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![]() Igort
Opere principali: Igort è nato a Cagliari nel 1958. Ha lavorato per molti anni in Giappone ed attualmente è al lavoro sia come autore che come editore: sono previste sue pubblicazioni anche all'estero. MS: Esiste un motivo particolare per cui hai lavorato per ben 14 anni nel Sol Levante? E per il ritorno? Igort: Nel mio lavoro ci sono sempre stati diversi segnali di interesse per quella cultura. Le condizioni del contratto che mi proposero erano favorevoli, nel senso che non mi è stato chiesto di simulare lo stile giapponese. Volevano lavorare con me, che raccontavo a modo mio le mie storie. E' stata una bella esperienza tuttora in vigore. Attualmente sta uscendo una storia basata su miei personaggi per la Kodansha. Il disegnatore è un autore giapponese. MS: Com'è stato il rapporto con il pubblico locale? Come hanno accolto le opere di uno straniero? Igort: Non ero il solo straniero, con me sono arrivati, negli anni, circa duecento autori non giapponesi. Per me l'esperienza è stata molto positiva, il mio lavoro è stato, stando a quanto mi dicono i redattori Kodansha, il più apprezzato. Il pubblico, malgrado quello che si pensa -ma sono luoghi comuni- è molto caldo, molto affettuoso e scrive molto. MS: E il rapporto di lavoro con le case editrici? Igort: Sarebbe lungo raccontare tutto questo. Un rapporto diverso da quello cui si è abituati in Occidente. Ho abitato a Tokyo e lavorato a stretto contatto con il mio editor (che lavora anche con Tanigichi e Tanaka). Ci torno tutti gli anni. Anche quest'anno ci starò un mese. MS: Che tecnica prediligevi per il pubblico nipponico? Hai dovuto variarla o hai tentato di mantenere sempre lo stesso stile? Igort: La tecnica era a colori, il mio abituale stile, molto concentrato sulla ricerca di atmosfere notturne. Oppure una seconda storia in bianco e nero. La cosa da tenere sotto controllo se si racconta per i giapponesi non è tanto lo stile grafico (che deve essere comunque molto leggibile, naturalmente) quanto la scansione narrativa. Questa la mia opinione. MS: In particolare per Yuri, asa nisi masa e Brillo, croniche di Fafifurnia: che tecnica hai usato? Igort: Tecnica mista, pantone, acquarelli e matite colorate. MS: Che cosa ti ha ispirato? Igort: In particolare per Yuri mi interessava raccontare un futuro che torna indietro al legno. MS: Li vedremo mai pubblicati in maniera integrale in Italia? Igort: La metà quasi è già disponibile da Coconino. È solo una questione di tempo. MS: Li considereresti manga? Igort: Non mi importa molto la definizione. Sono tecnicamente manga nel senso che sono stati pubblicati nelle riviste settimanali di manga e in tankobon da Kodansha. MS: Che idea ti sei fatto dei manga in Giappone? Come definiresti questo termine? Igort: Un termine come un altro, una definizione come un contenitore. I manga sono molto diversi tra di loro e i migliori non li conosciamo neppure. MS: Quante opere hai pubblicato in Giappone? Ne riproporresti anche altre in Italia? Igort: Non so quante storie ho pubblicato. Anche prima di Kodansha avevo pubblicato delle cose nella casa editrice di Sakamoto e dopo ho pubblicato su Brutus. Il ritornoMS: Che differenze con il mondo dei manga nel paese d'origine? Come considereresti il mondo dei manga nel nostro paese? Igort: Sono tante le differenze, quante tra il nostro cibo e il loro. Se sei curioso impari ad apprezzare i diversi modi di fare. A me piacciono entrambi, io sono un "uomo di frontiera" (se mi si passa il termine) in un certo senso, viaggio e vedo, leggo e mangio cose diverse. Tutto questo inevitabilmente si trasferisce nel mio lavoro. MS: Con Sinatra si hanno anche dei cambiamenti rispetto alle "storie giapponesi", quali e dettati da cosa? Igort: Sinatra è una storia raccontata sul filo emotivo, mi interessava raccontare una storia dal di dentro, se possibile. Sinatra è un noir, ogni storia per me ha a che fare con il mood che intendo descrivere. Un noir è una storia notturna, molto tagliata dalle luci dure dei neon o dei flash. Le storie realizzate in Giappone, a colori, sono del filone fantastico e non mi sembrava che quella tecnica fosse la più appropriata. A ogni modo per me, ripeto, ogni racconto deve rispondere a delle esigenze specifiche. Nel cinema nessuno si preoccupa se Spielberg racconta Schindler's list con una tecnica diversa da ET. Io ragiono allo stesso modo. MS: Nasce la Famiglia Lo Cicero, che continuerà a vivere in "5 è il numero perfetto"; cosa ti ha fatto pensare di continuare con questa Famiglia? Come la descriveresti? Igort: È una lunga saga che racconta l'Italia, una storia che parte negli anni settanta e poi viaggia all'indietro sino ai primi del novecento. Vediamo i personaggi crescere, cambiare, anche