Clover delle CLAMP (manga)

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 manga - Clover

Clover

© 1997 CLAMP
© 2000 Star Comics



Titolo: Clover
Casa ed.: Star Comics
Anno: 1997
Anno Ita: 2000
Autore: CLAMP
Casa ed. jap: Kodansha
Numero volumi: 4 (non conclusa)
Verso lettura: occidentale
Numero pagine: 126 circa
Colori o b/n: b/n
Formato: 15x20 cm
Reperibilità: ancora disponibile

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Un poliedrico quartetto...

Se vi chiedessero di descrivere con un solo aggettivo il gruppo di manga-ka che corrisponde al nome CLAMP, che cosa direste? Io non ho dubbi: le definirei camaleontiche.
Nessun altro autore, al par loro, è capace di tali trasformazioni stilistiche da una serie all'altra pur non perdendo il proprio modo di comporre e di farsi riconoscere al primo sguardo.

Che piaccia o non piaccia, è difficile non rimanere a bocca aperta nell'osservare le elaborate tavole di RG Veda, X-1999, Rayearth: chi non ha avuto l'impressione di percepire colori, spazi, movimenti pur trovandosi davanti a delle semplici pagine in bianco e nero, pur se quasi totalmente arricchite da retini? Nonostante questo potesse essere un metodo sicuro per continuare ad ottenere gli applausi da parte dei lettori, le nostre poliedriche autrici hanno deciso di cambiare strategia, di trovare un nuovo modo di stupire. Quale? Semplice: togliendo tutti gli orpelli grafici, riducendo al minimo i disegni, facendo in modo che le tavole non fossero altro che un ridotto contorno al dipanamento della storia.

Così, dopo aver lasciato gli elaborati managuerrieri di Sephiro e la piccola cattura carte Sakura, il gruppo CLAMP decide di dare inizio ad un nuovo progetto che stravolge e rinnova completamente quello che era uno stile di grande impatto visivo. Ed è qui che nasce Clover.

Parola d'ordine: essenzialità

Il cambiamento stilistico influisce sul nuovo manga fin dalla prima pagina: ogni vignetta è racchiusa nel minor spazio possibile, poche parole scarne scambiate tra i personaggi e molto spazio libero, bianco o nero, a contornare ogni singola pagina, a rendere più pesante ed opprimente la solitudine provata da ogni personaggio che si trovi a calcare, anche per una singola vignetta, le pagine di Clover.

Per certi versi, si tratta quindi di una vera e propria reinvenzione della tavola, che da mero contenitore di disegni, diventa un potente strumento narrativo. La disposizione delle vignette, a volte vicine a volte distanti, a volte anche sfalsate, viene così sfruttata per sottolineare lo svolgersi delle scene. Lo spazio bianco tra l'una e l'altra diventa quasi una rappresentazione del tempo che scorre, dilatato o compresso, a seconda della situazione che si sta dipanando nei riquadri disegnati.

 Clover delle CLAMP (manga)

Particolari sono anche i momenti in cui entra in scena la musica. C'è infatti una canzone che percorre tutta l'opera, ripetuta all'infinito e quasi parte integrante della storia stessa. Quando richiamata, lo spazio fisico della tavola sembra quasi assumere il ruolo della melodia, come se diventasse la musica che sorregge le parole.

Fin qui, dunque, il lavoro delle CLAMP potremmo definirlo puramente "meccanico". E i disegni?
Dimenticate i retini e lo stile barocco che Mokona Apapa ha sfoggiato nelle opere precedenti, fate conto che abbia "lavato" le tavole in lavatrice e che ne sia emerso un modo di disegnare completamente opposto, in cui i retini sono rari e i disegni sono stilizzati. Pur essendo ad ambientazione futuristica, inoltre, la storia sembra collocata agli inizi del ventesimo secolo e questo grazie ai frequenti richiami allo stile Liberty, molto caro alle autrici, che rende le atmosfere quasi sospese e rarefatte. Già, la storia. Le CLAMP ci hanno abituati a tavole talmente elaborate da trovare appena lo spazio essenziale da poter farci stare i balloon, con disegni ricchi di movimento, a tal punto da farci immaginare i capelli mossi dal vento o le armature squarciate dal fendente di una spada; come se la storia fosse intrappolata all'interno dei disegni stessi, più che portata avanti dallo svolgimento dei dialoghi e delle situazioni.

Tale scelta narrativa viene totalmente stravolta in Clover: le tavole non sono più immagini in movimento, bensì fotografie, istantanee scattate scena dopo scena, in cui i dialoghi non scorrono con fluidità. Essi stessi fanno parte dell'apparente immobilità.

A questo fa da contro altare la dinamicità di ciò che viene narrato. Tutto, infatti, prende le mosse da un desiderio di Suu, la quale vorrebbe visitare un parco di divertimenti, il Fairy Park. Per accompagnarla viene scelto Kazuhiko, un ex-militare. Fin qui non sembra i sia niente di strano, ma Suu non è una semplice ragazzina, è il Clover, il Quadrifoglio, e questa cosa trasformerà un semplice viaggio in una vera e propria odissea, fatta di fughe e inseguimenti. Trattandosi delle CLAMP, comunque, non sarà solo l'azione a farla da padrone, ma ci sarà ampio spazio per l'introspezione, sia per quanto riguarda i protagonisti che per i comprimari. Il tutto culminerà poi in un finale sospeso e onirico, come la serie stessa.
Ma è davvero un finale?

Solitamente di un autore si apprezza un preciso stile. Si sa in che modo narra le sue storie, si sa che stile ha, si sa come "costruisce" la tavola. Molti grandi autori hanno la loro fortuna consolidando il loro modo di fare manga. Questo non si può dire delle CLAMP e "Clover" ne è la testimonianza più lampante. Ecco quindi che quest'opera offre al lettore lo possibilità di "riscoprire" il poliedrico quartetto, di apprezzare lati della loro creatività rimasti in ombra.

Di certo non si tratta di un fumetto facilissimo da leggere, soprattutto a causa del suo ritmo, che si potrebbe dire quasi unico. È però vero che non capita tutti i giorni di poter ammirare un così repentino cambio di direzione di uno stile.Il motivo principale, che può spingere a leggere "Clover", è senza dubbio questo.



Copyright © Animanga Netgate   Written by: Nanako
Original work: Clover
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