Appuntamento a Belleville di Sylvain Chomet (cartoons)

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 cartoons - Appuntamento a Belleville

Appuntamento a Belleville

© 2003 Sylvain Chomet



Titolo: Appuntamento a Belleville
Anno: 2003
Autore: Sylvain Chomet
Sceneggiatura: Sylvain Chomet
Direttore animazione: Sylvain Chomet
Character Design: Sylvain Chomet
Musiche: Benoit Charest, Mathieu Chedid
Titolo originale: Les Triplettes De Belleville
Paese: Belgio/Canada/Francia

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TRAMA

Francia, fine anni '50. Il piccolo Champion è un bambino silenzioso e senza interessi, che trascorre apaticamente le sue monotone giornate in compagnia di Madame Souza, la sua simpatica nonnina. La vecchietta tenta amorevolmente di trovare un hobby a cui il piccolo si appassioni, ma non c'è nulla da fare: Champion non si dimostra portato per la musica, non si diverte con il trenino e non si entusiasma troppo nemmeno giocando con il cagnolino Bruno. L'espressione triste del piccolo sembra destinata a non scomparire mai, finché Mme Souza scopre casualmente il vero amore di Champion: il ciclismo. Una bici in regalo, e per la prima volta la gioia del bambino è evidente; da allora, la vita di entrambi cambia.

Passano gli anni; Bruno è diventato un ingombrante cagnone il cui unico interesse è abbaiare regolarmente al treno che passa, e Champion si è invece trasformato in un provetto ciclista, i cui muscolosissimi polpacci sono il frutto di anni di costante e bizzarro allenamento impartito senza sosta dall'intraprendente nonnetta. Champion passa le sue giornate a pedalare, al ritmo del fischietto di Mme Souza la quale lo segue senza apparente fatica anche per le salite più impervie, in sella alla vecchia biciclettina a rotelle del ragazzo.
E, dopo tanti sacrifici, Champion è diventato un campione di nome e di fatto, pronto per realizzare il suo sogno e partecipare, finalmente, al Tour de France.

Ma durante la gara, in un'estenuante tappa di montagna, Champion è rapito da una coppia di impassibili mafiosi, che lo sequestrano per sfruttarlo in un losco affare; senza mai perdersi d'animo, l'arzilla nonna ed il buon Bruno si mettono sulle tracce dei malviventi seguendoli -letteralmente- per mare e per terra, fino a giungere nella caotica metropoli di Belleville. Qui Mme Souza incontra un trio di vecchiette quantomeno bizzarre, ex cantanti di varietà degli anni'30 e voraci mangiatrici di ranocchie; le strambe nonnette la ospitano senza indugi nella loro casa, aiutandola nella ricerca del povero Champion, che nel frattempo è usato, suo malgrado, per un giro di scommesse ciclistiche clandestine.

Riusciranno le nonnine a sconfiggere i mafiosi e a liberare Champion? A voi scoprirlo. Di certo, sarà un'impresa improbabile e sgangherata, proprio come le eroine che la compiranno.

 Appuntamento a Belleville di Sylvain Chomet (cartoons)

COMMENTI

Accolto da un trionfo di pubblico e critica senza precedenti in patria (ovazione di cinque minuti all'ultimo festival di Cannes, dove era presentato fuori concorso, e vittoria al festival dell'animazione di Annecy), "Appuntamento a Belleville" è il primo lungometraggio di Sylvain Chomet. Il film, salutato anche dai quotidiani italiani come un piccolo capolavoro, è in effetti un prodotto eccellente, nonché un oggetto davvero insolito nel panorama dell'animazione mondiale, tanto distante dalla saccarina disneyana quanto dalla complessità di certa produzione giapponese. Chomet ha fatto innanzitutto un gran lavoro grafico, che dà al film un look particolarissimo, grottesco ed antinaturalistico -in perfetta sintonia, quindi, con la bizzarria della trama-; i personaggi sono tutti caricaturali, i lineamenti esasperati, i corpi sgraziati e buffi; allo stesso modo, i paesaggi e i luoghi sono ugualmente messi in caricatura.

