Eriadan (intervista)

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 intervista - Eriadan

Eriadan




Nome d'arte: Eriadan
Al secolo: Paolo Aldighieri
Nato: 8 settembre 1976

Vive e lavora a Trento, presso la Facoltà d'Ingegneria.
Ha frequentando l'Istituto d'Arte e si è laureato poi in Ingegneria dei materiali l'11 gennaio 2006.

Blog: http://www.eriadan.it/

ste: L'idea del blog è nata da qualche episodio particolare, qualcuno ti ha dato l'idea, o hai solo deciso in un momento di estro di seguire la moda del momento?

Eriadan: Mah, vada per la due. Ero solito frequentare il newsgroup di giochi di ruolo (it.hobby.giochi.gdr) e lì si cominciava a parlare di questa nuova tipologia di pagine web. Lo strumento pareva parecchio divertente e curioso e mi son detto che valeva la pena provare a giocarci sopra. Il fatto che abbia scelto di disegnarci sopra strisce anziché scrivere "post" o pubblicare fotografie è stata un po' una scelta obbligata dal mio naturale debole per il disegno e per il fumetto.
Ho passato diverso tempo in biblioteca per preparare gli esami di ingegneria e la pausa classica era andare nell'emeroteca (reparto della biblioteca che mette a disposizione quotidiani, settimanali e mensili) a gustarmi i grandi classici sulla rivista Linus (Calvin e Hobbes, Zits, i Peanuts, Liberty Meadows, Mutts, Get Fuzzy e tanti altri di cui ora non mi viene il nome).
Già da allora stavo cominciando a buttar giù le mie protovignette, scarabocchiate a margine degli appunti di fisica tecnica e di scienza delle costruzioni. Strip in cui la mia testa volava via disperata piuttosto che star li a cercar di capire la convezione forzata e i casi di Saint Venant. L'idea era di realizzare analoghe strip raccontando la mia vita proprio come mi raccontavo quei momenti a margine dei libri. Mi sembrava una cosa stimolante per iniziare a giocare, appunto, con il blog.

ste: C'è stato qualcuno all'inizio che ha tentato di dissuaderti da questa spesa di energie quotidiana in cui ti impegni alla fine della giornata, ovvero la striscia giornaliera attesa da tutti i tuoi lettori dopo la mezzanotte?

Eriadan: No. Assolutamente. A parte il fatto che non ho propriamente avvisato qualcuno dicendo "A Ha! Ho deciso che da oggi in poi disegnerò una striscia per metterla su internet, che ne pensate?". Diciamo che sono sufficientemente grandicello da aver superato quel periodo in cui gli altri si sentono in obbligo di consigliarti cosa e cosa non fare del tuo tempo libero, ovviamente entro certi limiti. Passatempi come passare a disegnare un paio d'ore la sera non destano così tanta preoccupazione quanta potrebbero generarne altri tipo preparare bungee jumping senza bungee.

ste: Il tuo modo di disegnare si ispira a qualcuno o ti sei "creato da solo"?

Eriadan: Ovviamente ho subito forti influenze sia nella costruzione della strip che nel disegno. Per quanto concerne il disegno, per l'appunto, ho a riferimento Alessandro Barbucci, l'autore, assieme a Barbara Canepa, di Sky Doll.

ste: Una delle cose che i fumettisti più anziani lamentano riguardo ai giovani è la mancanza di costanza. Quanto pensi che questa abbia influito sul tuo successo?

Eriadan: Tantissimo. Indubbiamente. Su questa cosa devo dire che i fumettisti "anziani" hanno proprio ragione. Disegnare è come imparare a suonare uno strumento musicale. Se si vuole migliorare occorre continuare ad esercitarsi, giorno dopo giorno. Il talento naturale è cosa che colpisce pochi fortunati (tra i quali io non mi annovero). Se il mio disegno è migliorato ciò è dovuto al fatto che ogni giorno, da due anni a questa parte, passo almeno un'ora a disegnare. La costanza, inoltre, consente di imparare meglio il linguaggio fumetto permettendo di capire come costruire la striscia in maniera che faccia capire l'emozione o l'idea che si ha in testa.
La costanza di pubblicare una striscia ogni giorno, inoltre, penso abbia contribuito molto all'affetto che molti lettori provano per le mie vicende. I vari personaggi, raccontati giorno dopo giorno, acquistano una loro personalità ed è più facile affezzionarvicisi/civisi/sivici (prego barrare le forme incorrette).

