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![]() Saint Seiya
© 1986 Masami Kurumada
© 1993 Granata / Star Comics
Titolo: Saint Seiya Possiamo senza dubbio considerare Saint Seiya come trampolino di lancio nonché lavoro migliore del maestro Masami Kurumada. Fin dalla prima occhiata si riconosce il suo stile inconfondibile, da alcuni considerato quasi monotono: i capelli dei personaggi costantemente mossi dal vento, le sfumature quasi assenti tipiche del tratto anni '80 e le bellissime armature, a cui sembra quasi dedicare più attenzione dei personaggi stessi. In realtà le armature rappresentano quasi uno specchio dell'interiorità di ogni personaggio e infatti non a caso durante lo svolgersi delle vicende personaggi e armature subiscono un processo di formazione quasi parallelo: in principio i protagonisti risultano quasi degli stereotipi con Pegasus che è il personaggio capace di provare forti emozioni (il classico protagonista di un Nekketsu Manga - manga emozionale), Hyoga è il tipo disilluso, Shiryu è buono e gentile, Shun colpisce per la sua bellezza e Ikki è il tipo solitario. Durante le storia però ognuno di essi supera i propri limiti e, se vogliamo, le proprie debolezze e alla fine i cinque amici si trovano completati dai compagni. Non credo sia un caso che Kurumada scelga di far soccombere il nemico finale sotto un attacco portato all'unisono dai cavalieri che si concretizza in un unico colpo, ma piuttosto sono convinto che possa essere considerato l'apoteosi del processo di maturazione che coinvolge loro nonché Kurumada stesso in quanto, in un'intervista, li ha definiti tutti "propri alter ego". Lo stesso processo viene compiuto dalle armature: ad ogni loro riparazione e grazie a interventi divini queste modificano il loro aspetto e le loro caratteristiche diventando armature d'argento, d'oro e infine armature divine. Ciò non vuol dire solo che aumentano i loro poteri, ma anche che stringono un legame sempre più forte con il loro possessore e tra loro stesse e questo spiegherebbe come armature vuote riescano a intervenire in aiuto di personaggi o entrano in particolare risonanza con altre armature. In principio, per stessa dichiarazione di Kurumada, esse dovevano somigliare ai Kesa (gli abiti classici dei monaci buddisti) ma con l'introduzione della mitologia classica si è deciso di modificarne l'aspetto per richiamare le caratteristiche dei vari personaggi. Questo però non è l'unico cambiamento che è stato effettuato in fase di realizzazione: in principio il manga doveva raccontare la storia di un ragazzo che pratica arti marziali e che un giorno, tornando a casa, trova il padre assassinato. Ma trovando la storia "ridicola e banale" il maestro ha quindi preferito introdurre la mitologia classica in principio e la letteratura alla fine, creando così un'atmosfera coinvolgente ed affascinante. Nella serie animata per aumentare questo effetto è stata aggiunta la Saga di Asgard che permetteva di inserire nel racconto anche la mitologia nordica, e sulla scia del successo sono stati creati anche 4 OAV che narrano le battaglie contro Discordia, Abel (Apollo), Odino e Lucifero, ma essendo state aggiunte solo a posteriori, non previste nel progetto originale, trovo che non abbiano fatto altro che allontanare l'opera dal suo vero valore. La TramaL'opera può essere divisa in 3 grandi capitoli. Il primo di essi (The Sanctuary) narra dell'incontro dei Saint per la Galaxian war: è un torneo organizzato per capire quale tra i cavalieri è il più degno di indossare l'armatura d'oro del Sagittario. Tuttavia, durante l'evento il prezioso oggetto viene rubato da un cavaliere misterioso di nome Phoenix (Ikki). Pegasus (Seiya), Crystal (Hyoga), Andromeda (Shun) e Dragone (Shiryu), essendo gli unici cavalieri ancora rimasti in gara, vengono incaricati di recuperare l'armatura d'oro. ![]() Ben presto però capiscono che il vero nemico si trova in Grecia, al Grande Tempio, in quanto è quello il luogo dove viene portata l'armatura. Decidono quindi di partire per recuperarla sotto la guida di Saori Kido, organizzatrice del torneo e reincarnazione di Atena. Anche Ikki a modo suo aiuta i quattro cavalieri nella battaglia con i Cavalieri d'oro (Gold Saint) e con il loro misterioso comandante, il Grande Sacerdote (Arles). Inoltre il tempo gioca contro i cavalieri di Atena in quanto al suo arrivo è stata colpita da una freccia magica che le da esattamente 12 ore di vita. Alla sconfitta del Grande Sacerdote Atena guarisce magicamente ma alcuni giorni dopo viene misteriosamente rapita. Con la partenza dei cavalieri (se non ricordo male, la "seconda serie" comincia con tutti i cavalieri di bronzo in ospedale ed Aldebaran a sorvegliare su di loro) si apre il secondo capitolo (The Poseidon): per salvare la loro dea i 5 amici devono sconfiggere il dio del mare e i suoi 7 generali, custodi delle colonne che sorreggono gli oceani. Anche questa volta il tempo gioca contro di loro in quanto dal loro ritardo dipenderebbe l'annegamento di Atena (rinchiusa nella colonna portante custodita da Poseidone stesso) e l'affondamento di tutte le terre emerse. Anche questa volta dopo durissimi scontri i 5 Saint riescono a sconfiggere il dio malvagio che viene imprigionato nel Vaso di Atena dalla dea stessa. Nel frattempo però il Grande Tempio viene attaccato da dei misteriosi guerrieri: con questo evento inizia l'ultima battaglia dei Saint di Atena, che concide con il terzo e ultimo capitolo (Hades). I cavalieri si trovano a combattere contro i 108 Specter di Hades in una sorta di inferno dantesco, molte volte contro nemici già sconfitti in passato e altre contro compagni fidati. Al solito il tempo è tiranno in quanto una misteriosa eclissi minaccia di provocare l'estinzione di ogni specie, ma questa volta la battaglia finale si combatte nei Campi Elisi. Lo scontro è terrificante ma anche questa volta Atena ha la meglio trafiggendo Hades, pur subendo una grave perdita. AutoreMasami Kurumada nasce a Tokio il 6/12/1953 e nel 1975 (21 anni) debutta con Sukeban Arashi. Abbandonato il suo sogno di diventare marinaio, decide di dedicarsi interamente alla sua vera vocazione ma non ottiene grandi risultati. Solo nel 1986 riesce ad imporsi con il suo lavoro migliore, Saint Seiya, in cui fonde mitologia classica e filosofia orientale in uno scenario epico. Con la conclusione delle avventure dei Saint decide di cambiare stile, pur non rinunciando alle sue carissime armature: nasce così B'tX, ambientato in un futuro ipertecnologizzato, da cui è stata tratta persino una serie tv di grande successo, anche se non paragonabile a quello ottenuto da Saint Seiya. I suoi lavori principali sono: Sukeban Arashi (1975), Ringni kakero (1976), Otoko Zaka (1985), Fuma no Kojiro (1985), Saint Seiya (1986), Aoi Tori No Shinwa (Blue Mith), Silent Knight Sho (1992), Zaji (1994), B'tX (1995).
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