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![]() Othello
Titolo: Othello Nella vita è difficile comportarsi coerentemente rispetto alle proprie emozioni: per morale comune, per il quieto vivere o per... paura. Yaya questo sembra saperlo sin troppo bene: nella vita di tutti i giorni è schiva, timidissima, senza forza di volontà, pronta a sottomettersi alle volontà altrui pur di essere lasciata in pace (o meglio, questo è quello che crede), capace di chiamare "amiche" due compagne di scuola che la maltrattano, anche solo perché le parlano. Paradossalmente la ragazza riesce davvero ad essere se stessa e a "togliersi la maschera" di fronte agli altri soltanto quando, ogni domenica, si incontra segretamente con delle fan dei Juliet come lei, in tenuta da cosplayer (dalle parole inglesi "costume" e "player", che descrivono accuratamente l'hobby di divertirsi vestendosi come il proprio personaggio preferito). Qualcosa cambia dentro Yaya quando riceve la lettera che aveva scritto a se stessa a sette anni: riaffiorano dolci ricordi d'infanzia inerenti a sua madre, ormai deceduta, ed alla sua enorme passione per il canto che, da bambina, piena di speranza e gioia di vivere, sperava diventasse la materia principale della sua professione da adulta. Sente quindi una profonda tristezza quando si rende conto di non essere stata in grado di realizzare i suoi sogni e di essere, anzi, diventata una persona che sostanzialmente odia, poiché finta. L'evento decisivo per l'avvio della storia sarà innescato dalle sue due perfide compagne di scuola, Moe e Seri, che la invitano ad un appuntamento al buio con dei ragazzi con lo scopo di prenderla pubblicamente in giro per la sua passione per i Juliet e per il cosplay a loro annesso. E lì, fra un tentativo di derisione e la curiosità dei ragazzi, Yaya ha un doloroso flashback inerente la sua infanzia: ricorda di essere stata bollata come esibizionista, ed evitata per questo dagli altri bambini, per la sua enorme passione per il canto, la quale la costringeva, suo malgrado, a farsi notare più degli altri. È molto probabilmente a causa di questo evento che Yaya è cambiata tanto sino ad essere la persona inerme e scolorita nella vita scolastica che notiamo sin dalle prima pagine. Nella confusione che ormai si è creata nella stanza, la ragazza è sempre più senza difese e sconvolta fino a che non guarda accidentalmente la sua immagine in uno specchietto che era allegato alla lettera della Yaya di sette anni: improvvisamente sembra essere più decisa, prende il microfono del karaoke in mano ed inizia a cantare, sorprendendo visibilmente tutti. Successivamente, quando i ragazzi tentano di approfittarsi delle tre ragazze, Yaya stende tutti con delle audaci mosse di wrestling. È proprio alla fine di questo avvenimento che scopriamo che è accaduto qualcosa alla nostra protagonista: quando Seri la ringrazia, la ragazza si indigna dicendole che il suo nome è Nana, non Yaya. Poi inciampa e sbatte la testa. Al risveglio, Yaya non capisce perché tutti siano svenuti né cosa sia successo in generale. ![]() Da questo momento la presenza di Nana sarà sempre più presente nella vita di Yaya, benché a sua insaputa, e le sue giornate non saranno più grigie e insipide come un tempo, questo grazie anche all'entrata in scena di un compagno di classe musicista in erba di nome Moriyama.... La Yaya che ci viene presentata sin dall'inizio è doverosamente descritta in tutti i suoi pregi, ma soprattutto difetti. Se inizialmente non si può fare a meno di provare pietà per questa povera ragazza che piuttosto di "vivere" deve (o preferisce?) "sopravvivere", col passare dei volumetti questa sua caratteristica la rende quasi insopportabile e la fa entrare in netta contrapposizione con il "personaggio" di Nana, che è, in pratica, il suo lato più spontaneo, vitale, vendicativo e represso. Ma, benché tutti, sia nel fumetto che i lettori del manga, stimino ed ammirino Nana, è innegabile notare che Yaya e Nana sono due antipodi, due facce della stessa medaglia e per questo motivo due "squilibrate": Yaya è sicuramente incapace di ribellarsi e vive troppo in un mondo a sè ma Nana è a sua volta incapace di lasciar correre episodi futili e di vivere a prescindere dal comportamento degli altri. Possiamo dire che la tematica principale non è propriamente originale: il tema della realtà e dell'apparenza così come il tema del doppio hanno una grande risonanza sia in ambito artistico che letterario (cito un Pirandello a caso...). È tuttavia innovativa la trasposizione dello stesso in un manga che, sia per i disegni molto aggraziati, puliti e modaioli (basta vedere tutte le pose "plastiche" che assume Nana durante le sue "punizioni divine") che per l'intrusione del mondo rock unito al mondo del cosplay offre un calderone di argomenti che rende piacevole e accattivante la lettura di questa opera della Ikezawa. Inoltre non si può non notare un sottile riferimento al mondo delle maghette, rappresentato sin dall'inizio dallo specchietto che quasi "per magia" (anche se in realtà è tutto dovuto alla psiche di Yaya) "trasforma" la ragazza nel suo alter-ego, Nana, che ha il compito di riscattarla e che, inspiegabilmente, non viene mai associato alla timida ragazza conosciuta e derisa da tutti. Insomma, finalmente un manga scolastico che non ha più le caratteristiche di un "Temi d'amore fra i banchi di scuola" o di un "Marmalade Boy". Non è più solo l'amore che, come in novella soap opera, muove i fili della vicenda, bensì la forza dei propri sogni e la volontà di essere fautori del proprio destino. Finalmente vediamo una protagonista femminile ammirata non per la sua bellezza, il suo buon cuore e la sua goffaggine simpatica ma piuttosto per la sua faccia tosta e il suo menefreghismo nei confronti di chi non merita il suo rispetto (per non dire la sua pietà!). Se non soffrite gli shojo manga per i fiori, cuori e rossori amorosi abbondanti, è il caso di ricredervi leggendo questo gioiellino di Satomi Ikezawa, mangaka quasi sconosciuta qui in Italia, della quale auspico una futura edizione nostrana di "Guru Guru Pon-chan", la sua prima interessante opera di successo.
Copyright © Animanga Netgate Written by: jackie
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