Metropolis di Osamu Tezuka (anime)

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 anime - Metropolis

Metropolis

© 2001 Rintaro, Katsuhiro Otomo, Osamu Tezuka
© 2002 Sony Pictures



Titolo: Metropolis
Casa ed.: Sony Pictures
Anno: 2001
Anno Ita: 2002
Autore: Rintaro, Katsuhiro Otomo, Osamu Tezuka
Character Design: Yasuhiro Nakura
Art Director: Shuichi Hirata
Musiche: Toshiyuki Honda
Animation Studio: Mad House
Basato sul manga di: Osamu Tezuka
Sceneggiatura: Katsuhiro Otomo
Regia: Rintaro

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TRAMA

La megalopoli futuribile di Metropolis è un'avveniristica città sviluppata su più livelli, in cui i robot sono servi degli umani. I livelli inferiori della città sono i bassifondi, teatro di miserie e criminalità; il livello superiore è invece quello più ricco; qui è stato appena inaugurato lo Ziggurat, un palazzo smisurato tanto quanto le ambizioni di potere dell'uomo che lo ha voluto, il Duca Red. Questi è un potente e ricchissimo leader demagogo, il quale nutre il progetto di tiranneggiare sul mondo grazie ad un'arma segreta; tale arma, che lo scienziato Laughton sta costruendo nei bassifondi, ha le tenere sembianze dell'indifesa Tima, una ragazzina androide del tutto inconsapevole della sua vera natura e della sua spaventosa funzione.

La piccola Tima non è solo un mero strumento di morte, agli occhi del Duca Red: ella ha infatti le sembianze di sua figlia (che si suppone defunta), e pertanto il Duca non nasconde un sincero affetto per l'androide. Questo affetto scatena la gelosia di Rock, figlio adottivo del Duca e capo di una squadra parafascista di cui lo stesso Duca è segretamente a capo, i Marduk. Quando Rock, spinto dalla gelosia e dal razzismo verso i robot, provoca un incidente al laboratorio di Laughton, Tima riesce a fuggire, e la sua strada si incrocia con quella del giovane Kenichi, il nipote di un detective giapponese, Shunsaku Ban, giunto a Metropolis proprio per indagare sugli oscuri traffici del dottor Laughton.

Il sensibile Kenichi e Tima, entrambi ignari della natura robotica di lei, sono costretti a nascondersi nei bassifondi della città, inseguiti dagli uomini di Rock; il Duca, furente col figliastro, è disposto a tutto pur di riavere l'adorata androide, e nel frattempo porta avanti la sua scalata al potere dittatoriale. Shunsaku Ban, a sua volta, si mette alla ricerca del nipote con l'aiuto di Pero, un efficiente robot poliziotto.

I teneri sentimenti che sembrano nascere tra Tima e Kenichi saranno contrastati da mille avversità, il tutto nello scenario di una Metropolis sconvolta dalle ribellioni dei più poveri contro i più potenti, e con la minaccia dello Ziggurat che incombe su tutto.

COMMENTI

Imponente kolossal anime che ha richiesto quattro anni di lavorazione, "Metropolis" vede riuniti tre nomi illustrissimi: Rintaro alla regia, Katsuhiro Otomo alla sceneggiatura, e soprattutto Osamu Tezuka, il "dio dei manga", che fu autore del fumetto da cui il film è stato tratto. Tezuka disegnò il manga "Metropolis" nel 1949, ispirandosi all'omonimo film di Fritz Lang che pure egli non aveva mai visto. Dopo molti anni, Otomo ha riutilizzato quel soggetto (apportandovi importanti modifiche) per trarne nuovamente un film.

 Metropolis di Osamu Tezuka (anime)
Tecnicamente, il risultato finale è stupefacente: "Metropolis" è un susseguirsi di scene ricchissime, fastose, spettacolari, splendidamente animate, pullulanti di dettagli; i panorami iniziali della città meritano veramente di essere visti infinite volte, per poterne apprezzare ogni minimo particolare. E la meraviglia provocata da queste scene è arricchita dal gran lavoro fatto sul design dei personaggi e degli ambienti; si è scelto infatti di adottare un look "rétro" , un aspetto "vecchio stile" che contrasta felicemente con l'ambientazione futuristica del film: i personaggi mantengono il character design originale di Tezuka, arrotondato e molto anni'40; gli scenari urbani mischiano l'avveniristico con svariati elementi art déco, a creare una città del futuro che però richiama molto l'America degli anni '30-'40.