ste: Sappiamo che disegnare con la matita ti piace e i tuoi miglioramenti con questo strumento si vedono giorno dopo giorno... per notarli subito basta guardare le strisce dell'11 dicembre di ogni anno, che si ripetono uguali e danno un magnifico colpo d'occhio sulla tua evoluzione. Se avessi più tempo in quali altre tecniche vorresti migliorare e con quali ti piacerebbe provare a lavorare?

Eriadan: Indubbiamente mi vorrei impratichire con la colorazione sia al PC che con gli acquerelli e, ma solo dopo aver raggiunto buoni risultati con queste due precedenti, decidere d'imparare finalmente a chinare. Vorrei inoltre imparare un po' di flash per sbizzarrirmi di più nel fare veramente dei Web Comic, ovvero dei fumetti che sfruttino di più le capacità comunicative di uno schermo.

ste: Hai detto più volte che la tua è una passione e come tale la tratti. Hai mai pensato di diventare fumettista professionista tout-court?

 Eriadan (intervista)

Eriadan: Ci ho fantasticato sopra diverse volte ma prima di pensarci veramente dovrei esser sicuro di non fare il passo più lungo della gamba. Al momento lo tengo come un possibile sogno. Vediamo cosa succede.

ste: Non hai paura che quella che è una passione diventi una prigione? Ovvero, sentirti costretto dal ritmo di una vignetta al giorno a disegnare anche in momenti in cui l'ispirazione e le idee possono venire a mancare?

Eriadan: Si, è stato un timore che più volte mi è venuto ma devo dire di avere una piccola fortuna che tuttora continua ad assistermi: non appena prendo in mano la matita e comincio a farla razzolare sul foglio l'atteggiamento che era, prima di impugnarla, il "ah, devo fare la strip" mi si trasforma in un "ah, che bello, adesso faccio la strip". Va poi detto che la voglia di disegnare a giorni è a mille ed a giorni è a uno. Nei giorni in cui è a mille mi capita di disegnare più vignette che poi, magari, diventano una riserva da sfruttare nei giorni in cui non avevo tempo o voglia di disegnare (per fortuna pochi).

ste: Hai un personaggio preferito fra quelli che hai creato?

Eriadan: Beh, escludendo la mia "piccola stella" che esula dalle mie creazioni... beh, a parte lei sicuramente il personaggio a cui sono più legato è Chiarafalce. I motivi sono molteplici e tra tutti indubbiamente quello che mi sta più caro è che tale personaggio è quello con cui più spesso mi confronto quando cerco di capire come va il mondo e come sono le persone, io stesso per primo.

ste: Il tuo gatto è un personaggio molto sfaccettato. Come ti è venuta l'idea di caratterizzare il vostro rapporto in modo così conflittuale? Com'è il Piagatto, anzi Cianci, in realtà?

Eriadan: Perché effettivamente con il mio gatto c'è un rapporto un po' complesso di affetto, sudditanza e atteggiamenti ambigui che un proprietario di gatto sicuramente conosce. La meraviglia del gatto, del mio gatto, almeno, è che è un animale che non rinuncia ai suoi ritmi ed alle sue esigenze per venire in contro a quelli del suo padrone. Se tu hai voglia di coccolarlo e lui non ne ha lui se ne và. Se lui ha voglia di farsi coccolare, anche se sono le tre di notte, o lo butti fuori dalla finestra o ti adegui a coccolarlo.
Unito a questa peculiarità mi piace pensare che il mio gatto sia veramente un gatto e molti suoi atteggiamenti cozzano profondamente con la morale e le caratteristiche umane. Quel che è importante per un uomo non è importante per un gatto e viceversa. Il fatto di uccidere un uccellino fa parte del suo istinto; prendere in giro me, poi, perché mi scandalizzerei a dargli in pasto un pulcino vivo quando, tutto sommato, gli porto polli morti in scatola è un po' il modo con cui mi autocritico io per determinate ipocrisie che mi caratterizzano. Forse è per questo che cianci piace cosi tanto: forse è proprio perché non sembra una persona mascherata da gatto ma proprio perché sembra un gatto che ha la possibilità di parlare. O almeno se potesse parlare sinceramente penso proprio che mi direbbe quello che gli faccio dire nelle strip.

ste: Leggi fumetti oltre a disegnare? Che generi e che autori preferisci?

