riso, e quando con trasporto ti abbandonavi agli amori di un giorno o di una vita;essa è lo specchio profondo di ciò che è stato,la base di quello che diverrà domani.
Andando a concludere, ed entrando nel particolare,diciamo cosa rende unico questo Manga:
Risate a parte che garantisco sono travolgenti (basta aver letto qualcosa della Takahashi per ricordare il generis), è la storia che risulta appassionante.
Pur trattandosi di vita quotidiana, ci si accalora alla sorte di questo comunissimo studente alle prese con le difficoltà della vita.
Nessun super eroe, nessun potere che risolve intricate situazioni, solo se stesso e la sua forza di volontà contro la sfiga onniveggente, e le complesse problematiche del destino.
Godai cresce insieme a te in ogni volumetto: una bocciatura e un esame in più, un giorno un abbraccio dalla bella Kyoko, e il giorno dopo uno schiaffo dalla stessa;una laurea, e la disperata ricerca di un lavoro unita al sogno di una famiglia.
Insomma la storia di uno di noi, di quelli non proprio baciati dalla fortuna, che hanno sudato tutto il pane mangiato e regali ne ha scartati ben pochi, uno come noi che conosce il gusto amaro della sconfitta, e per questo assapora con trasporto il sapore di ogni vittoria.
La vetta è lontana, nessuno ci garantisce che la raggiungeremo, quello che invece è sicuro sono sudore e fatica, ma almeno potremo dire di averci provato e di non aver vissuto in pianura...