Spriggan (anime)

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 anime - Spriggan

Spriggan

© 1998 Bandai Visual
© 2003 Dynit



Titolo: Spriggan
Casa ed.: Dynit
Anno: 1998
Anno Ita: 2003
Autore: Bandai Visual

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Proprio un gran bel giocattolone. Questo è il primo commento che mi viene in mente subito dopo aver spento il lettore DVD. In 95 min di immagini animate, i realizzatori del film hanno inserito parecchi spunti, non c'è che dire. Non avendo letto il manga di Hiroshi Takashige e Ryoji Minagawa, ammetto di essermi avvicinato al film con un po' di titubanza, non sapendo se sarei stato in grado cogliere ogni sfumatura. Fortunatamente, mi sbagliavo.

La trama del film è abbastanza semplice. Una organizzazione segreta, l'Arcam, si occupa di scovare i resti e i manufatti di antiche civiltà e poi di sigillarle. Per fare questo si avvale di agenti come Yu Ominae, uno Spriggan, ovvero un essere umano potenziato tramite ingegneria genetica. Quando sul monte Ararat viene ritrovata l'Arca di Noe, l'Arcam si trova a dover fronteggiare le insidie di chi è interessato alla sensazionale scoperta. Come il Pentagono, per esempio. Dopo un inizio atto a introdurre lo spettatore nel "gioco", l'azione decolla e il film diviene un vero e proprio action movie, una sorta di Indiana Jones molto più in grande e davvero molto più fantasioso.

Deliri giapponesi

Tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta si è avuta in Giappone una vera e propria fioritura di opere a carattere catastrofico, magari infarcite di misteri e con personaggi dalle caratteristiche fuori dal comune. In questo senso risultano precorritrici opere tipo "Bastard!!" di Kazushi Hagiwara, tra i manga, oppure quel capolavoro che è "Akira" di Katsuhiro Otomo, per quanto riguarda gli anime.

Come "Spriggan", si tratta di opere in cui tutto viene portato alle estreme conseguenze, in cui i protagonisti sembrano sempre andare oltre se stessi, coinvolti come sono in vicende che di reale hanno davvero ben poco. L'andamento della narrazione è semplicemente un crescendo: si parte dalla normalità e si arriva all'incredibile. Apparentemente semplice come canovaccio, è l'ideale per le opere sopraccitate, in cui piano piano si ha un rovesciamento della realtà e un cambiamento progressivo e radicale dei personaggi della storia. Salvo tornare a un'apparente normalità alla fine. Questo, in sostanza, è quello che accade nel film di cui vi sto parlando.

 Spriggan (anime)

Prendiamo per esempio il protagonista, Yu Ominae. All'inizio lo ritroviamo studente tra i banchi di una scuola superiore eppure, dopo poco, eccolo calato nei panni dell'agente speciale. Fino a che non è protagonista di inverosimili scontri con i nemici dell'organizzazione per cui lavora.

Tre righe per descrivere i cambiamenti del protagonista. E l'azione, nel film, è parimenti rapida. Le scene si susseguono con un ritmo tale che lo spettatore rimane incollato alla sedia. Non si ha un attimo di respiro, in un crescendo vertiginoso che porta a un finale degno del genere a cui la pellicola appartiene. Bisogna dire, però, che non tutto il film è così; vi sono anche spazi di approfondimento, peraltro monopolizzati dal protagonista. In effetti questo è un neo del film. Personaggi che avrebbero meritato una maggior caratterizzazione rimangono invece quasi incompiuti, a cominciare dal "cattivo" del film, il colonnello McDougal.

Azione e ancora azione. E poi?

Spettacolo per gli occhi. Uno dei punti di forza del film sta proprio in questo, nell'avvalersi di un'animazione che supporta benissimo l'alto contenuto d'azione del film. Guardando come il tutto è stato animato ci si rende conto dell'ottimo lavoro che è stato fatto, soprattutto per dare la sensazione di grande dinamismo. Le scene di lotta, in questo senso, sono estremamente godibili e avvincenti, a cominciare da quelle ambientate sulla neve. Certo, i puristi del disegno perfettamente in accordo con l'anatomia potrebbero storcere il naso in certi punti, ma il risultato finale è comunque di alto livello. Personalmente, poi, sono rimasto colpito da come è stato ideato l'interno dell'Arca di Noé, tanto da pensare: "Chi ha pensato questa cosa o è un genio o è un pazzo furioso!"

E in tutto questo non si può non riconoscere che la mano (o la presenza dietro le quinte) di Katsuhiro Otomo si fa sentire. In certi punti il pensiero vola ad "Akira", senza comunque nulla togliere al reale regista del film.
Niente da dire quindi sull'animazione. E le musiche? Forse la colonna sonora di Spriggan non si segnalerà come capolavoro, ma svolge egregiamente la sua funzione, fornendo un valido commento di sottofondo alla storia e trovando la propria massima espressione...dove? Ma ovviamente nel finale!

Tornando alla realtà

Gli appassionati del genere non rimarranno delusi da questo film. Sia visivamente, sia come storia, vengono rappresentati benissimo tutti i canoni del filone, senza per questo rendere il tutto scontato e banale. Lo spettatore occasionale, quello che per la prima volta viene a contatto con un'opera simile, potrebbe dapprima rimanere disorientato dalla velocità della narrazione. Non è esattamente un male tutto ciò, anche perché non stiamo parlando di un film d'introspezione psicologica, ma di un qualcosa che fa dell'intrattenimento il suo punto di forza. Come dicevo all'inizio questo, secondo me, è un gran bel giocattolone, tipo i film d'azione Hollywoodiani...quindi spegnete le luci e sotto con i pop-corn!



Copyright © Animanga Netgate   Written by: Justarius
Original work: Spriggan
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