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![]() DenTiblù
Intervista di: MagazziniereSpaziale INTRO: Ed eccoci finalmente al cospetto del cinghiale più famoso di tutti i tempi, l'unico sopravvissuto ai Galli, l'unico... ma basta con i complimenti. Con le dita intrecciate sulla testa inizio chiedendogli di presentarsi... MS: Bene, della sua presentazione non s'è capito nulla (del resto parla cignalese); ora passiamo agli autori, ovvero DenTiblù: si narra che vi alterniate nei ruoli per la realizzazione di un albo: è vero? In che maniera? DenTiblù: Soggetti e sceneggiature sono completamente a quattro mani: nasce l'idea e cominciamo a discuterla, apportando ognuno i propri contributi (e magari anche censure alle cavolate più abissali dette dall'altro). Una volta che abbiamo un soggetto dettagliato, stendiamo lo storyboard praticamente a turno, magari rileggendolo dopo per armonizzarlo (ma generalmente non ce n'è un gran bisogno). Da lì inizia la vera divisione del lavoro: breakdown a Barbara, layout e matite a Stefano, chine e colori (o retini di grigio) di nuovo a Barbara, così come l'impaginazione. Ovvio che in ciascuna fase l'uno ha il fiato sul collo dell'altro... MS: Siete arrivati al settimo albo: temete la crisi? DenTiblù: In realtà temiamo che la crisi finisca: la nostra schizofrenia congenita è stata una risorsa fino ad adesso, saremmo finiti qualora diventassimo... sani di mente. MS: "Il Signore dei Porcelli", "Harry Porker", due grandi e divertenti successi, ma non rischiate di distruggere il mondo da voi stessi creato e di rimanere troppo legati alla parodia? DenTiblù: Il mondo di Zannablù è andato avanti dopo l'uscita de "Il Signore dei Porcelli" con il numero 6 "Zannablù nel favoloso mondo di Giucas Casella" ed andrà ancora avanti con il numero 8 "Zannablù dal Porcile con Furore", che, bada bene, NON è una parodia. E poi, come prendiamo in mano il classico da parodizzare, ci diamo da fare per adattarvi il "porco mondo" che abbiamo creato. Perciò non crediamo di aver privato i nostri suini del loro habitat naturale. MS: Avete qualche fonte d'ispirazione particolare e per le trame e per i disegni? DenTiblù: Ci piacciono il cinema, la letteratura e guardarci intorno nel mondo reale. Tutto ciò potrebbe anche essere più che sufficiente come fonte d'ispirazione, ma nella maggior parte dei casi bastano le nostre menti contorte a dare il via ad una storia. MS: Qual è il vostro rapporto con il mondo dell'editoria e della distribuzione? Cosa ne pensate? DenTiblù: Il nostro rapporto con il mondo dell'editoria è ottimo visto che gli editori di Zannablù sono tali DenTiblù con i quali andiamo straordinariamente d'accordo. Per quanto riguarda la distribuzione dobbiamo fare un distinguo: la distribuzione nelle edicole è, per una piccola casa editrice, così ostica da essere reputata da noi inaccessibile. Per quanto riguarda la distribuzione nelle fumetterie non ci sembra poi tanto male, anzi sarebbe perfetta se ci fosse un po' meno di paura verso le novità da parte dei negozianti. MS: Come nascono le storie? Quanto tempo vi ci vuole a farne una? DenTiblù: Le storie nascono quasi sempre in un pub. Di solito partono da una battuta. Poi aggiungiamo dettagli, come se ce la stessimo raccontando a vicenda. Solo dopo una buona mezz'ora di risate, ce ne usciamo con questa frase "Bello! Potrebbe essere una base per una storia". Ed il resto, appunto, è... storia. Perciò il soggetto nasce velocemente e per caso. Mai andarlo a cercare! Perderebbe tutta la sua spontaneità. Ci sono periodi che tiriamo fuori un'idea per ogni sera e periodi in cui passano mesi senza che venga fuori niente di niente. Quello che richiede tempo è la sceneggiatura: prendere tutte le idee, le parti di trama e le gags e farle stare insieme in un tutto che non abbia