Eriadan: Non ho un genere preciso, ho letto diversi autori ma mai abbastanza da definirmi un cultore di questo tipo di "arte". Ho amato alla follia il ciclo di Sandman di Neil Gaiman e le graphic novel di Will Eisner. Per quanto concerne le pubblicazioni mensili leggo con piacere Jhon Doe e Napoleone. Ero un fan sfegatato di Monster Allergy ma, purtroppo, la serie ha chiuso i battenti. Prendo con molta fiducia Wonder City perché dalle premesse mi pare veramente una bellissima serie.
Magari qualcuno obbietterà che son storie per ragazzi (sopratutto Monster Allergy e Wonder City) ma quello che mi piace è che mi pare siano scritte con la voglia di essere scritte e non con l'intento di essere vendute. Poi va beh, mi piace Barbucci ma questo lo avevo gia detto. Manga e supereroistico non ne ho mai letti principalmente per pigrizia, per ignoranza e per la necessaria selezione che il portafoglio ti costringe a fare in edicola o in fumetteria. Riprendo in fine Napoleone per citare il mio "autore" preferito; l'autore che, pur non ispirandomi tanto a lui nel disegno, è un mio punto di riferimento sia nelle storie che nella grafica: Carlo Ambrosini. L'unica persona, assieme forse a Barbucci, che mi piacerebbe veramente conoscere di persona.

ste: A Lucca Comics l'anno scorso dicevi: "all'Istituto d'arte nessun professore avrebbe scommesso due lire sulle mie capacità di ottenere qualcosa a livello grafico"... direi che ci han proprio azzeccato... vorresti dire qualcosa ora a loro e a tutti i ragazzi che vengono scoraggiati a perseverare nelle loro passioni dai giudizi di chi hanno intorno?

Eriadan: Un paio di cose. Rimanere sempre coi piedi per terra ed essere sempre i primi detrattori e critici di quello che si disegna o si fa. Coltivare in egual misura la modestia per ascoltare le opinioni e le critiche altrui e l'autostima per non farsi troppo condizionare o travolgere. Ricordarsi che nessuno ha la realtà svelata e che una critica è pur sempre un'opinione. Per me disegnare è una valvola di sfogo ed esigenza che mi fa vivere bene, se non lo facessi vivrei scomodo. Va da se che comunque cerco di muovermi coi piedi di piombo e, pur continuando ad adoperarmi per coltivare e concretizzare il sogno, cerco di evitare di sacrificarci il resto. Siamo fatti per portare avanti più cose, tutto sommato sono riuscito a laurearmi continuando a fare strip la sera. Se ci son riuscito io penso che, con un po' di costanza (ma vera costanza e non un suo surrogato), dovrebbero riuscirci tutti.

ste: Stai lavorando a qualcosa di particolare ora? Qualche anticipazione sul tuo futuro lavorativo artistico? Progetti in cantiere?

Eriadan: Al momento sto lavorando per il mio matrimonio e quindi non riesco a portare avanti nient'altro che la strip. Passata questa grande baraonda c'è in programma la realizzazione di un piccolo romanzo a fumetti, una graphic novel che ho scritto tempo fa e che aspettavo a realizzare perché volevo aver raggiunto un livello quantomeno sufficiente. La capacità tecnica, purtroppo, non è ancora tale da aver raggiunto il mio "quantomeno sufficiente" che mi sono prefissato ma conto di arrivarci in sede d'opera, almeno spero. Per quanto riguarda la trama la storia sarà ambientata al tempo della prima rivoluzione industriale inglese ed avrà, tra i protagonisti, quel personaggio creato mio preferito; quella Chiarafalce la cui immagine è stata proprio "presa in prestito" da questa vicenda che è ancora tutta nella matita.



Copyright © Animanga Netgate   Written by: ste
Original work: Eriadan
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