Lady Oscar di Tadao Nagahama, Osamu Dezaki (anime)

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 anime - Lady oscar

Lady oscar

© 1979 Tadao Nagahama/Osamu Dezaki
© 1982 Yamato Video



Titolo: Lady oscar
Casa ed.: Yamato Video
Anno: 1979
Anno Ita: 1982
Autore: Tadao Nagahama/Osamu Dezaki
Titolo or.: "Berusaiyu no Bara" (La rosa di Versailles)
2° Titolo Ita: "Una spada per Lady Oscar" (dal 1990)
Basato sul manga di: Ryoko Ikeda
Casa ed.: Tokyo Movie Shinsha
Episodi: 40 (più 1 mai trasmesso in Italia)
Scenografia: Ken Kawai, Tadao Kubota, Toshiharu Mizutani
Char. Design: Shingo Araki, Michi Himeno
Musiche: Kouji Magaino
Contenuti speciali DVD: schede personaggi con schizzi preparatori, trailers e sigle originali

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"Una rosa è una rosa anche se sia essa bianca o rossa....una rosa non potrà mai essere un lillà...."

Anno 1755. Il generale Jarjayes decide che la sua ultimogenita, Oscar Françoise de Jarjayes, appena nata, dovrà essere educata come un maschio, per succedergli al comando della guardia reale. Così Oscar cresce come un uomo, tra spade, cavalli e soldati, con al suo fianco l'eterno amico Andrè Grandier, nipote della governante, che la ama in segreto. All'età di 14 anni diventa capitano della Guardia Reale, con il compito principale di vegliare sulla vita della principessa Maria Antonietta D'Austria, appena arrivata in Francia per sposare Luigi XVI, erede al trono.

Tra balli di corte e intrighi sventati, Oscar entra sempre più nelle grazie della futura Regina, ma l'idillio si incrina con la comparsa del Conte Hans Axel von Fersen, nobile svedese, di cui entrambe si innamorano. Cresce sempre più anche l'amore che Andrè prova per Oscar, ma il 1789, anno della Rivoluzione, è ormai alle porte, e costringe tutti i protagonisti dell'opera a dolorose decisioni che cambieranno per sempre la loro esistenza e quella di chi sarà loro accanto.

"....Un giorno, se il destino lo vorrà, sacrificherò la mia vita per te! Te lo giuro Oscar!"

"Berusaiyu no Bara" (la rosa di Versailles), da noi conosciuto con il titolo di "Lady Oscar" (nel 1990 modificato da Mediaset in "Una spada per Lady Oscar"), tratto dall'omonimo fumetto di Ryoko Ikeda (Onisama e..., Orpheus No Mado) ha come pochi altri anime segnato lo spartiacque tra due epoche per la produzione animata giapponese. Una storia di intrighi, amori, passioni, guerre, con sullo sfondo i drammatici fatti della Rivoluzione Francese, in quello che fino a quel momento era stato il reame di robottoni futuristici e faccine tonde alla Heidi. Una storia in cui le pulsioni di sensualità e romanticismo (e diciamolo, anche l'ambiguità sessuale) dei protagonisti pervadono tutta l'opera, e sommate alla grandiosità delle ambientazioni e degli eventi la rendono unica nel suo genere, modello per molte delle opere successive, così da creare quell'aura di miticità che ancora oggi la pervade, a 24 anni dal suo debutto in Giappone.

Eppure, un colosso di tal fattura ebbe una accoglienza piuttosto tiepidina nella madre patria, che lo premiò con una notevole audience solo durante la seconda messa in onda (il cosiddetto Berubara boom, anticipato di qualche anno dalla produzione di un film ispirato al manga e dalla messa in scena di un musical teatrale romantico e un po' kitsch); il mezzo flop iniziale è ancora più roboante se si pensa al successo che questo anime ottenne in tutto il mondo, fin nella terra di Topolino e Paperino, molto spesso allergica ai prodotti non di casa.

Ben diversa l'accoglienza nostrana degli amanti dei "cartoni" (li chiamavamo ancora così il 1 marzo 1982, giorno del suo sbarco nei palinsesti italiani): Italia 1 registrò punte superiori ai 5 milioni di spettatori ogni sera alle 20.00 per tutta la durata della prima messa in onda della serie (che non subì tagli, favorendo, a mio parere, il successo dell'opera anche tra i non giovanissimi...). Furono decine le pubblicazioni di servizi, poster, fumetti made in Italy, che narravano le vicende di Oscar e di coloro che accompagnano la sua breve vita. Per non parlare poi dello strepitoso successo che ebbe la colonna sonora in italiano, cantata dai Cavalieri del Re, che in pochissimo tempo scalò l'hit parade italiana, raggiungendo le 700.000 copie vendute solo nel primo anno di pubblicazione!.

"Prendi la tua spada Andrè! Voglio battermi ancora!"

