Ocean Waves di Tomomitsu Mochizuki (anime)

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 anime - Ocean Waves

Ocean Waves

© 1993 Tomomitsu Mochizuki



Titolo: Ocean Waves
Anno: 1993
Autore: Tomomitsu Mochizuki
Titolo orig.: "Umi ga Kikoeru" ("Si sente il mare")
Char. design: Katsuya Kondou
Sceneggiatura: Kaori Nakamura
Storia orig.: Saeko Rimuro
Musiche: Shigeru Nagata
Produzione: Studio Ghibli
Durata: 72 min.

In Giappone la commedia scolastica è senza alcun dubbio uno dei generi di maggior successo. Tanti autori si sono cimentati in questo genere, sfornando opere più o meno valide, sia sul lato anime che sul lato manga. Alcuni di questi autori hanno fatto di questo genere un loro cavallo di battaglia, elevandolo quasi ad arte, mentre altri si sono limitati a una veloce incursione in questo universo. Altre volte si rimane sorpresi di scoprire che un artista o uno studio di animazione si sia interessato a questa tipologia di storia, come nel caso dello Studio Ghibli. Proprio così, anche il famosissimo gruppo di Hayao Miyazaki e Isao Takahata ha sfornato una commedia scolastica.

"Umi ga Kikoeru", che troverete tradotto in vari modi, nasce - espressamente per la televisione - da una collaborazione tra Studio Ghibli, Nihon TV e un regista esterno (Tomomitsu Mochizuki): un fatto abbastanza strano così come insolito potrebbe essere, per noi occidentali, il tema trattato. Dico questo perché, in effetti, ciò di cui si parla non è così immediato e usuale nella tradizione nostrana. Si racconta , in sostanza, di un periodo dell'adolescenza di due ragazzi, per la precisione quello delle scuole superiori. Qualcuno di voi obietterà che le opere inerenti a questo tema non mancano in Italia. A queste persone io rispondo: pensateci bene, quante sono le opere "italiane" e gli autori "italiani" che trattano la cosa? Non è forse vero che si tratta quasi sempre di autori stranieri, nella maggior parte dei casi giapponesi?

Guardando il film dello Studio Ghibli mi sono soffermato a riflettere su questo particolare interessante. Mi sono chiesto il motivo di tanta attenzione verso quell'età di passaggio. Forse il nodo della questione sta nel punto di vista con cui si guardano le cose. Da noi, una volta cresciuti, si tende a ricordare l'adolescenza come un periodo turbolento in cui non si era né carne né pesce. Un visione non proprio positiva, direi. A quanto emerge dalle opere fumettistiche e animate giapponesi, sembra invece che i nipponici vedano l'adolescenza semplicemente per quello che è, un periodo di formazione, in cui le esperienze fatte hanno contribuito a far maturare le persone. Il tutto visto attraverso i colori sfumati del ricordo.

Il film, in sostanza, è questo. La storia di due ragazzi, un maschio e una femmina, che, durante il periodo delle superiori, vivono diverse esperienze. Le trama è da tipica commedia scolastica giapponese, niente di nuovo e originale da questo punto di vista. Però c'è una ragione che mi spinge a consigliarvene la visione: a me la protagonista è stata antipatica! Non sto scherzando! A qualcuno potrà sembrare paradossale che un personaggio nato per calamitare l'attenzione in senso positivo - di solito sono i "cattivi" che suscitano antipatia o odio - riesca, al contrario, a non farsi amare. In questo senso il film risulta molto realistico, non c'è quella tendenza ad accattivarsi le simpatie dello spettatore tipicamente disneiana, c'è semplicemente una possibile rappresentazione della realtà.

 Ocean Waves di Tomomitsu Mochizuki (anime)

Ciò che scaturisce da questo modo di mettere in scena le situazioni è un qualcosa di sensibile e delicato ma anche di estremamente realistico. In questo sta senza dubbio il merito del regista. L'offrirci una sorta di ricordo di quella che può essere una normalissima adolescenza giapponese senza filtrarla attraverso un facile buonismo. La visione che viene data è, inoltre, pervasa da sincero trasporto, proprio come se quelli che vengono narrati fossero veramente i ricordi del regista. Forse ciò è dovuto all'amore che l'autore provava per l'opera di Saeko Rimuro da cui il film è tratto. Forse, invece, è dovuto all'affetto che prova per i proprio ricordi adolescenziali.

Certamente "Umi ga Kikoeru" non si segnala come un capolavoro del genere: questo no. La storia di Taku e Rikako, questi i nomi dei due protagonisti, è però pervasa da una piacevole freschezza che la rende senza dubbio un'opera assai godibile, anche dal pubblico di casa nostra. Inoltre è proprio il realismo a farne un'opera interessante, in virtù dello spaccato che offre sull'adolescenza. Anche perché è periodo della nostra vita che molto spesso viene sottovalutato o, ancor peggio, deriso ma che rappresenta una tappa fondamentale e irrinunciabile della nostra maturazione. Il film riesce quindi a porre l'accento su questo aspetto senza eccessiva enfasi, ma con una delicatezza e una sensibilità che lasciano il segno.

Dietro le quinte

Tomomitsu Mochizuki. Chi è costui? Semplice, il regista del film. Dicevo, all'inizio di questo articolo, che la genesi di "Umi ga Kikoeru" è insolita. La cosa si può capire dalla scelta del regista. Si tratta, infatti, di una persona esterna allo Studio Ghibli, a cui viene proposto un progetto in cui non sono presenti né Hayao MiyazakiIsao Takahata, fondatori ed esponenti di spicco del suddetto studio di animazione. Una cosa abbastanza particolare, insomma. Sconosciuto ai più, Mochizuki si segnala, comunque, come regista di altri due film abbastanza conosciuti "Kimagure Orange Road - I want to return to that day" (che in Italia ha goduto di un unico passaggio televisivo, spezzato in tre parti) e "Maison Ikkoku", edito da noi da parte della Yamato.

E' comunque con "Umi ga Kikoeru" che Mochizuki fa vedere realmente di che pasta è fatto, donandoci un'opera senza dubbio suggestiva arricchita dal character design di Katsuya Kondou, che rivela tratti tipici delle animazioni dello Studio Ghibli pur presentando anche una certa originalità.
La nota dolente dell'articolo non poteva che riguarda l'edizione italiana di quest'opera che... non esiste!! Ebbene si, non troverete niente in italiano che riguardi "Umi ga Kikoeru", l'unico modo per poterselo gustare è andare a cercare l'edizione giapponese in dvd oppure quella coreana, entrambe comunque di non facile reperibilità.

In conclusione, quindi, consiglio la visione di questo film, non solo per un fatto di curiosità, ma soprattutto perché a volte non è necessario andare cercare un film d'essai per godersi una serata di buon cinema, basta lasciarsi trasportare dai ricordi. Anche se sono i ricordi dei protagonisti di un film di animazione, come Taku e Rikako.



Copyright © Animanga Netgate   Written by: Justarius
Original work: Ocean Waves
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