Vediamo quindi una Madame Souza raggrinzita e zoppa, con gli occhi ingigantiti dietro le spesse lenti; ammiriamo Champion dalle sproporzionate gambe e dal busto esageratamente filiforme, occhi a palla e naso chilometrico (un po' una caricatura di Fausto Coppi); ridiamo dei mafiosi di forma rettangolare (letteralmente: vedere per credete) che camminano appaiati fondendosi l'uno nell'altro a creare una sorta di muro minaccioso. E le auto, le navi, le strade, i palazzi: tutto è rappresentato in forme esagerate e ridicole. Eppure, grazie alla capacità di coinvolgimento che il film sa dare, tutto diviene perfettamente credibile, per quanto buffo.

Altra grande particolarità del film è a livello sonoro: il film è infatti quasi totalmente privo di dialoghi, se si eccettuano le voci provenienti sporadicamente dalle TV e dalle radio. Una scelta radicale che, grazie ad una regia di rara sapienza, non pesa mai sull'andamento della trama; non si sente mai il bisogno che i personaggi parlino, tanto sono eloquenti e credibili i loro gesti e le loro espressioni. Madame Souza e gli altri non hanno bisogno di parlare; il fisico e gli atteggiamenti li caratterizzano perfettamente. Anzi, il silenzio è perfetto per commentare scene di una certa malinconia, come la tristezza di Champion bambino (e la prima volta che sentiamo la sua voce, non a caso, è quando egli sospira di gioia nel vedere la sua bici nuova).

L'assenza di dialoghi è inoltre fondamentale per dare al film un aspetto da comica muta surreale, dove l'assurdità delle situazioni non ha bisogno di ulteriori battute per accrescere il divertimento. Il risultato è simile a quello dei film di Jacques Tati (che infatti compare in un manifesto nel film), dalla comicità garbata e stralunata.
Ovviamente la mancanza di dialoghi è compensata da un'ottima musica che rivisita i ritmi jazzati degli anni '30 e il boogie, aggiungendovi delle sonorità moderne molto particolari. Onore a Ben Charest, autore della colonna sonora.

La trama, poi, è coinvolgente ed originale quanto basta per appassionarsi; ma sono soprattutto i piccoli dettagli che rimangono nella memoria; Chomet ha dato spazio alla sua fantasia sfrenata per creare un mondo fatto di piccole cose, tutte strambe e surreali, ma profondamente coinvolgenti: il film diverte, commuove e soprattutto ha rispetto per l'intelligenza del pubblico. La regia non si sofferma mai troppo sui dettagli, non calca mai la mano, dà al pubblico il tempo e lo spazio necessario per entrare nel mondo del film, per coglierne le battute, le sottigliezze, le piccolezze. "Appuntamento a Belleville" ha cuore, intelligenza e stile. Detto questo, è ovvio che il film sia principalmente rivolto agli adulti, ma la sua comicità non mancherà di deliziare anche i bambini, specialmente quelli meno assuefatti agli stereotipi natalizi disneyani.

Tecnicamente, l'animazione è ineccepibile, per quanto non particolarmente spettacolare; ma non è difficile notare la grande cura profusa in ogni dettaglio. C'è un impiego notevole di CGI, che, per quanto non sempre perfettamente integrata, non è mai usata a sproposito.

Difficile è trovare dei difetti a questo film; forse non è il capolavoro assoluto che certa stampa italiana -magari ignorante in fatto di "cartoni"- ha voluto riconoscere, ma resta comunque un prodotto fondamentale nel panorama dell'animazione non solo di oggi. La lodevole Mikado lo ha distribuito con grande rapidità, quindi non resta che sperare che anche il pubblico si accorga di questo unico gioiellino. In particolare, chi si definisce un fan dell'animazione e si lancia in ardenti proclami contro lo strapotere disneyano e contro i pregiudizi che ancora affliggono il genere del "cartoon", non può poi permettersi di lasciarsi sfuggire l' "Appuntamento a Belleville".



Copyright © Animanga Netgate   Written by: Shinji Ikari
Original work: Appuntamento a Belleville
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