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![]() Orange Road
Titolo: Orange Road Se ognuno di noi prova ad immaginare una scala, una gradinata o una qualsiasi salita è quasi inevitabile ritrovarsi metafisicamente impegnati nella sua scalata... perché? Cosa c'è alla fine dei gradini? Qualunque sia il nostro premio, senza quasi riflettere sul costo dell'impresa, viene quasi spontaneo e ovvio intraprendere la salita. È molto probabile che la scala rappresenti nell'immaginario collettivo, una sfida con se stessi. Esaminandola si evidenzia subito la sua singolarità, non ci sono altre strade, non c'è modo di aggirare l'ostacolo, e i nostri sforzi devono obbligatoriamente concentrarsi di volta in volta in ogni scalino, che è figlio delle difficoltà dell'attuale contesto o scenario. Ogni problema va singolarmente affrontato, e lo scontro frontale è cruento e inevitabile. Non è come camminare lungo una strada e scegliere le sue diverse diramazioni, no, questo è un contesto completamente diverso, non ci sono altri risultati tranne quelli di un superamento dell'ostacolo, o una rovinosa caduta. Il parallelismo con la vita è quasi ovvio e spontaneo; nel nostro percorso ci saranno molte strade e molti incroci determinanti, ma in molte situazioni saremo costretti ad affrontare il "senso unico" di una dannata scala, ed il nostro premio, qualunque esso sia, si ottiene solo alla sua fine; per vederlo bisogna arrivare in cima... Comincia così "Kimagure Orange Road", con una lunga gradinata e un ragazzo di 15 anni che seppur affannato procede allegramente alla sua salita. È una rappresentazione simbolica della faticosa scalata dell'adolescenza alla maturità, il momento in cui diventa importante capire chi sei e cosa ti aspetti da te stesso; è il tempo in cui inizi a metterti in discussione, in cui nascono i conflitti con le tue contraddizioni, con le personalità dei tuoi coetanei, e con le ingerenze di chi è più vecchio e detiene il potere "educativo"; sono i momenti in cui si delineerà non solo la tua vita, ma il tuo stile. Abbandonando la divagazione psicosociale, ritroviamo il nostro protagonista Kyosuke, alla fine della scala ove avviene il fatale incontro con la bella e "dannata" Madoka. Personalità introversa, aspetto e atteggiamento maturo, fisico da urlo ma singolarmente modesta, eccezionalmente avara di sorrisi e confidenze, insomma una perfetta miscela di sensualità e mistero che la venerea Madoka trasuda al suo passaggio in ogni dove. Al mio caro lettore è già chiaro che una ragazza così descritta, minimo ti fa perdere il sonno per parecchi mesi, e Morfeo è quasi impotente di fronte all'incantevole "tarlo" che ha deciso di dominare il vostro onirico scenario. Poteva quindi il nostro quindicenne Kyosuke, esimersi da tal reproba condanna, e rimanere immune al conturbante fascino della nipponica sirena? Certamente no, specialmente nell'età in cui la pubertà avanza (anzi, più esattamente galoppa...), gli ormoni tuonano e prepotentemente richiedono il loro tributo; il testosterone maschile è durante quegli anni, mosso da torbide tentazioni e trasforma il futuro sesso "forte" in una mandria di bavosi lupi famelici! Si erge un campionario di machismo vario, dotato di una fervida lussuriosa immaginazione molto soggettiva e "variegata", in cui il 90 per cento delle ragazze che passa incautamente davanti al loro campo visivo, diventa oggetto di desiderio e piacere, ed è involontariamente proiettato in scenari che farebbero arrossire i deprecabili salotti francesi del ‘700 (fortuna che l'immaginazione non è al potere...). Tornando a noi, la folgorazione è immediata, e quando Kyosuke scopre di frequentare la stessa scuola della bella giovane, inizia il travagliato percorso di seduzione e conquista, con l'ulteriore aggravante scoperta che Madoka è anche dotata di un destro alla Mhoamed Alì che mette K.O. bulli e pretendenti troppo entusiasti! Insomma, la forza di Ercole intrappolata in un corpo da modella... "Eppur si muove" parafrasando Galileo, dietro quella scorza di dura inamovibile apparenza, le sicurezze di Madoka scricchiolano e lasciano il passo ad una inaspettata infatuazione per il nostro Kyosuke. ![]() Il binomio si trasforma prestissimo in un triangolo con l'immediato ingresso nel gruppo di Hikaru, ragazza che da subito è emotivamente travolta da una fulminea giovanile cotta per Kyosuke. Ovviamente, Hikaru è l'esatto contrario di Madoka: frivola, dolcissima, estroversa e dotata di una ingenua involontaria malizia, che le danno un tocco da seducente e irresistibile Lolita. Vi è in aggiunta un particolare non trascurabile, le due personalità seppur in antitesi sono amiche di infanzia. La "dura" Madoka assume sempre un comportamento protettivo nei confronti della debole compagna, sacrificandosi per preservarla dal cinismo realistico della vita e dalle delusioni dei sogni infranti. Tutte queste contingenze avverse, materializzano un gradino quasi