Tale effetto è amplificato dalle sensazionali musiche dixieland del grande Toshiyuki Honda, che, commentando scene fantascientifiche, creano un effetto straniante che toglie veramente il fiato; da questo punto di vista l'inizio del film è esemplare, con un hot jazz sincopato che parte di colpo mentre vediamo i riflettori illuminare l'immenso Ziggurat. L'animazione è superlativa e c'è un ampio uso di CGI, che certi hanno definito eccessivo; in particolare, è stato detto che i fondali in CGI non si integrano bene con i personaggi in 2D. E' vero che le immagini computerizzate sono ben evidenti e distinte dai normali disegni, ma personalmente credo che nella maggior parte dei casi l'uso del computer sia necessario e non rovini, anzi amplifichi, l'effetto desiderato.

Le panoramiche iniziali della città sono realizzate al computer e sono sinceramente stupefacenti; l'integrazione col 2D non sarà perfetta, ma accresce l'effetto di accostamento tra vecchio e nuovo che pervade tutto il film. Certo, non sempre i risultati sono eccellenti: c'è una sequenza in cui il contrasto 2D / 3D è portato a conseguenze troppo estreme, ed è la scena della sala del trono, verso la fine, in cui Tima prende coscienza del suo essere un'arma; qui i personaggi appaiono effettivamente troppo poco integrati con uno sfondo metallico, realizzato al computer, di non particolare bellezza.

Ma, purtroppo,i difetti del film non si fermano qui; come ben sa chi ha visto "Akira", il buon Katsuhiro Otomo non ha molta simpatia per le sceneggiature lineari; e se qui non si arriva certo all' incomprensibilità di quel film, non si può fare a meno di notare, soprattutto nella parte centrale del film, un rallentamento del ritmo ed una certa fatica nello sviluppare appieno i diversi fili narrativi.

Al di là di qualche implausibilità (i personaggi che si perdono e si ritrovano senza troppi problemi nell'immensa metropoli), la trama si complica inutilmente con l'arrivo del capo dei ribelli Atlas, per poi semplificarsi eccessivamente nella "resa dei conti". Per fortuna che c'è Rintaro che, con un colpo da maestro, rende indimenticabile un finale forse un po' sbrigativo, grazie ad una inattesa e splendida "I can't stop lovin'you" di Ray Charles che arriva dritta al cuore degli spettatori. L'effetto suggestivo dato dalla canzone è veramente efficace, perfetto sigillo per il film e momento indimenticabile per lo spettatore.

Tutto questo valga come risposta anche per chi ha definito il film "freddo e senz'anima". OK, non tutti i personaggi sono ben caratterizzati o sufficientemente profondi; ma almeno la piccola Tima, inesperta come un uccellino caduto dal nido e alla continua ricerca della sua identità, è una figura intensa e commovente; e il suo affetto per Kenichi, timidamente ricambiato, è una degli aspetti migliori del film. Se non versate nemmeno una lacrima nello struggente finale, vuol dire che i robot probabilmente siete voi.

Film complesso, smisurato ed imperfetto, "Metropolis" non soddisfa pienamente le aspettative altissime che i nomi coinvolti facevano sperare. Ma resta comunque una esperienza indimenticabile e non facile, imperdibile per gli animefans e consigliatissima a chi ancora ritenesse l'animazione "solo una cosa da bambini".

In Italia il film ha beneficiato di una (minima) distribuzione nei cinema, ad opera della Keyfilms, e di una ottima edizione in DVD della Columbia TriStar: addirittura due dischi ricchi di contenuti speciali interessanti (interviste, making of), senza niente da invidiare alle edizioni straniere (escluso l'irraggiungibile cofanetto deluxe giapponese, che conteneva, oltre ai dischi, il libro con gli storyboards completi).



Copyright © Animanga Netgate   Written by: Shinji Ikari
Original work: Metropolis
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