falle. All'inizio, quando buttiamo giù la prima stesura e la rileggiamo, ci rendiamo conto che non torna niente; poi a forza di adattamenti, tagli ed aggiunte, arriviamo alla sceneggiatura finale, che a volte è molto diversa da quella iniziale anche se il concetto di base non cambia mai. Pensate un po': la maggior parte dei numeri di Zannablù sono partiti dal titolo e si sono sviluppati su quello. Alla fine, quando la storia era pronta, abbiamo cambiato proprio il titolo. ![]() MS: Giotto o G8? DenTiblù: Eh eh eh! Buona questa! Sei di Seattle? In verità il nome di battesimo è Giraffotto, ma non gli sembrava troppo dignitoso; quindi lui si presenta come Giotto o Raffaello. MS: Per i personaggi vi è capitato di far riferimento a qualcuno in particolare? DenTiblù: Sì, per Zannablù abbiamo fatto riferimento al nostro Io più imbranato, mentre per Culo alle nostre facce. MS: I trailer: molto divertenti. Com'è stato farli? Difficile? In quanti vi hanno aiutato? DenTiblù: I trailer sono per noi la cosa più divertente di tutto il nostro lavoro, anche se molto impegnativi. Per farne uno impieghiamo circa un mese: nelle prime due settimane decidiamo il ritmo, le scene, i testi, il tipo e la durata delle musiche, facciamo tutte le animazioni e il montaggio video. Nella seconda metà del mese ci affidiamo a tre o quattro nostri amici e con loro ci occupiamo dell'audio. Noi DenTiblù assegnamo i ruoli per il doppiaggio, creiamo i suoni e diamo le direttive per la musica. Il contributo dei nostri preziosi amici, che non finiremo mai di ringraziare, è stato quello di recitare le parti a loro assegnate, comporre le musiche ed aiutarci a ripulire il suono (visto che noi siamo nati con due fette di prosciutto sulle orecchie che ci impediscono di individuare fruscii e simili). MS: Manga: ne avete letti/leggete, cosa ne pensate? DenTiblù: Il tratto nipponico ci ha cresciuti, eravamo ragazzini negli anni ottanta e siamo stati "viziati" da tanti anime che hanno saputo conciliare la suggestività di mondi magici e tecniche di animazione molto intelligenti. Per quanto riguarda il manga, però, confessiamo che la nostra esperienza è più limitata. Comunque, quel poco che abbiamo letto lo abbiamo trovato senza dubbio molto suggestivo ed originale. MS: C'è qualcosa che rimpiangete della vostra collaborazione con il Vernacoliere? DenTiblù: Rimpiangiamo ovviamente la possibilità di vedere i nostri lavori nelle edicole anche se preferiamo l'autonomia e lo spazio delle nostre testate. Per il resto, veri e propri rimpianti non ce ne sono. Il Vernacoliere è una realtà molto conosciuta e apprezzata in Toscana e continuare a farne parte forse ci avrebbe dato più notorietà locale. Ma la fine della nostra esperienza lì è forse stata la spinta all'autoproduzione e, conseguentemente, a rivolgerci all'intero pubblico italiano (vabbè, quantomeno a quello raggiungibile). E i messaggi calorosi dei nostri lettori da Udine a Ragusa sono un tesoro del quale mai vorremmo fare a meno... MS: Cosa ne pensate del web come mezzo di promozione del fumetto? DenTiblù: Il web è la manna dal cielo. È l'unico media che non risulta meno accessibile per noi di quanto non lo sia per la più grande casa editrice del mondo. Tutti hanno gli stessi mezzi per farsi conoscere sulla rete quindi il web è la forza dei grandi quanto quella dei piccoli. Non c'è che dire, siamo dei web-entusiasti a 360°. MS: Bathman: avrà un seguito ora che ha anche un compare? DenTiblù: Noi di Bathman siamo solo i disegnatori. Questo non vuol dire soltanto che alle storie ci pensa il nostro compare Nadav, ma anche che dell'edizione si occupa l'ID Immagini Diffusione. Perciò possiamo condividere la tua domanda, ma non sappiamo dare una risposta. MS: Qui si ha una suddivisione della tavola molto diversa rispetto a Zannablù: è