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![]() ChobitsIL DISEGNOLa cosa che salta subito all'occhio è la nuova "veste grafica". Stavolta non ci è dato sapere chi del quartetto sia l'autore dei disegni, almeno non lo vedo indicato nei primi volumi dell'edizione originale nè in quella italiana, che sia un "tratto a più mani"? Il team si rivela comunque capace di soluzioni ancora diverse dai precedenti esperimenti: il tratto è più semplice, il disegno meno barocco e molto più netto, e i personaggi sono meno "stilizzati", soprattutto gli uomini acquistano proporzioni reali rispetto ai precedenti modelli "fianchi strettissimi e petto a V". Nel complesso, trovo l'album molto ben disegnato.Purtroppo, però, l'edizione italiana non riproduce i disegni al meglio, diversamente da quanto accade per la grafica di copertina, che è fedele all'originale. Insomma, si tratta di fotocopie di fotocopie ed è ovvio (mica tanto rispetto al prezzo) che la qualità scenda. Comunque, trovo che le pagine risultino troppo scure rispetto all'originale, e purtroppo il fumetto perde parte del suo fascino. Non si poteva schiarirle un po' queste vignette?! LA STORIAAnche la trama è abbastanza originale rispetto ai "drammoni epici" dei vari Rayearth, X-1999, Tokyo Babylon e quant'altro (lasciamo da parte gli "esperimenti" tipo Clover, che non sono altrettanto facilmente classificabili entro un dato generale). Ecco che lo shojo manga si modernizza: si continua a parlare d'amore, ma stavolta si parla dell'amore tra l'uomo e le macchine!Dite la verità, avete mai preferito poter scegliere una bella partita alla Playstation rispetto all'ennesimo noiosissimo e dispendioso sabato di shopping con il 'moroso' o la 'morosa'? Ecco, nel futuro di Chobits è possibile ottenere entrambe le cose, perché i computer hanno forma umana, e sono proprio belli, per giunta, tanto che molti preferiscono la loro compagnia a quella di un fidanzato/a in carne e ossa. Anche il (pessimo) studente Hideki sogna di possedere uno di questi PC umani per navigare in Internet (e scaricare tanta pornografia: 'sti giapponesi pensano solo a quello ^^;), ma anche se i computer sono molto diversi rispetto al passato, purtroppo il prezzo resta invariabilmente altissimo. ![]() Anche Chii si affeziona moltissimo a Hideki, che dal canto suo non disprezza affatto la compagnia della ragazza sintetica, salvo ogni tanto chiedersi con un bel po' di perplessità perché mai costruire una macchina a immagine e somiglianza di una donna in carne e ossa, visto che c'è il rischio di innamorarsene. Il bandolo della matassa si districa pian piano, con molti colpi di scena, divertenti trovate e una buona media di tensione, e le vicende di Hideki e Chii si intrecciano con quelle di molti altri personaggi, sino alla battuta finale. COMMENTOTrovo Chobits un'opera molto interessante, che al di là dell'espediente "fantascientifico" dei PC umani, pone diversi interrogativi sulla solitudine nell'era "moderna" per eccellenza, sul fatto che le macchine paradossalmente non aiutino la comunicazione tra gli esseri umani, sulla felicità e sulla natura dell'amore. Una cosa notevole, direi, visto che queste riflessioni sono espresse con la naturalezza e leggerezza necessaria a farne un prodotto di consumo mediante la modalità narrativa del fumetto, e non in qualche astruso saggio di filosofia. In quest'ottica, l'idea del "fumetto nel fumetto", che inizialmente sembra essere solo un insolito diversivo, si rivela poi fondamentale non solo nel colpo di scena dove viene rivelato il passato di Chii, ma anche come chiave di lettura per comprendere il sottile e profondo significato della serie.Purtroppo la traduzione italiana, se mi è concesso dirlo, non valorizza l'originale; senza nulla togliere al lavoro - faticosissimo - dei traduttori, leggendo anche senza avere sottomano il testo in lingua, chi conosce bene il giapponese spesso può intuire com'era il dialogo originale, e questo non è un buon segno perché, in un passaggio dal giapponese a una lingua così diversa come l'italiano, bisogna necessariamente aggiungere delle cose. Insomma, qualche dialogo è un po' stucchevole e a volte anche poco comprensibile, com'è per le sezioni di "la città deserta". In altri punti c'è da notare che, semplicemente, nessun adolescente italiano parlerebbe così. Trattandosi di un fumetto, ci si aspetterebbe qualcosa di un po' più vivace, capace di far sorridere come i dialoghi originali. Comunque, non è che la traduzione sia da buttare, avrei semplicemente preferito una maggiore invettiva. Torniamo al fumetto: c'è da dire che i personaggi sono ben caratterizzati (la piccola Sumomo è un mito!!), i momenti d'ilarità sono molti così come quelli "sentimentali", e non mancano neanche i tocchi di soffuso erotismo (sia etero sia bi-) tipici delle CLAMP e le classiche battute sullo stereotipo del maschietto perennemente allupato, tutte cose molto godibili. Certo, nel complesso resta una produzione molto tipica alla "CLAMP", perciò se non vi piacciono gli shojo vi consiglierei di farvi prestare qualche volumetto per vedere se riuscite a digerire una bella dose di romanticismo che, a mio parere, ogni tanto non guasta. Se invece vi piacciono le CLAMP, o se volete provare qualcosa d'insolito, vi invito a mettere le mani su Chobits. Credo sia una delle serie più interessanti quest'anno.
Copyright © Animanga Netgate Written by: Clover78
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