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![]() Ultimi raggi di luna
Titolo: Ultimi raggi di luna Ultimi raggi di luna è indubbiamente un manga alquanto difficile da reperire. Dopo 4 anni dalla sua pubblicazione i primi due numeri sono esauriti, mentre gli altri si possono trovare alle fiere, ma raramente in fumetteria. Sarà per questo che essermeli ritovati tutti e sei in mano poco tempo fa -io che avevo appena divorato Cortili del cuore e Paradise Kiss, io che mi ero appena innamorata di Nana- mi ha fatto provare quasi un moto di commozione. E aspettandomi grandi cose ho iniziato a leggere il primo volumetto... "Che bella canzone! L'hai scritta tu?" Queste parole aprono il primo capitolo, e sulle note di Last Quarter, la musica che accompagna l'intera storia, scopriamo pian piano come si può vivere legati al ricordo di un amore che va letteralmente oltre la vita e la morte... La storia, in particolare, è il punto di forza di questo manga. Intrisa di malinconia e dolcezza, i continui flashback e rivelazioni la mantengono viva e contribuiscono ad alimentare lo sgomento del lettore, che si trova sempre più spaesato nella ricerca, assieme ai ragazzi, di Adam e della verità attorno alla quale ruota la vicenda. I ragazzini poi, anziché smorzare i toni della storia, diventano a loro volta elemento essenziale; contribuisce anche il fatto che sono personaggi che parlano e si comportano non certo come bambini delle elementari, ma piuttosto come adulti. Rispetto a Cortili del cuore, i temi toccati qui assumono toni più scuri e drammatici; infatti si parla di droga, di morte, di un amore non certo facile e spensierato, ma strano e doloroso, della fragilità e della solitudine che incontrandosi possono far avvicinare due persone. ![]() Un parallelo con Paradise Kiss, invece, si può trovare nel tentativo di Mizuki di fuggire dalla realtà in cui vive, tentativo che trova un appiglio nell'amore improvviso quanto predestinato verso Adam. In questo amore Mizuki investe tutto, senza fare i conti con ciò che si sta lasciando alle spalle, a cui è ancora legata. Per toccare tutte le opere della Yazawa pubblicate in Italia, questo manga è sicuramente quello che più si avvicina all'ancora in corso Nana, oltre che per la già citata fragilità che si lega all'amore e per il messaggio decisamente più adulto, anche per la notevole introspezione nell'animo dei personaggi, spesso espressa dai lunghi monologhi dei personaggi principali, che mettono a nudo i sentimenti più nascosti. È difficile per me non dare giudizi di parte leggendo i manga della Yazawa. L'unica nota, diciamo negativa, che ho potuto trovare, è che a mio avviso il finale è stato leggermente tirato; l'autrice poteva tranquillamente chiudere sulle prime pagine dell'ultimo capitolo, con l'immagine dell'ultimo quarto di luna nel cielo, lasciare un alone di mistero ancora più grande, e invece ha continuato con pagine che aggiungono poco, cancellano parte dell'atmosfera che si era creata, cercando di dare una spiegazione a ciò che non necessita di essere spiegato, e sottolineando in effetti temi già ribaditi nel resto del manga, come il fatto che nessuno può vivere solo, o l'eternità dell'amore. Nondimeno anche quella parte, come tanti altri momenti nella narrazione, porta il lettore a commuoversi per il modo magistrale nel rendere l'intensità dei sentimenti descritti. Parlando invece della trasposizione italiana con senso di lettura all'occidentale, bisogna dire che, essendo le tavole ribaltate, l'ultimo quarto di luna è purtroppo diventato il primo... ma per tutti coloro che non si sono mai interessati di fasi lunari, pur essendo questo un tema importante nella storia, credo che questo particolare conti relativamente poco! Le mie aspettative non sono andate deluse e posso garantire che la ricerca dei volumi, che in Italia diventa davvero una caccia al tesoro, vale sicuramente la pena. Il tocco soprannaturale non stona assolutamente, anzi rende ancora più particolare e affascinante questa storia, che è un vero inno alla vita, nel suo senso più generale. In conclusione questo manga, che originalmente si componeva di tre tankobon, è un'opera matura e delicata, che non stanca per l'eccessiva lunghezza, consigliato a chi ama la Yazawa, ma anche a chi non ha mai letto niente di suo e vuole conoscerne lo stile.
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