Steamboy di Katsuhiro Otomo (anime)

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 anime - Steamboy

Steamboy

© 2004 Katsuhiro Otomo



Titolo: Steamboy
Anno: 2004
Anno Ita: 2004
Autore: Katsuhiro Otomo

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TRAMA

Inghilterra, XIX secolo: alla vigilia dell'Esposizione Universale, il giovane inventore Ray Steam riceve un pacco contenente una misteriosa sfera metallica. Si tratta della Steam Ball, una fonte di energia di incommensurabile potenza, inviatagli dal padre Eddie, che da anni lavora negli Stati Uniti su alcuni progetti segretissimi. Di lì a poco, alcuni membri della subdola Fondazione Ohara, decisi a impadronirsi della Steam Ball, irrompono in casa di Ray: toccherà a lui difendere l'invenzione ed evitare che ne venga fatto un uso sbagliato. Ma le sorprese non mancheranno e Ray avrà modo di assistere agli spettacolari quanto devastanti effetti dell'energia della Steam Ball...

COMMENTO

Katsuhiro Otomo, non si può negarlo, ha sempre pensato in grande. I suoi progetti sono sempre epici, le sue visioni sempre colossali; e la sua mania di perfezionismo, la volontà di dar vita in ogni minimo dettaglio alle sue spettacolari fantasie, ha sempre dato origine a prodotti di innegabile meraviglia tecnica: è sicuramente superfluo citare Akira e il peso che quest'opera ha avuto sul mondo degli anime e sul modo in cui essi sono recepiti al di fuori del Giappone.

Certo, questo impegno maniacale ha almeno un paio di lati negativi: innanzitutto, i mirabolanti desideri di Otomo necessitano di anni ed anni di lavoro per essere concretizzati, il che, per forza di cose, fa sì che la filmografia dell'autore sia quantomeno scarna. Basti dire a tal proposito che Steamboy è soltanto il secondo lungometraggio diretto da Otomo dopo Akira (che è dell'88). Ma i lunghi anni di lavorazione di vedono tutti: Steamboy è un progetto che estremizza ancora di più il gigantismo del suo autore: è un film dall'incredibile livello tecnico, che vanta scene spettacolari in quantità (soprattutto battaglie e immani distruzioni, elementi ricorrenti in Otomo), realizzate con un gusto per il dettaglio e con una voglia di stupire che non hanno eguali nel panorama dell'animazione mondiale, e che non possono non destare stupore. Scenografie ricchissime, un mecha design superlativo che fonde estetica vittoriana e marchingegni avveniristici, animazioni che fondono 2D e 3D a livelli mai raggiunti. Da questo punto di vista, un trionfo.

 Steamboy di Katsuhiro Otomo (anime)

Bisogna però considerare il secondo "lato negativo", il vero rovescio della medaglia del gigantismo e della maniacalità tecnica di Otomo. È opinione comune che spesso, nell'autore di Akira, il lato tecnico-spettacolare prevalga su quello "umano": caratterizzazione dei personaggi e attenzione alla sceneggiatura e alla trama - elementi fondamentali che spesso Otomo trascura per dedicarsi completamente alle sue amate distruzioni. Ebbene: è innegabile che Steamboy, così estremo nella sua megalomania visiva, pecchi grandemente in sede di scrittura. Steamboy è un macchinario sferragliante e sfumacchiante, colossale e distruttivo come l'enorme Steam Tower che sul finale del film devasta Londra: ma è altrettanto freddo, ripetitivo, vuoto.

I personaggi sono quantomai schematici e risaputi, la storia annoia, tutto è pomposo ma mai coinvolgente. Troppi spunti interessanti restano sepolti sotto manovelle e macchinari, troppi personaggi vengono soffocati dagli onnipresenti sbuffi di vapore: Steamboy crolla sotto il peso delle proprie ambizioni, e perde d'interesse nella misura in cui Otomo crede che basti accumulare ingranaggi e manopole per essere interessante e spettacolare. Anche la meraviglia visiva dopo un po' stufa, per divenire dapprima semplice ammirazione tecnica, e infine pura noia (nella già citata, e interminabile, distruzione finale).

Anche Akira -checché se ne dica- soffriva di carenze di sceneggiatura e di una trama che si ingarbugliava (quanto volontariamente?) fino ai limiti dell'incomprensibile: ma il film dell'88 riusciva a fare della sua oscurità un pregio o comunque un motivo di fascino. Steamboy rimane invece un giocattolone superficiale, dall'intreccio fin troppo chiaro e risaputo. Ci piacerebbe tanto che Otomo, la prossima volta, dedicasse alla sceneggiatura tanti anni quanti quelli dedicati ad animare tutti quei bellissimi -e freddi- macchinari steampunk.

DVD

Dopo essere stato presentato al Festival di Venezia 2004 come film di chiusura, Steamboy ha "goduto" di una distribuzione quantomai limitata nei cinema italiani: uscito in pochissime sale senza alcuna pubblicità, ha resistito solo pochi giorni. La sua fulminea pubblicazione in DVD fa sospettare che la distribuzione italiana mirasse decisamente al mercato dell'Home Video. Ma c'è da dire che la suddetta edizione DVD è di ottima qualità: innanzitutto, la versione del film presente sul DVD è quella integrale, e non quella tagliata di 20 minuti che è stata presentata in tutti i cinema occidentali (Italia compresa; un'operazione discutibile, forse mirata a rendere più commerciale e universale un film decisamente troppo lungo per gli spettatori più giovani). In secondo luogo, l'edizione a due dischi raccoglie molti interessanti contenuti extra (nulla da invidiare, per una volta, al DVD francese). Infine, bisogna segnalare che anche in Italia era uscita un'edizione "collector" limitata (ormai fuori catalogo), che conteneva, oltre ai due dischi, anche degli splendidi volumi di illustrazioni e storyboard. Per una volta, quindi, niente da invidiare nemmeno alle edizioni giapponesi!



Copyright © Animanga Netgate   Written by: Shinji Ikari
Original work: Steamboy
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