separarsi. Sono storie dolorose che ho cercato, anche pescando nei ricordi di persone che ho incontrato. C'è la miseria della nostra storia e siamo un popolo di emigranti. Mi interessava ritrarre qualcosa che ci somiglia. Giro spesso per i festival internazionali e gli autori invitati (parlo di autori italiani) sono pochissimi. GeneraleMS: Hai ricevuto molti riconoscimenti, nazionali e internazionali, ve ne è qualcuno che ti ha colpito di più o prediligi per qualche motivo? Igort: I premi sono dei baci del pubblico o della critica. Ma bisogna imparare a non condizionare il proprio lavoro dall'indice di gradimento. Fare gli autori è un lavoro di ricerca. Bisogna essere onesti e non lasciarsi lusingare. ![]() MS: Hai lavorato anche con altri grandi nomi, qualcuno che ti ha colpito di più? O di meno? Igort: Ho collaborato con Brolli, Catenacci e Sampayo, per progetti diversi sparsi per gli ultimi venticinque anni. Di ogni collaborazione conservo bei ricordi. MS: Come nasce una tua opera? Igort: Da appunti che prendo mentre lavoro o sono in viaggio. Ha bisogno di tempo per "lievitare". Quindi prendo appunti oggi per una storia che disegnerò tra due, tre anni. MS: Le idee per la storia, dove le trovi? Igort: Dall'osservazione e dagli incontri. Guardo molti fumetti degli anni trenta adesso: mi piace quella loro semplicità. MS: Che tecnica pittorica prediligi? Igort: Mi piace l'uso della bicromia e adesso penso molto in termini di racconto, quindi non troppo di pittura. MS: Cosa ne pensi del web come mezzo di diffusione/promozione del fumetto? Igort: Come mezzo di comunicazione è fantastico. Io stesso tramite il sito ricevo molti commenti (www.igort.com). Come mezzo per leggere i fumetti lo trovo scomodo. A me piace la carta. MS: Cosa ne pensi della situazione del fumetto in Italia? (come fumettaro) Igort: Come dicevo poc'anzi, purtroppo constato che quasi nessun autore italiano parla di quello che conosce e che vive. Siamo degli otaku in tutto. Otaku del Giappone o i più anziani otaku degli USA. Non abbiamo il coraggio di sviluppare una nostra personalità, come fanno invece in Francia. Ci sono delle eccezioni naturalmente ma si contano sulle dita di una mano. MS: Che autore/i consiglieresti? Quali no? Igort: Mi piacciono Gipi e Corona, Marzocchi e Ghermandi, Giandelli e pochi altri. Igort EditoreMS: Come mai la decisione di far parte della Coconino? Igort: Perchè stava scomparendo dalla faccia del nostro paese un fumetto che a mio avviso è il più importante in circolazione. Notavo una grande standardizzazione. Sembra che il nostro mercato vada avanti per "mode". E i lettori mi paiono disorientati. Il dovere di un editore è a mio parere quello di avere un progetto e una identità editoriale. Un progetto coerente. Una cosa però mi sento di dirla: bisogna imparare a rispettare i lettori, che meritano buone traduzioni e una buona qualità. E i lettori, d'altra parte, dovrebbero essere più curiosi di scoprire realtà e pratiche diverse. Facciamo uscire il fumetto dall'eterna adolescenza. MS: Come vengono scelti i titoli da proporre? Igort: Si tratta di sensibilità e gusto, sono cose indescrivibili a parole. Come fa un allenatore a decidere se un calciatore gioca o no in una partita? Dalla sua impressione che quel calciatore sia indispensabile. MS: C'è qualche autore che avreste voluto pubblicare e non vi è riuscito? Igort: Sì, Tsuge o Isaac il pirata. MS: E qualcuno che poi vi ha dato da ripensarci? Igort: No. MS: Che autore da voi non pubblicato consigliereste? Igort: LOVE and ROCKETS, soprattutto le storie di Beto Hernandez, sono una meraviglia. MS: Come mai questa scelta di edizioni oserei dire di "lusso"? Igort: I prezzi sono modesti, la qualità di stampa, editing e la carta buona costano. Se compri un abito tagliato bene non lo paghi come un prêt à porter. E una stoffa buona costa di partenza più che uno straccio. Per me fare buoni libri stampati bene è una questione di rispetto per i lettori e per gli autori, che sono degli amici oltretutto. MS: Avete un target preciso come pubblico? Igort: Direi che i fumetti Coconino sono rivolti a chiunque non si accontenti di tecniche e argomenti di racconto pre-confezionati. L'età non importa. MS: Programmi per il prossimo futuro? Anticipazioni? Igort: Sono in arrivo cose da tutto il mondo, autori coreani e spagnoli, giapponesi e americani. Come al solito, è la nostra linea, scoprire cose interessanti di altrove. Anche gli italiani stanno preparando delle belle sorprese che a breve troverete in libreria. MS: Cosa ne pensate della situazione del fumetto in Italia? (come editore) Igort: Bisogna portare il fumetto anche a chi non li legge più. Si pensa al fumetto come a un linguaggio per adolescenti, è un peccato.
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