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Berserk
Titolo: Berserk No, Berserk è molto, molto di più! Tratto dall'omonimo manga di Kentaro Miura, questo anime si distingue per i suoi toni forti e cupi: decisamente adatto ad un pubblico adulto, Berserk è ricco di cruenti combattimenti, ambizioni sfrenate e forti sentimenti come odio profondo, paura, disperazione, rispetto, passione ed amicizia. Ambientato in un'epoca simil-medievale, l'anime comprende 25 episodi che seguono piuttosto fedelmente la trama del manga, arrivando, però, solo fino al 13° volumetto. LA STORIASin dalla prima puntata, si capisce che Berserk ha qualcosa di particolare ed unico. L'anime inizia introducendo Gatsu, il Guerriero Nero, presentato come un uomo cupo e violento (nonostante salvi una ragazzina da una brutta situazione), con caratteristiche fisiche non proprio ordinarie, dato che è orbo e che possiede un braccio meccanico, oltre ad una spada gigantesca: l'Ammazzadraghi.Dalla seconda puntata in avanti parte un lungo flashback, in cui viene raccontata la sua storia e gli eventi che lo porteranno a vestire i panni dell'oscuro Guerriero Nero, rendendone chiari gli scopi. La vita di Gatsu si rivela difficile già dal principio: orfano, trovato ai piedi della madre impiccata partoriente, viene duramente allevato da una compagnia di mercenari; Gambino, che nonostante tutto si prende carico di lui, lo educa all'uso delle armi, negandogli comunque affetto e considerazione . Gatsu mostra già da piccolo di possedere grandi doti di guerriero, maneggiando una spada "troppo grande per un bambino così piccolo", e proprio questa sua abilità lo aiuterà a sopravvivere una volta abbandonati i mercenari, avendo ucciso, per difesa, Gambino. Una svolta decisiva nella vita del giovane arriva quando, perdendo un duello, è costretto ad entrare nella Squadra dei Falchi, una compagnia di mercenari comandata dall'ambizioso Grifis (il vincitore del duello). ![]() I PERSONAGGIIn Berserk sono molti i personaggi importanti e degni di nota. Innanzitutto è bene parlare di Gatsu che, nonostante sia un mercenario con il combattimento nel sangue, si pone delle domande e cerca il confronto con chi stima (ovvero Grifis): ciò lo rende un personaggio estremamente umano.Fondamentale è Grifis, che con la sua ambizione spingerà inconsapevolmente Gatsu a lasciare la Squadra dei Falchi per trovare il suo scopo nella vita: questo abbandono da parte di Gatsu sconvolge Grifis al punto di commettere un grossolano errore che costerà a lui indicibili torture e ai suoi sottoposti la persecuzione. Grifis e il suo ciondolo, il Bejelit scarlatto, sono il fulcro dell'intera vicenda: da loro scaturirà la sofferenza di Gatsu e dei suoi compagni. Imporante è anche la coraggiosa Caska, l'unica donna della compagnia che instaura con Gatsu un rapporto inizialmente molto teso, data la sua gelosia per il legame tra lui e Grifis. Caska è un personaggio molto complesso: inizialmente attratta da Grifis e dalla determinazione nel seguire il suo sogno, in seguito si rende conto di amare Gatsu. Altri componenti della Squadra dei Falchi sono: Pipin, un uomo tranquillo e taciturno; Rickert il più giovane ed affezionato a Gatsu; l'abilissimo lanciatore di coltelli Judo, un ragazzo leale e un personaggio veramente positivo; infine Kolcas, un uomo egoista ed infido. Di fondamentale importanza è anche Zood: una creatura immortale sempre in cerca di avversari con cui scontrarsi, che preannuncia a Gatsu la morte...anche se non sarà questa a cogliere il giovane mercenario, ma una disperazione e una rabbia inimmaginabili. ASPETTI TECNICILe animazioni e il character design di Berserk sono ben fatti, di buona qualità, e la visione risulta gradevole: contrariamente ad alcune tavole del manga, i combattimenti sono piuttosto comprensibili. Unico neo è l'atmosfera che spesso si distacca da quella molto più cupa ed opprimente del manga.Le musiche non sono molte, ma quelle presenti sono molto buone ed appropriate, soprattutto quelle che sottolineano i momenti di serenità o le battaglie (come la bellissima e marziale "Forces"). La sigla iniziale "Tell me why" è rockeggiante e orecchiabile, accompagnata da buone animazioni, mentre quella finale "Waiting so long" è più dolce e malinconica, e mostra come sfondo i bellissimi ritratti dei personaggi principali. IMPRESSIONIL'anime di Berserk è degno di essere visto e apprezzato, essendo caratterizzato da una storia scorrevole ed interessante, ricca di personaggi non banali che tessono tra loro rapporti profondi e ricchi di conseguenze: tuttavia la versione italiana ha delle pecche che è difficile tralasciare, e che "svalutano" non poco questo anime. Innanzitutto, nonostante il passo avanti di Mediaset nel trasmettere una anime per adulti, c'è da dire che la messa in onda non è stata entusiasmante, considerando i continui cambi di orario e la mancanza di informazioni al riguardo; inoltre la fastidiosa pubblicità a metà episodio spesso e volentieri tagliava i dialoghi.Ora veniamo alle censure: nonostante sia stato detto e ripetuto che Berserk sarebbe stato trasmesso senza censure, è provato, guardando le puntate in originale, che manchino delle scene anche se questi tagli potrebbero essere stati fatti prima dell'arrivo dell'anime in Italia. Altri punti a sfavore della versione italiana sono il doppiaggio e l'adattamento dei nomi. Il doppiaggio dell'anime secondo me non è dei più appropriati: attenzione, non sto affatto dicendo che i doppiatori abbiano fatto un cattivo lavoro, al contrario, però non mi sembra che la voce di Patrizio Prata (che reputo bravissimo) per Gatsu sia quella più adatta. Purtroppo i nomi originali (e qui impiegati) non sono stati utilizzati, ma storpiati in Guts, Cashka, Griffith, Gidò, Peter (ma come?), Korcus e Berit. Questo fa storcere il naso a molti appassionati della versione cartacea, ma purtroppo le cose stanno in questi termini. Che dire di più? Si potrebbe parlare per ore e ore di Berserk: io posso dire solo che l'anime mi è sembrato buono e che mi ha invogliata a leggere anche il manga, pertanto lo consiglio (soprattutto a chi non si fa impressionare dal sangue).
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