"Berusaiyu no Bara" è un'opera di grandissimo spessore tecnico, sia messa a confronto con le serie ad essa contemporanee, sia se confrontata con i prodotti successivi. La regia, inizialmente affidata a Tadao Nagahama (morto, però, a soli 48 anni dopo aver potuto dirigere solo i primi 18 episodi), passa poi nelle mani di un ispiratissimo Osamu Dezaki, che modifica continuamente il montaggio e la struttura anche in ogni singola puntata, passando con mano ferma dalla rabbiosità dei cupi combattimenti sotto la Bastiglia alle scene più dolci e toccanti (il cui protagonista è di solito il tenero e un po' sfortunato Andrè); il character design è invece affidato a Shingo Araki e Michi Himeno, che in questa opera esprimono al meglio l'ideale bishojo e bishonen con il loro disegno molto originale, fatto di corpi longilinei, bellissimi, spesso quasi ermafroditi.

 Lady Oscar di Tadao Nagahama, Osamu Dezaki (anime)

A tutto questo vanno aggiunte: la stupenda scenografia di Ken Kawai, Tadao Kubota e Toshiharu Mizutani, che creano una perfetta reggia di Versailles, con mille angolazioni e giochi di luce che ne rendono in pieno la sfarzosità e l'imponenza che ha nella realtà; le musiche di Kouji Magaino, che spaziano dai minuetti di Bach e Boccherini a perfetti "stacchettini sonori" che fanno (o faranno) parte di alcune fra le più note serie anime di tutti i tempi (Ashita no Jo 2, GingaTetsudo 999, Cagliostro no Shiro); infine, almeno per quel che riguarda l'edizione italiana, un doppiaggio non sempre perfetto, ma dagli interpreti semplicemente meravigliosi (su tutti, la voce pazzesca di Cinzia de Carolis, che doppia per tutta la serie Oscar), così da creare un'opera che profuma molto di capolavoro, pur con qualche imperfezione.

"L'amore può portare a due cose: alla felicità completa o ad una lenta e triste agonia."

Ci troviamo dunque di fronte a qualcosa che sfiora la perfezione? No, non proprio. Anche "Lady Oscar" ha i suoi "buchi neri": in alcuni punti i registi sono troppo frettolosi e sbrigativi rispetto al manga, saltando di netto lustri ben presenti invece sul cartaceo; inoltre c'è forse un idealismo esagerato in alcuni dei personaggi presenti nell'opera, che li fa apparire poco realistici ai più (e anche qui torna in gioco il nostro amico Andrè, fedele nei secoli alla sua Oscar, anche se lei non lo degna di uno sguardo...).

Ma sono imperfezioni che, se evidenti (soprattutto a chi ha letto il manga), possono comunque considerarsi marginali e che, a mio parere, non scalfiscono minimamente questo piccolo gioiello dell'animazione nipponica.

E l'edizione italiana? A differenza di praticamente tutte le serie che arrivarono in Italia dagli anni '80 in poi, la prima messa in onda (udite udite!!!!) non subì alcuna censura, e quindi i fortunati che se la sono goduta (io c'ero!) hanno per la prima volta visto personaggi animati che si baciavano, si desideravano e facevano intendere chiaramente di far sesso (come Fersen e Maria Antonietta nel bosco di Versailles), senza che le loro pulsioni fossero in alcun modo celate, se non da stelle lucenti e rovi di spine sapientemente inseriti dai registi; con il secondo passaggio televisivo, invece, tutto tornerà nell'amara normalità italiana e le odiose cesoie della censura taglieranno tutte le scene forti, persino quella della decapitazione della Regina.

Il doppiaggio, come detto in precedenza, schiera voci magistrali, ma non è esente da critiche: più di una bocca si muove fuori tempo o addirittura a vuoto; modifiche arbitrarie di alcuni dialoghi originali (come nella scena in cui Oscar incontra Rosalie); una voce narrante maschile, quando l'opera originale ne prevedeva una femminile, in pieno stile shojo.

Buona l'edizione italiana in 10 DVD (contenenti ognuno 4 episodi) a cura della Yamato Video, che ha apportato un restauro con ottima definizione dei contorni e nel contrasto dei colori, e che ha reinserito i "prossimamente", eliminati dalla versione tv. Il doppiaggio è quello originale italiano del 1982, affiancato dalla versione giapponese con sottotitoli in italiano. Gli extra (come al solito, tallone d'Achille dei dvd nostrani) sono ben curati, ma poco sostanziosi: schede dei personaggi con schizzi preparatori dell'anime, trailers e sigle originali.

Prima vera icona del "girl power" (altro che Spice Girls...), credo che il fascino di Oscar e della sua storia sia senza tempo. Forse per la magnificenza dell'opera, forse per il fascino che ognuno dei personaggi riesce ad esprimere, o forse perché, ragazze incluse, almeno una volta tutti noi che l'abbiamo amata avremmo voluto che ci dicesse sì. Anche solo una volta.



Copyright © Animanga Netgate   Written by: Ataru
Original work: Lady oscar
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