dovuta al soggetto? DenTiblù: Certamente è dovuta anche al soggetto, ma anche al fatto che il colore permette un layout che nel bianco e nero risulterebbe caotico. MS: Come vi trovate a dover lavorare addirittura in tre per un albo? DenTiblù: Niente male, davvero. Col Bathman, iniziare con una sceneggiatura già pronta ci ha semplicemente comportato di cominciare già da una fase più avanzata del lavoro. Abbiamo preso per buono praticamente tutto ciò che ci ha fornito NadaV. MS: C'è un vostro personaggio del passato cui siete molto affezionati? DenTiblù: In realtà siamo affezionati a tutti i nostri personaggi... ma a dire il vero molti di essi rivivono in Zannablù, personaggio verso il quale va la maggior parte del nostro affetto. E se pensi a "Culo", in realtà non appartiene proprio al passato... Culo non ha mai avuto una vera collocazione editoriale e dunque è sempre stato un nostro divertissement personale. MS: Quali autori o autrici consigliereste e quali no? DenTiblù: Beh, la lista è pressoché infinita e potremmo dire delle banalità spaventose. E questo sia per i classici che per gli autori tuttora sulla cresta dell'onda. Giusto per sparare a caso, come non farsi due risate con Leo Ortolani, o come non riempirci di sogni coi bellissimi disegni di Barbucci e Canepa? Per non parlare di Trondheim, o ancora di Jeff Smith. E poi è doveroso consigliare i lavori di chi condivide con noi la bagnarola del fumetto indipendente in questo mare tempestoso: troppe, troppe matite ancora oscurate dall'ombra delle majors. Gli unici autori che NON consiglieremmo sono i DenTiblù: si dice che leggendo i loro fumetti si perda l'uso corretto della vista, del linguaggio e delle funzioni digestive. Si segnalano rari casi di epilessia fumetto-sensitiva. MS: Zannablù: primo albo a colori, poi b/n e ora il tratto che si affina; cambiamenti: in che prospettiva? Continueranno? DenTiblù: Eh, beh, chi mai può dirsi arrivato? Noi no di certo: non dimentichiamoci che siamo autodidatti e che cerchiamo continuamente di migliorare il nostro stile. Menomale che il tratto si affina! E speriamo che continui ad affinarsi... MS: Ma è più forte Zannablù o Bathman? DenTiblù: Nel far bolle di sapone, Bathman; a gara di rutti, Zannablù. Ma si dice che una volta abbiano provato a sfidarsi a braccio di ferro, però la mancanza di gomiti di Zannablù non permetteva all'arbitro di valutare se l'incontro si tenesse regolarmente. MS: Avete mai pensato ad un cartone animato di Zannablù? DenTiblù: Se la domanda fosse stata: "C'è mai un momento nella vostra vita in cui NON pensate ad un cartone animato di Zannablù?", la risposta sarebbe stata senza dubbio negativa. Sigh... MS: Come sono nati i comprimari di Zannablù? DenTiblù: Ovvio, da genitori suini. Scherzi a parte, generalmente è la storia che fa nascere i comprimari. Bisogna poi vedere se sono abbastanza interessanti e rotondi da sopravvivere nelle successive... MS: L'uccellino presente in Bathman ne diventerà il "tormentone"? DenTiblù: Bella domanda... dovreste però chiedere a NadaV. Sappiamo, però, che è un tipo che evita i riflettori. Forse conviene aspettare e vedere. MS: Come mai il ritorno al colore in Bathman? DenTiblù: Dire che la casa editrice ha più soldi, può sembrare una risposta un po' gretta, ma probabilmente anche molto veritiera. Comunque se preferite possiamo tirar fuori qualche panzana del tipo che il colore dà a Zannablù un tono un po' troppo infantile, mentre per Bathman richiama lo stile "supereroi americani" oppure ancora che il colore in Bathman non c'è: è un effetto ottico dovuto ad una particolare grammatura della carta. MS: Ora l'intervista sarebbe finita, posso disintrecciare le mani? DenTiblù: Ovviamente no, potrai farlo solo "quando lo dico io"...
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