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![]() Il mistero della pietra azzurra
© Hideaki Anno
Titolo: Il mistero della pietra azzurra Quando un paio di mesi fa ho deciso di riguardare questa serie, approfittando dell'uscita dei dvd, non ero sicuro dell'effetto che avrebbe avuto su di me. Insomma un conto è guardare un cartone animato a 8 anni, tutt'altra storia è invece guardarlo dodici anni dopo e sperare di riprovare le stesse emozioni di un tempo! Fin dall'inizio, invece, è stato amore a prima (ri)vista: non solo mi rendevo conto di venire coinvolto dalla storia senza quasi accorgermene, ma anzi c'erano molti particolari e richiami a altre opere che a causa della mia ovvia ignoranza da piccolo mi erano sfuggiti. Man mano che la visione procedeva mi è balzato agli occhi il fatto che era possibile dividere l'opera in due sottoblocchi principali, sia sul piano della trama in sé sia (a mio avviso aspetto decisamente più importante) sul piano dei richiami e delle scelte tematiche. La prima parte, che chiamerei quasi introduzione vista la scarsa rilevanza rispetto alla seconda in termine di numero di episodi, si presenta come un anime leggero e divertente, con molte gag umoristiche supportate da battute e da disegni comici. Se vogliamo, possiamo paragonare il tono a quello della prima serie di Dragon Ball, giusto per dare un'idea. Ci troviamo a Parigi nel 1889 ed è in corso la Fiera Universale della Tecnologia. Jean sta lavorando per sistemare il suo velivolo quando vede un'incantevole ragazzina in bicicletta. Tutto tranquillo insomma... e invece no, perché Nadia, la ragazzina citata poco fa, si trova subito nei guai e ovviamente toccherà a Jean aiutarla: tre simpatici banditi, con l'aiuto del loro mezzo meccanico multiuso Kratan, vogliono rubarle una misteriosa pietra che ha la facoltà di avvertirla quando un pericolo incombe. Il richiamo a cartoni come Yattaman, Calendarmen, I predatori del tempo e simili è talmente forte che chiunque li abbia visti almeno una volta non può fare a meno di notarlo. Dopo alcuni inseguimenti e altrettante fughe il taglio della storia cambia drasticamente: Hideaki Anno (quello di Neon Genesis Evangelion, ricordate?) ha deciso di far entrare in scena alcuni romanzi di Jules Verne a modo suo. Dico romanzi perché oltre al celeberrimo "20000 leghe sotto i mari" vengono presi notevoli spunti per episodi di contorno anche da "Cinque settimane in pallone" e da "L'isola misteriosa". Il vero racconto preponderante però è il primo e ce ne rendiamo immediatamente conto quando fa la sua prima comparsa il Nautilus, sottomarino ipertecnologico impegnato costantemente in una battaglia contro misteriose forze malvagie. Praticamente senza nemmeno accorgersene, i protagonisti si trovano catapultati in una storia decisamente più grande di loro, da cui però potranno imparare molto. A ben guardare, in realtà, è questo il nodo centrale de Il mistero della pietra azzurra: portare i personaggi a comprendere la propria finitezza. Detto così sembra un po' strano e magari difficile da capire, ma ora mi spiegherò meglio. ![]() Tutti i personaggi all'inizio della storia hanno una fede incrollabile in qualcosa: Jean nel potere della scienza, Nadia nella sua capacità di far fronte ad ogni pericolo da sola, Nemo (che ovviamente è il comandante del Nautilus) nella convinzione che la sua causa vada al di sopra di qualsiasi altra cosa e così via. Com'è facile immaginare, ognuno di essi presto o tardi si dovrà ricredere: Jean tocca con mano l'impotenza della scienza in due occasioni principalmente e in entrambe si trova a ripetere la stessa lapidaria sentenza su quello che è il presunto potere di essa...per un inventore come lui il peso di quelle parole è davvero immenso. Nemo invece decide di interrompere almeno un paio di volte la missione per andare in soccorso dell'unica parente che ha ancora in vita, la cui identità ovviamente non rivelerò per questioni di spoiler, anche se credo che sia piuttosto chiara. Nadia... beh per lei bisognerebbe fare un discorso lunghissimo. Riassumendo possiamo dire che scopre poco a poco di essere la principessa del Regno perduto di Atlantide e di possedere la chiave per attivarne ogni strumento, persino gli armamenti... la pietra azzurra. Inorridita da tale immenso potere si trova quasi sul punto di abbandonarlo, ma invece alla fine decide di usarlo nel modo più giusto, cioè donando la vita a chi capisce essere veramente importante per lei. Nemmeno la consapevolezza che la pietra sarebbe scomparsa dopo il miracolo la fa desistere. Anche se probabilmente non sono riuscito a rendere l'idea a parole (che bello se fossi uno scrittore... *sospiro*) in questa seconda parte, e specialmente quando vengono trattati avvenimenti che toccano da vicino la pietra azzurra, si nota l'influsso dell'altra opera che ha ispirato maggiormente questo lavoro, cioè "Laputa - Castle in the sky" di Hayao Miyazaki. Gli elementi in comune sono tanti, sia a livello grafico sia a livello tematico. Senza dilungarmi troppo ne cito alcuni: il palazzo di Atlantide è una roccaforte volante, la pietra azzurra posseduta dalla protagonista, i geroglifici che si illuminano di azzurro anch'essi quando reagiscono alla presenza della pietra, la grande distruzione che si può causare con questo potere, il controllo assoluto che si verrebbe a creare con il terrore... e infine la scelta tra ambizione e amore. Tirando le somme direi che è un'opera pregevole e ben fatta, anche se non posso fare a meno di sottolineare il mio rammarico per un paio di "mancanze" senza le quali l'opera sarebbe stata sicuramente migliore: purtroppo a due terzi della produzione il budget è venuto a scarseggiare e quindi si sono visti necessari tagli sul numero degli episodi e un leggero, ma non impercettibile, calo della qualità dell'immagine. Per quanto riguarda la trasposizione italiana, oltre alla classica censura, di cui ormai non è più nemmeno necessario parlare, a mio avviso è mal riuscita la decisione di sostituire la sigla introduttiva in italiano alla bellissima Blue Water che suonava un po' come ciliegina sulla torta. Purtroppo, inoltre, questa serie è stata protagonista pochi anni fa di un caso di presunto plagio da parte della Disney con il suo lungometraggio Atlantis, poi fortunatamente chiarito. A essere lievemente cinici, in realtà la situazione non è stata del tutto negativa: ha fatto riprendere a parlare di questa serie che rischiava di venire messa in disparte. Recentemente la sua produzione in dvd e la messa in vendita di un lungometraggio da parte della Yamato Video fanno ben sperare per i tempi futuri... io me lo auguro perché ne vale davvero la pena. Se non altro, i nostalgici della serie potranno godersi un doppiaggio finalmente fedele con l'integrazione anche delle scene censurate anni addietro.
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