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![]() Hulk: Gray
Titolo: Hulk: Gray Hulk fa la sua prima comparsa nel 1962 sulla testata The Incredible Hulk. È un fiasco totale e la serie viene sospesa dopo appena sei numeri. Quell'Hulk non era ancora quello che conosciamo noi oggi, a partire dal colore della creatura, che era grigia anziché verde. Due anni più tardi Stan Lee decide di ritentare a lanciare Hulk sul mercato e lo fa attraverso la rivista antologica Tales to Astonish. E stavolta il colore che lo contraddistingue è il verde a cui siamo abituati. Stavolta è un successo strepitoso, tanto che le avventure del mostro verde conquistano una loro periodicità fissa e vengono poi trasformate in cartoni animati, telefilm, gadget, e infine approdano anche sul grande schermo. Hulk:Gray è una storia a parte, autoconclusiva, firmata Jeph Loeb per la sceneggiatura e Tim Sale per i disegni. È l'ultima in ordine di tempo delle collaborazioni che hanno visto i due autori lavorare fianco a fianco e si presenta quindi anche come un'ulteriore conferma dell'affiatamento della coppia. I due, come nei precedenti Devil:Yellow e Spider-man: Blue, decidono di concentrare la loro attenzione sulla parte meno conosciuta del personaggio e quindi si focalizzano sul periodo in cui era ancora grigio e Bruce Banner non aveva ancora realizzato pienamente cosa fosse diventato. E fanno raccontare gli avvenimenti di quel periodo direttamente da Banner, in una notte piovosa, a colloquio con il suo psicologo ed amico Leonard. L'atmosfera è molto cupa e malinconica e viene espressa fin dall'inizio, oltre che con la pioggia, con il primo pensiero di Bruce "È un errore. Non dovrei stare fermo, chiunque sia a darmi la caccia...e qualcuno c'è sempre... saprà che deve cercarmi. In particolare oggi... che sarebbe stato, che avrebbe dovuto essere, l'anniversario del mio matrimonio". La storia si apre quindi, come nelle altre rivisitazioni della coppia Sale/Loeb, con il ricordo di un amore perduto, finito in tragedia. ![]() Ma il racconto vero e proprio parte solo quando Leonard mostra a Bruce tre foto: quella del generale Ross, quella di Rick e quella della sua amata Betty. E così lo scienziato inizia a ripercorrere tutte le tappe che l'hanno portato a diventare Hulk: come sia stato sottoposto alle radiazioni gamma per salvare un orfanello, Rick, che si era intrufolato nell'area militare in cui stavano conducendo gli esperimenti; come nonostante tutto sia riuscito a sopravvivere e come la prima volta che si è trasformato in Hulk sia andato a cercare Betty pur essendo in quel momento la sua coscienza di Bruce Banner completamente inibita. E poi la caccia spietata condotta dal padre di Betty, il generale Ross, che vuole a tutti i costi farlo passare per un mostro pericoloso e senza scrupoli. Da segnalare l'intensità con cui viene descritta la prima volta che il "mostro grigio" pone fine ad una vita, quella di un coniglietto. A questo evento vengono dedicate ben sei facciate: non lo fa apposta, stava solo cercando compagnia, ma da quel momento qualcosa dirompe dentro Banner che inizia a prendere coscienza di ciò che sta facendo nelle spoglie di Hulk. Ed è importante che il lettore comprenda questo passaggio chiave che giunge al suo culmine con l'urlo disperato del bestione: "HULK NON È MOSTRO!". Poi di nuovo Hulk che rapisce Betty perchè vede in Ross una minaccia per lei, la notte che loro due passano insieme e la loro conversazione. Lei ancora non sa che Hulk è in realtà il suo amato Bruce ma attraverso diversi stadi arriva all'accettazione della diversità del "mostro" che ai suoi occhi cessa quindi di essere tale. E sarà proprio Betty ad impedire che in questo frangente suo padre venga ucciso da lui. Quindi Hulk ha un cuore, ha una coscienza, ma ancora fatica a capire cosa gli è successo, il perchè dell'ostilità nei suoi confronti, ma soprattutto è ancora in conflitto con il suo altro io, lo scienziato Bruce Banner. Come già in Spider-Man e Devil, anche qui Loeb e Sale ci troncano la storia prima della tragedia finale, per poi riportarci, nelle tavole conclusive, al presente e ad un'ultima riflessione complessiva. Le ultime 4 tavole di Hulk:Gray si staccano dal resto dell'opera per la scelta di usare il bianco e nero. Siamo di nuovo nello studio di Leonard e per Bruce è tempo di andarsene. Ma tutto quello che ha rievocato in questa notte piovosa lo ha profondamente turbato e torna a trasformarsi in Hulk. Stavolta verde. L'unica nota colorata di queste ultime pagine, quasi a voler sottolineare che ormai l'Hulk grigio e il suo grande amore sono morti per sempre. E così il bestione verde se ne va, custodendo fra le mani una foto della sua Betty e con le lacrime agli occhi.
Copyright © Animanga Netgate Written by: tsumika83
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