insormontabile nella scala dell'adolescente Kyosuke, alle prese con il conflitto di interessi dell'avvenente Madoka e con i fatidici dubbi di ogni maledetto bipede maschio di quindici anni (pardon levate quindici anni e leggete pure come ogni uomo!), che è attratto da due donne completamente diverse nel modo di essere eppure entrambe terribilmente desiderabili. In fondo, ogni cosa diventa nostra nel momento in cui cessa di esserlo, quindi come biasimare il povero adolescente che evita spesso decisioni importanti per non compromettersi nè una nè l'altra via? Un opportunismo più o meno involontario che non lo esimerà da spiacevoli situazioni; ergo sarà la mancanza decisionale il fattore propulsivo di equivoci e guai con cui dovrà misurarsi uscendone a secondo dei casi, più vicino o più lontano dalla ragazza dei suoi sogni... Dal canto vostro, vi assicuro, che se vi lascerete coinvolgere dalle vicende degli affabili personaggi di questo Manga, non tarderà il momento in cui sopraffatti dal tifo per Madoka e Kyosuke sarete pronti a tutto, ed in perfetto stile "Il Padrino" vorreste assoldare un feroce killer per far fuori l'incomoda mielosa Hikaru, in modo che il vero amore trionfi, e con commosso compiacimento vi preparerete a gustare le piccanti e romantiche scene che si formano nella vostra immaginazione, mentre i cani del vostro vicino divorano i resti della petulante scolaretta finalmente inoffensiva e ridotta al silenzio! In ogni episodio c'è immancabilmente un sussulto sentimentale e una nuova esperienza che tocca con alterna forza la sensibilità e gli animi dei protagonisti, oltre alle emozioni del lettore. L'ingrediente originale che si aggiunge a questo variegato minestrone di amori e adolescenza è il potere E.S.P., di cui è dotato Kyosuke e le sue due disastrose sorelle. Poteri di forza psichica che saranno a volte un vantaggio e un asso nella manica in situazioni disperate, altre volte invece fonte di guai imbarazzanti quando sfuggono ad una gestione oculata e responsabile, con lezione morale "all inclusive"; stile: non abusate troppo di una posizione di vantaggio e cercate sempre di farcela con le vostre sole forze, maggiore è l'impegno, più grande è il premio... In definitiva Kyosuke è lo stereotipo dell'adolescente comune: semplice, indeciso con tutti i dubbi e le incertezze di quell'età ricca di contraddizioni, di paure, ma soprattutto di sogni, che velano con il loro innocente romanticismo, il nichilismo quotidiano del mondo dei "grandi". I suoi amori, sono gli amori di tutti noi, cotte platoniche, umiliazioni cocenti e ostentato orgoglio, sono tutte caratteristiche che solo enfatizzando in quel momento imparerai a domare. Leggere le sue esperienze e le sue disavventure, è come leggere un po' di noi stessi; il segreto del successo di quest'opera è il suo coinvolgimento e il passaggio identificativo lettore-protagonisti che sopraggiunge sinuoso e spontaneo. "Kimagure Orange Road", è frutto della brillante mente di Kazuya Terashima, alias Izumi Matsumoto, nato a Takaoka il 13 Ottobre del 1958. Il suo avanzamento professionale ha inizio nel 1982 (Italia campione del mondo!) con la felice uscita di "Milk Report" su Fresh Jump; ma fama e notorietà lo hanno raggiunto solo nel 1984, quando il nero inchiostro delle stampe ha dato alla luce " Kimagure Orange Road ". Da lì il successo è un attimo, e acclamato con grida di giubilo dal popolo mangofilo, non tarda ad arrivare la produzione televisiva della brillante serie. L'evento mediatico approda nello stivale nostrano nel (sic) tardo 1989, trasmesso dalle reti Mediaset con il terrificante titolo di : "È quasi magia Johnny"; ma non bastava, Orange Road viene ulteriormente mutilato da una scellerata ingiustificata censura applicata qua e là in maniera del tutto irresponsabile. Il risultato per gli amanti dell'originale è drammatico e catastrofico; il messaggio ne risulta deviato e privato di alcune gradevoli e fondamentali sensazioni. Dopo la tempesta, filtra sempre un raggio di luce, e nel buio panorama italiano si affaccia nel 1992 il primo albo dell'edizione italiana del manga prodotto dalla "Star Comics", finalmente senza censure e con i nomi reali dei personaggi, con enorme gaudio e mani spellate dei fan della capricciosa via delle arance. Ora, per tutti coloro che in quegli anni le arance le mangiavano e non le leggevano, la Star Comics è venuta in soccorso con una ristampa iniziata nel dicembre dello scorso anno e tuttora in corso. Orange Road si adatta a tutti, è come un vestito buono per ogni occasione, per i più grandi un malinconico tuffo nell'adolescenza, con qualche rimpianto e qualche sorriso per come eravamo (e in fondo, per come ancora un po' siamo). Per i più piccoli una sbirciata allo specchio dei loro giorni, il riflesso del loro veloce, rapido, a volte incomprensibile presente.
Copyright © Animanga Netgate Written by: benten
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