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![]() Sakura Mail
Titolo: Sakura Mail Innanzitutto mettiamo in chiaro una cosa: io non sono un appassionato di commedie romantiche. Mi piacciono Eva, Lain, Cowboy Bebop. Eppure... c'è qualcosa in questa serie di 4 OAV che ne fa un anime diverso dal solito e molto coinvolgente. La storia in breve è questa: lui è Toma Inaba, un giovane ingenuo che viene a Tokyo per tentare l'ammissione all'università. A rendergli le cose difficili spuntano due persone: la splendida cugina Urara, innamorata di lui, super-premurosa, sincera e generosa; e la bella (mica poi tanto...) Mieko, di cui è Toma a innamorarsi. Il solito triangolo amoroso? No: la storia non è così banale e risaputa come potrebbe sembrare; per prima cosa essa è tratta da un fumetto del grande U-Jin, per cui non sono rare le "vedute privilegiate" delle morbide grazie di Urara, che valgono da sole un giudizio positivo su questi OAV da parte degli appassionati del genere (attenzione, però: non è un hentai squallido, tutt'altro). Seconda cosa, la storia è appassionante, e si resta intrigati dalle vicende dei tre giovani. Terza cosa, tecnicamente è ben animato, le musiche sono davvero carine (ascoltate la sigla di coda per credere), ed il doppiaggio è ottimo, specialmente Federica De Bortoli - Urara. ![]() Ma quello che fa di Sakura Mail (così si chiama nella versione italiana) un anime da ricordare, è, a mio giudizio, il finale: gli ultimi 10 minuti sono un piccolo capolavoro, anche grazie ad una regia asciutta e sapiente; non sto a rovinarvi la sorpresa, ma vi basti sapere che è un finale secco, malinconico e difficile da dimenticare, commovente nella sua semplicità. È proprio la MANCANZA di eventi salienti ciò che resta nella mente: l'avventura dei giovani è tutta interiore, ed alla fine nulla cambierà se non nell'animo dei protagonisti; la vita andrà avanti come sempre, il tempo passerà in silenzio, e resteranno solo i ricordi. Del resto non è sempre così? Si cresce, e al proprio interno si cambia enormemente; ma nella realtà esterna niente sembra essere effettivamente mutato. È per questo che, quando scorrono gli ultimi titoli di coda, ci si sente così vicini a Toma e Urara (ed un po' anche a Mieko). Quelle poche immagini finali gettano una luce diversa anche su tutti gli episodi precedenti e imprimono un ricordo duraturo di ciò che si è visto. Raramente ho visto espressi così bene questi concetti, così ben descritto questo periodo di transizione che ogni giovane ha attraversato, ma così difficile da spiegare. E la vita va avanti. A questo punto, però, bisogna ricordare che la storia degli OAV non corrisponde a quella del manga: gli OAV si interrompono prima. Purtroppo non so come termina il manga, dato che non ho gli ultimi volumi originali, quindi non posso fare un confronto tra i due finali. Quello che posso dire, sulla base dei volumi che ho, è che al manga manca proprio questa dimensione escusivamente interiore, questa semplicità degli eventi, che sono invece il punto di forza dell'anime. Nel manga succedono un sacco di cose importanti, di eventi fuori dall'ordinario, persino drammatici: sono elementi che rendono senz'altro la storia appassionante, ma ecco che si perde quell'aspetto che fa sì che tutti possano riconoscersi nei protagonisti. Ciò non toglie che Sakura Tsuushin sia comunque un ottimo manga, probabilmente il migliore di U-Jin (se in Italia si decidessero a pubblicarne di più...), e che comunque nel manga (lo dico per gli appassionati) ci sia di che rifarsi gli occhi con un sacco ragazze kawaii come solo U-Jin sa disegnarle... nel manga, Urara, Koomi e Mieko sono molto più graziose e soprattutto "generose", lo ammetto. Il consiglio che posso dare è sia di vedere gli OAV sia di comprare il manga (se mai uscirà in Italia), perché entrambi sono opere validissime per motivi diversi. Ma le sensazioni profonde date da quegli ultimi minuti degli OAV, bè, difficilmente potranno essere eguagliate dalle ripetute scene di nudo di Urara nel manga... O forse no... ^_^
Copyright © Animanga Netgate Written by: Shinji Ikari
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