I Cavalieri del Re - 1° parte (speciale)

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 speciale - I Cavalieri del Re - 1°p.

I Cavalieri del Re - 1°p.




Titolo: I Cavalieri del Re - 1°p.
Nome: I Cavalieri del Re
Data formazione: Giugno 1981
Componenti:
- Riccardo Zara, 9/11/1946 - Monafalcone (Gorizia)
- Clara Maria Teresa Serina, 22/12/1949 - Itapetininga (San Paolo del Brasile)
- Guiomar Serina Serena, 7/3/1955 - Ibirarema (San Paolo del Brasile)
- Jonathan Samuel Zara, 12/6/1975 - Milano
Sigle principali:
"Lady Oscar", "Calendar Man", Yattaman", "L'isola dei Robinson", "L'uomo Tigre", "Il libro Cuore", "Moby Dick 5", "La ballata di Fiorellino", "Ransie la strega"

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C'è un gran castello nella contea di Camelot, con mille e più scudieri al servizio di un grande Re...

Vi siete mai chiesti cosa sia uno spartiacque? Io si, e l'ho fatto proprio oggi, davanti al monitor da 15' che campeggia sulla mia scrivania (lo so, è da cambiare...chi fa un'offerta per migliorare le condizioni di lavoro del vostro amato redattore?).

Escludendo la definizione logica del termine, legata a terreni e bacini idrografici, provate a pensare a quella comune. Secondo il dizionario ***** (non vi dico quale, perché per questa pubblicità indiretta non verrei pagato...sono venale, che volete farci?) della lingua italiana uno "spartiacque" è una linea di "divisione netta": insomma, per farla breve, non è altro che un evento che modifica in maniera indelebile il contesto ambientale nel quale si viene a verificare, facendo sì che da quel momento, all'interno del luogo o periodo in cui si verifica, le cose non siano più uguali a prima (altro che breve, ho allungato e di parecchio!!).

Ci sono centinaia di eventi nella storia di ogni settore della società umana che ne hanno cambiato la fisionomia, ma solo pochi possono essere definiti veri e propri "spartiacque". Non diverso è il caso della musica, che ha visto migliaia di interpreti che al suo mondo hanno aggiunto qualcosa, ma solo pochi che l'hanno davvero cambiata. Di Bob Dylan ce n'è stato uno solo, di Bob Marley non ne nasceranno più, quattro fenomeni come i Beatles la musica non li riunirà più.

Lo stesso vale per le sigle di quelli che erano chiamati "cartoni animati": tanti artisti, tanti testi e generi musicali di ogni tipo, da quelli vicini alla classica agli odierni tendenti verso la techno dance. Ma solo un gruppo le ha rese celebri anche a chi un bambino non era, facendo crollare le barriere di diffidenza tipicamente "made in Italy" legate a questo mondo e al suo essere "di esclusivo interesse dei fanciulli": "I Cavalieri del Re", i "Fabulous Four" della anime music targata Italia!

La foresta nera nell'oscurità mette gran paura, l'uomo bianco trema già...

"I Cavalieri del Re" nacquero ufficialmente nel giugno dell'ormai lontano 1981. Ma la loro storia iniziò prima, tra le mura di un cascinale diroccato alle porte di Milano, il famoso (per i milanesi) "Trois Effe".

È qui che nel Novembre del 1980 si trasferirono i coniugi Riccardo Zara e Clara Maria Teresa Serina, in compagnia del loro figlio Jonathan Samuel, raggiunti pochi giorni dopo dalla sorella di Clara, Guiomar. Questa cascina, appostamento delle truppe napoleoniche durante la conquista francese di Milano, diverrà la loro sala di registrazione e il centro di tutta la loro vita e attività lavorativa.

Fa una certa impressione pensare che il "Cascina Tre Effe Recording Studio" nasca a causa di una circostanza non proprio felice: l'incendio che distrusse il "Central Studio", di cui Riccardo era membro. Già, perché Riccardo era già famoso nel mondo della musica nostrana, soprattutto come compositore: è lui il creatore delle sigle dei telefilm "Lassie" e "Rin Tin Tin" e sua è "Viaggio di un poeta", con la quale i Dik Dik vinsero il Festivalbar nel 1972.

