Il bosco & Il segno della Sirena di Rumiko Takahashi (anime)

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 anime - Il bosco & Il segno della Sirena

Il bosco & Il segno della Sirena

© 1989 Rumiko Takahashi
© 1998 Polygram Video/Dynit



Titolo: Il bosco & Il segno della Sirena
Casa ed.: Polygram Video/Dynit
Anno: 1989
Anno Ita: 1998
Autore: Rumiko Takahashi
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1° Film: Il Bosco Della Sirena
Durata: 55 min.
Edito da: Polygram Video
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2° Film: Il Segno Della Sirena
Durata: 50 min.
Edito da: Dynamic Italia

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Il tempo è il dramma dell'uomo: vivere con la costante consapevolezza che tutti i tuoi sforzi per avvicinarti alla perfezione ,per raggiungere la conoscenza,per divenire l'essere compiuto,sono ineluttabilmente vani. Un giorno, senza annunci, senza clamore, senza avviso, la morte busserà alla porta del destino ed allora dovrai, per forza di cose, lasciare le sabbie immobili di questa terra al calpestio degli altri, le tue impronte saranno cancellate come orme sulla sabbia dall'irruenta onda del tempo che continuerà a scorrere incurante del tuo passaggio.

Ti accorgerai che il tuo essere stato,è stato solamente qualcosa che è passato, ma non compiuto, qualcosa che è stato interrotto; le tre parche continueranno a filare i destini del mondo mentre il tuo filo giace spezzato sull'atavico telaio. Poi, inaspettatamente, arriva la possibilità di bloccare le lunghe braccia dell'austera madre natura che avidamente reclama suo figlio alla terra, la "pillola" che permette di vedere quanto è profonda la tana del bianconiglio, la fenice che può ingannare le rigide regole che governano la morte.

La sirena è la possibilità, "la pillola", l'inganno; il suo sangue è il passaggio che conduce all'eternità, alla non fine: poche gocce per sorridere sarcastico, e specchiarti nella mezza luna lucente della morte. Il mitologico essere che incarna la fonte dell'eterna giovinezza è il protagonista di questo Anime, un mito disperatamente inseguito da tanti mortali con scopi più o meno nobili. Qualcuno incrocerà il suo destino come un viandante che muove i suoi passi spinto dal fatal caso, altri dedicheranno la loro vita alla maniacale ricerca dell'essere che regala l'esistenza perpetua.

Il primo Oav "Mermaid Forest" (Polygramm Video - 55 min.), inizia con il protagonista, Yuta, impegnato nella infruttuosa ricerca di un suo simile, qualcuno con cui condividere il proprio destino e la propria condanna, una compagna che viva con il suo stesso dolore; uno che appartenga alla stessa maledetta privilegiata "razza". Egli è stato reso immortale in tempi antichi per aver trangugiato la carne della mitologica sirena e da allora il tempo è succeduto veloce come pioggia battente, amici donne e familiari sono trapassati come previsto dall'ordine naturale delle cose. Lui: "l'equivoco", non rimane che solo, immerso in statica solitudine, condannato a non amare nessuno perché, diversamente dal suo essere, nulla è per sempre...

Anche questo può essere inquietante perché dopo la paura della morte sopraggiunge il terrore dell'infinito. Come una nave che entusiasta taglia gli ormeggi per esplorare gli ignoti orizzonti dell'esistenza, dopo tanto andare, dopo tanta acqua, alla fine desideri solo ritornare alla terra che oramai non ti è più concessa. La linea di confine è stata varcata, non rimane che il volo nell'oblio dell'eternità, accompagnato dall'eco delle risa beffarde di una morte irriverente e paradossalmente desiderata.

Nessuno è mai solo al mondo, e il nostro Yuta baciato dalla cieca provvidenza incontra il suo agognato simile: Mana. A differenza del protagonista la giovane brunetta ha appena avuto il suo incontro con il reprobo sangue della sirena, e la sua inesperienza nei confronti di morte e rinascita è affidata alle cure e alle conoscenze del suo simile e millenario compagno di viaggio.

Negli Oav si descrivono in tinte horror, le avventure degli immortali compagni che partono subito con un buon ritmo, alta intensità e brivido. Il regista evidenzia il duplice volto della sirena, la sua doppia natura; da sempre infatti ella seduce e spaventa allo stesso tempo, animo inquieto dispensa morte o vita. Ergo, Yuta e Mana non sono i soli ad aver assaporato la carne proibita, altri prima e dopo di loro lo hanno fatto o lo faranno, ma i risultati non è detto siano gli stessi.

Infatti il sangue della mistica creatura marina se non regala immortalità, può donare inestinguibile dannazione, e trasforma l'incauto assaggiatore in un "essere imperfetto" dotato di corpo ed istinti bestiali. Ferocia e odio saranno i sentimenti che vestono le mostruose forme di quello che una volta era forse un uomo. Fame insaziabile, dolore eterno e lunga scia di sangue sono gli indizi che portano al mostro e alla sirena: a Yuta e Mana non rimane che seguirli. Trovare la sirena è trovare la chiave, è trovare l'anello che congiunge la catena spezzata, è ritrovare la possibilità di tornare ad assaporare la normalità della vita, bella perché effimera sfuggente e miseramente mortale.

