|
|
![]() Short Program
Titolo: Short Program Strano autore Mitsuru Adachi. Riesce a dividere l'opinione degli appassionati come pochi altri riescono a fare. A voler dare ascolto ai "maniaci di Adachi", ci troviamo di fronte a un vero genio delle emozioni, un profeta della commedia scolastica. A voler dare ascolto ai suoi detrattori, non si riscontra nelle sue opere alcunché degno di nota, se non, forse, una certa capacità narrativa, peraltro messa in secondo piano da un tratto inguardabile. Prendiamo in considerazione Short Program - guarda caso l'oggetto di questo articolo -. Trattasi di una raccolta di storie brevi scritte in tempi diversi a poi pubblicate in due volumi, quattro in Italia. Ad una lettura veloce paiono niente di più che un semplice riassunto dello stile di quest'autore. Innegabile, infatti, che anche in una serie di racconti brevi si ritrovino tutti gli elementi caratteristici dello stile di Adachi. In alcune storie è presente l'ambientazione scolastica, in altre lo sport, in altre il gusto tutto particolare per le coincidenze. Strano a dirsi, ma chi scrive ha trovato in "Short Program" una chiave di lettura per quelle che sono le opere più lunghe di Mitsuru Adachi. Cominciamo dallo stile di disegno, croce e delizia di detrattori ed estimatori. È chiaro come il sole che la precisione del tratto non fa parte del bagaglio artistico dell'autore. Eppure c'è qualcosa che fa riflettere nel modo in cui le tavole e le vignette vengono impostate. Non si tratta solo di espressività, quanto piuttosto di tempi e inquadrature. Di questo bisogna dar atto al mangaka, di avere un gusto quasi cinematografico per l'impostazione della storia. Nelle storie brevi non si ha il tempo materiale per scrivere e descrivere tutto, risulta quindi necessario trovare altri mezzi per narrare le vicende. Ecco quindi che, attraverso i particolari, Adachi riesce a far capire ai lettori che cosa sta succedendo, qual è il luogo dell'azione, fino ad arrivare alle emozioni dei protagonisti. Molto spesso queste emozioni vengono definite mediante uno sguardo o una bocca (disegnata meno), ma a ben guardare queste vignette sono di solito precedute da un primo piano o da una figura intera, come a sottolineare una zoomata. Non è forse così che si fa nei film? Se a questo aggiungiamo che spessissimo, per non dire sempre, le situazioni vengono create e risolte dal "caso", ecco che ritroviamo nelle opere di quest'autore i tempi tipici delle commedie cinematografiche. Curioso. O forse voluto... ![]() E le famose emozioni dei manga di Adachi? Qui il discorso si fa un pochino più difficile. A volte le storie brevi come quelle di "Short Program" difficilmente lasciano il segno. Non c'è infatti abbastanza spazio per creare l'attesa di un "coup de teatre", la suspense, intesa in senso lato, è un oggetto assai difficile da maneggiare quando si hanno poche pagine a disposizione. E allora si può far stare il lettore sulle spine? Semplicemente con la normalità... e con un pizzico di casualità. In tutte le storie presenti nei quattro volumi della raccolta si parla di fatti normali, quasi quotidiani, che ognuno di noi potrebbe vivere. Sappiamo già che Adachi è bravo a descrivere ciò che accade tutti i giorni. Ma nella maggior parte dei racconti c'è un elemento che esce dagli schemi del quotidiano. A volte è il caso che crea le situazioni, altre volte basta un alieno o un viaggio nel tempo. L'importante è che per un attimo il lettore non si renda conto che la realtà non è cambiata, è lui che si è lasciato distrarre da uno specchietto per le allodole. Altre storie invece sono impregnate di quel romanticismo tipico dell'autore, a volte azzeccato, a volte un po' meno. Non sempre le situazioni sono così prosaiche, anche se è giusto dire che ogni tanto sognare non fa male. Perché leggere "Short Program"?In Italia a tutt'oggi sono giunte molte opere di Mitsuru Adachi, alcune additate come capolavori, altre viste con più freddezza. Il perché di questa duplice accoglienza credo stia nelle difficoltà che presenta leggere un simile autore. I puristi del disegno storcono il naso di fronte alle sue tavole, i fan dei manga sportivi o d'azione gli rimproverano una eccessiva lentezza... poi ovviamente ci sono i fan sfegatati che stravedono per lui! A chi dare dunque retta? Date retta a "Short Program". Come opera credo sia l'ideale per i neofiti, per chi di questo mangaka non ha mai letto niente. Vi si trova dentro una discreta panoramica sul suo modo di lavorare, su come disegna e su come intesse le storie. Non sarebbe fuori luogo se i quattro volumetti avessero come sottotitolo: "Una introduzione all'opera di Mitsuru Adachi". I detrattori invece potrebbero trovare motivi per rivalutare, almeno in parte, l'opera dell'autore, visto che i tòpoi di Touch, Rough, H2, ci sono tutti, ma non è necessario leggersi una trentina di volumetti per coglierli tutti. I fan sfegatati troveranno sì una conferma della maestria di Adachi, ma in chiave minore, o meglio in una dimensione più umana di quanto non venga detto in giro. Una dimensione che ci mostra il "Sensei" per quello che è. Un abile narratore, capace di coinvolgere il lettore mascherando quelli che sono i suoi limiti, ovvero uno stile di disegno non proprio eccelso e un singolare uso dei tempi narrativi. In un certo senso bisogna digerire un pochino il suo stile prima di apprezzarlo davvero.
Copyright © Animanga Netgate Written by: Justarius
Original work: Short Program This work is licensed under a Creative Commons License |