L'idea di comprare quella vecchia stalla gliela diede Enzo Jannacci, e appena la vide Riccardo capì che lì dentro, dove una volta c'era solo fieno, sporcizia e qualche residuo bellico di napoleonica memoria, avrebbe potuto realizzare il sogno che aveva da una vita: un centro di registrazione tutto suo. Sogno che divenne realtà dopo mesi di duro lavoro suo e dei suoi familiari.

 I Cavalieri del Re - 1° parte (speciale)

Bene, abbiamo appurato che Riccardo Zara non era certo un novellino nel mondo della musica leggera italiana. Se aggiungiamo che sua moglie Clara era una grande appassionata di musica e ottima chitarrista (e poi pianista), e che Guiomar lavorava come DJ ci rendiamo ben conto che la loro era una famiglia "musicalmente" fuori dal comune. Ma come arrivarono a contatto con i cartoni animati e il mondo delle sigle?

Fu un caso, uno dei tanti che ha costellato l'attività lavorativa de "I Cavalieri del Re": Riccardo, sfogliando le pagine di "Tv Sorrisi e Canzoni" si accorse che era in programma di lì a poco la messa in onda di un nuovo cartone animato, "Vicky il vichingo".

La famosa lampadina si accese sulla testa dell'artista friulano (Riccardo è nativo di Monfalcone, in provincia di Gorizia), che in soli tre giorni scrisse, compose e registrò insieme a Clara e a una compagna di scuola del figlio una bellissima sigla, che però fu scartata, perché ne era già stata scelta un'altra. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, dato che l'opera venne comunque segnalata alla RCA, in cerca di qualcosa di originale da proporre per l'uscita di un nuovo cartone animato, "La spada di King Arthur"; fu così che il testo fu adattato alla serie sui cavalieri della tavola rotonda e il loro sovrano, e ne uscì fuori uno dei più incredibili successi che la storia della anime music italiana ricordi!

In pochi mesi l'album vendette 300.000 copie, balzando nella top ten nazionale, tanto da spingere i produttori di "Super Classifica Show", programma musicale cult degli anni '80, ad invitare Riccardo e Clara come ospiti in trasmissione per parlare di loro e del loro lavoro.

Curioso che il nome del gruppo si debba proprio alla prima sigla legata al loro nome: Riccardo infatti, non sapendo bene quale utilizzare, pensò che "I Cavalieri del Re" (che presto sarebbero diventati quattro, grazie all'unione al gruppo del figlio Jonathan e di Guiomar) fosse adatto al cartone animato che vedeva protagonista Re Artù e le sue gesta intrepide. Questo nome non fu però l'unico utilizzato da Riccardo & famiglia, visto che spesso li si vedeva nei titoli di coda delle serie tv con gli pseudonimi più disparati, cosa dovuta quasi sempre agli obblighi legislativi, che non permettevano loro di lavorare con più produttori discografici contemporaneamente utilizzando lo stesso nome.

Il primo caso di utilizzo di "appellativi" diversi da quello canonico si ebbe già per la seconda sigla che Riccardo scrisse, quella dell'anime "Kimba il leone bianco", altra strepitosa hit, commissionato al gruppo dalla K-Tel, per l'uscita sul canale Euro-Tv della serie animata: qui il gruppo utilizzò come nome "La mamma di Jonathan", visto che era Clara che la cantava (permettetemi di aggiungere "in maniera stupenda").

L'avventura all'interno di questa particolare nicchia della musica italiana, iniziata per gioco e presa quasi come una simpatica sfida, aveva ormai assunto i caratteri del successo oltre ogni più rosea aspettativa.

Solitario nella notte va, se lo incontri gran paura fa, il suo volto ha la maschera Tigre...