 Il bosco & Il segno della Sirena di Rumiko Takahashi (anime)

Particolarmente drammatico è il secondo Oav "Il Segno Della Sirena" (Dynamic Italia - 50 min.): i due protagonisti si imbattono in un nemico subdolo e fatale; cruento è il loro incontro con quello che l'eternità ha reso un essere razionalmente feroce e terribilmente cinico. I sentimenti sono stati abbattuti, l'amore verso ciò che è deperibile e passeggero non ha motivo di esistere, gli umani, la gente e le persone sono solo un mezzo, un accessorio da sfruttare senza istruzioni per l'uso. In tutto ciò emerge fiero ed impavido lo psicodramma di una vita in malinconica solitudine, l'insaziabile voragine di un amore disperatamente anelato e mai ricevuto; ed il freddo nemico, ora, genera una paradossale compassione gravida d'odio.

Non mancano insomma i classici colpi di scena, che ribaltano le deduzioni del più attento osservatore che volentieri subisce il fascino dell'ambigua trama. I personaggi sono ben caratterizzati in entrambi gli episodi, anche se il manga offre un altro spessore, cogliendo le sfumature psicologiche e i viaggi introspettivi degli inquieti protagonisti.

Yuta: affascinante, enigmatico e divorato internamente dal disperato desiderio di normalità. L'eternità è un peso troppo grande per il suo cuore semplice, meglio l'unicità di una vita irripetibile che proprio per questo la rende grandiosa. Poter aprire tutte le porte, poter fare qualsiasi cosa equivale a non scegliere, ergo l'immortalità genera indifferenza, e Yuta è tutt'altro. Quest'uomo è coraggio, riscatto, magnanimità e altruismo, tutte caratteristiche di una vita miseramente caduca.

Mana: è caratterizzata dalla sua ingenuità; come una bambina impara i primi passi nel mondo dell'esistenza eterna, ma ben presto dismetterà le virtuali fasce che avvolgono la sua moralità, e "l'indifesa" adolescente mostrerà affilati artigli per proteggere quello che più di prezioso la circonda: Yuta.

Il legame che unisce i due è percepibile, quasi palpabile al distaccato osservatore; il colpo da maestro è qua. Senza evidenziarlo in maniera esplicita, senza parole, come una cicatrice su bianca pelle erge il marchio incancellabile che lega i due compagni, una invisibile catena di sangue, il richiamo genetico di chi è figlio della stessa specie, la maledetta condanna complice della loro unione; forse un lontano domani saranno passionali amanti... ammesso che il domani non sia sempre lo stesso intramontabile oggi... L'eternità li unisce, dividerli significa tornare ad essere soli, nulla è più inquieto della propria coscienza costretta a dialogare esclusivamente con il medesimo contraddittorio ego. Questo è il canto della sirena: rifuggi dalla solitudine, non desiderare l'eterno perché l'attimo diventa unico solo se irripetibile...

Il secondo capitolo, "Il Segno Della Sirena", ha raccolto un maggior consenso di pubblico rispetto al primo episodio; ciò forse è riconducibile ad una trama che esplora coraggiosamente il buio tunnel che caratterizza la storia dei protagonisti, e la presenza di un cattivo con la "C" maiuscola.

Completa la sarabanda, l'aggiunta di un nome importante nel cast di produzione come Kumiko Takahashi autrice del character design dei personaggi, e già popolare per il lavoro svolto in "Proteggi La Mia Terra". Manco a dirlo, il tutto non sarebbe potuto nascere, non avrebbe visto la luce, non avrebbe scoperchiato la pietra tombale della morta fantasia, se non fosse per il conclamato ingegno dell'autrice che ha fatto la storia del Giappone e non solo: Rumiko Takahashi.

Autrice della versione manga non ancora completata (speriamo si decida e trovi un piccolo spazio tra i suoi impegni), si discosta dal suo stile abituale farlocco e comico per cimentarsi in questa avventura tra il mito e l'horror. Una sorta di prequel che anticipa di qualche annetto (1989) lo stile del più recente "Inuyasha"; toni seri quindi per l'infaticabile autrice, mai avida di novità e colpi di genio.

Per concludere, i due Oav incontrano il gusto di quasi tutti; maggior preferenza se amate storie con il tocco di un inquieto brivido. Ancora una volta come nella maggior parte dei casi (a mio avviso), la versione cartacea rimane assolutamente migliore della riproduzione filmata. Detto questo, un saluto a tutti! Devo controllare la padella sul fuoco, altrimenti la carne di sirena mi si brucia e voi poveri mortali non sapete che puzza faccia... AH! AH! AH! La vita eterna mi aspetta... (con il fondoschiena che mi ritrovo, magari divento pure un mostro... sic!).



Copyright © Animanga Netgate   Written by: benten
Original work: Il bosco & Il segno della Sirena
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