Il trionfo in termini di vendite e popolarità raggiunto grazie alle prime due sigle da "I Cavalieri del Re" aumentò a dismisura il numero di prodotti che venivano richiesti loro, che d'altra parte avevano un vantaggio non trascurabile sulla concorrenza: avendo uno studio di registrazione proprio potevano sbizzarrirsi nell'utilizzo degli strumenti e degli effetti sonori più disparati, e, particolare di maggior rilevanza, quando veniva commissionato un prodotto al gruppo, le case discografiche sapevano già che sarebbe arrivato pronto per l'utilizzo (d'altro canto, un prodotto già bello e concluso è difficilmente modificabile se non piace a chi lo richiede, e questo portò non poche volte a vedere opere de "I Cavalieri del Re" bocciate magari proprio perché i tempi e i costi per la loro rielaborazione erano troppo alti).

Fu proprio in questo periodo che il gruppo creò quelli che sono ricordati come i veri classici della loro carriera: "Sasuke", "Chappy" (il cui titolo originale era "Chappy lo stregone", dato che Riccardo non aveva capito che il protagonista dell'anime era una ragazza, e non un ragazzo!!), "L'uomo Tigre", "Lady Oscar", "Il libro Cuore" (definita da Riccardo "la più bella sigla mai scritta per un cartone animato"), "L'isola dei Robinson" (quella a cui sono maggiormente legato, perché da piccolo mi faceva sognare lontani e misteriosi lidi grazie all'incredibile idea avuta da Riccardo di inserire come effetto sonoro il soffio impetuoso del vento), "Calendar Man" sono canzoni ricordate perfettamente a memoria da tutti coloro che han vissuto quegli anni, e non mi riferisco solo a chi era un bambino: l'album di "Lady Oscar" vendette 700.000 copie, e non erano solo genitori istigati dai loro figli ad acquistarlo.

Sembra incredibile che la sigla sulla rosa di Versailles interpretata dal gruppo milanese, probabilmente la loro "Yesterday" (mi sia permesso il paragone musicalmente un po' tirato...), abbia rischiato seriamente di non essere mai messa in circolazione: la RCA, che, come accadeva spesso in quel tempo, aveva commissionato a più artisti la canzone, si innamorò subito del pezzo de "I Cavalieri del Re", ma quando venne a sapere che erano loro i creatori, fu sul punto di far saltare tutto, visto che proprio in quel periodo venivano trasmessi dalle televisioni italiane altri 4 anime con testi e musiche della famiglia Zara!!!

Ma l'opera era troppo bella, e si decise di lasciare che fossero loro a cantarla (in un primo momento la RCA aveva pensato a Sonia Braga come sostituta, almeno per la voce); in più, visto il trionfo che il pezzo ebbe sul mercato italiano, fu commissionato al gruppo un intero LP, composto da 12 musiche tutte legate all'anime sulla rivoluzione francese, all'interno del quale spiccavano perle come "Minuetto per la Regina", duetto tra Riccardo e Clara, e "Complotto a Corte", cantata da Guiomar.

La valanga mediatica era ormai inarrestabile, tutti volevano "I Cavalieri del Re"! Le trasmissioni se li contendevano a suon di inviti ed esibizioni, i settimanali e mensili (non solo per ragazzi) uscivano con continui servizi su di loro. Le richieste diventarono così pressanti che spesso il gruppo doveva rifiutare non per maleducazione o snobismo, ma proprio perché non erano materialmente in grado di essere presenti ad ogni trasmissione che li voleva come guest-stars: in quei mesi ci sarebbero voluti tre gruppi con il loro nome per soddisfare tutti i richiedenti! Proprio per non rischiare di dover dividere questo "tesoro" con qualche concorrente, la RCA decise di mettere il gruppo sotto contratto in esclusiva per il triennio 1982-1985, per 4 sigle l'anno (ma poi quelle prodotte saranno molte di più).

L'anno della loro definitiva consacrazione sarà il 1983, con la partecipazione al 1° Festival Nazionale delle Sigle Televisive, che si svolgerà a Salso Maggiore Terme...ma di questo e del resto della loro storia parleremo nel prossimo numero di an:Zine, con la seconda ed ultima parte di questo speciale, ... rimanete sintonizzati!!!



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Original work: I Cavalieri del Re - 1°p.
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