Pompeo - Un autoritratto dell'anima di Andrea Pazienza (fumetti)

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 fumetti - Pompeo di A. Pazienza

Pompeo di A. Pazienza

© 1987 Andrea Pazienza



Titolo: Pompeo di A. Pazienza
Anno: 1987
Autore: Andrea Pazienza
Nato il: 23 maggio 1956
Nato a: San Benedetto del Tronto (Ascoli)
Morto nel: giugno 1988
Morto a: Montepulciano
Primo fumetto: Penthotal (1977)

Dovevo scrivere un articolo su Andrea Pazienza, invece ho finito per scrivere un articolo su Pompeo: stavo per farmi trasportare fino a trasformare l'articolo su Pompeo in un articolo su di me...

...ma mi sono trattenuto. Non ho mai scritto su un fumetto, forse perché il mio tipo di studi non me ne ha dato l'occasione, ma ho avuto sempre una speciale predilezione per Pazienza in generale e Pompeo in particolare, che si fa apprezzare per una questione di mezzi espressivi e per una questione di altezza del risultato. Al di là di ogni oggettività critica posso dire che nessun fumetto mi ha mai fatto tanto effetto come "Gli ultimi giorni di Pompeo".

L'AUTORE

Parlando dell'autore si può dire che nacque nel 1956 ad Ascoli e morì nell'88 a Montepulciano, era soprannominato Paz, esordì nel '77 con le avventure di Pentothal, le sue storie più importanti sono quelle incentrate attorno a Pompeo e a Zanardi, il sellerone biondo dal naso adunco che sfoga la sua noia di vivere in un magistrale esercizio della crudeltà. Paz si dedicò anche alla satira politica ma con risultati non paragonabili a quelli delle sue storie. Andrea Pazienza era bello e bravo, lo sapeva e non se ne schermiva, praticava il kendo, un'arte marziale che prevede l'uso della spada, parimenti usava una spada, ma d'altro tipo, per assumere l'eroina di cui morì e che tanta parte ha nella storia di cui trattiamo.

LA STORIA

Gli Ultimi giorni di Pompeo - Fino all'Estremo, è l'episodio conclusivo della serie di fumetti su Pompeo, ma si presenta come una storia a sé stante e come tale è stato edito. Narra la routine-rota dell'insegnante di fumetto Pompeo nei suoi ultimi giorni di vita, e la sua morte annunciata è un ambiguo suicidio. Il protagonista è un giovane stanco della sua vita, con una voglia di riscatto, ma non seria e una visione del proprio futuro tutt'altro che definita. Pompeo è un fumetto anomalo, con poca china e molto pennarello, con pochi dialoghi e molti pensieri, dei quali "la vecchiezza è una Roma, senza burle e senza ciance, che non prove richiede dall'attore, ma una completa, autentica rovina" detto di sé a 29 anni è assurdo e sconvolgente, sembra anche un po' Petrolini.

 Pompeo - Un autoritratto dell'anima di Andrea Pazienza (fumetti)
La forma particolarissima di questo lavoro è quella di in diario non razionalizzato, fatto ancora solo di immagini, di sensazioni fisiche e di frasi apparentemente prive di senso e che spuntano dall'inconscio saltando i nessi logici con il contesto del racconto. I personaggi che compaiono non hanno una storia e non vengono precisamente identificati nei loro rapporti con il protagonista, come se la loro storia venisse data per scontata. Questo tipo di racconto sembrerebbe ancora più intimo e autoreferenziale di un diario, ma invece di escluderci dalla sua comprensione la sua forma ci fa arrivare il suo messaggio nella maniera più diretta efficace e viscerale.

MIE IMPRESSIONI

Secondo me la genialata del fumetto è proprio il fatto che adotta una struttura camuffata da caso caos e da assenza di struttura, ma a ben guardare il variare dello stile e dell'impaginazione dipende dal variare degli stati di corpo e d'animo del protagonista: se Pompeo è vigile e sta agendo la pagina sarà narrativa e lineare, se è distratto o delira lo stile tende all'astrazione, se il peso del corpo e del dolore prendono il sopravvento la pagina è statica come un quadro ed il disegno è pittorico e chiaroscurato.

Pazienza era conscio di questa sua abilità nel modulare il suo stile e piegarlo alle più diverse esigenze narrative, ed amava definirsi "un fumettista eclettico" , essendo egli, dal narciso che era, pressoché privo di modestia, amava definirsi anche un genio ed un enfant prodige. Dal nostro fumetto emergono chiaramente questi tratti di narcisismo e alta considerazione di sé, e nel complesso si può dire che siamo di fronte ad un dichiarato autoritratto, di più ad un ritratto dell'anima, il che spiega anche la scissione tra protagonista e narratore.

Tratto fondamenta le del narcisimo è il suo lato b, cioè lo schifo di sé e l'abbrutimento in cui il protagonista si spinge alla sua tragica fine dopo un lungo tormentarsi nella melma dell'eroina; conscio della sua grandezza il nostro Pompeo affonda con inspiegabile normalità e nonchalance nei bassifondi più squallidi che l'ambiente dello spaccio e del consumo della droga possano presentare. Per chi non lo sapesse ricordo anche che i tratti somatici la professione e le passioni di Pompeo sono né più né meno quelli dell'autore.

Oltre a trovare in questa altalena tra cielo ed inferno un pezzo di me e, presumo, qualcosa di comune un po' a tutti, ho trovato che la storia di Pompeo si inquadra bene in mezzo ai racconti di quella generazione un po' geniale ed un po' sciagurata che è stata giovane tra la fine degli anni '70 e gli anni ottanta, e che si è bruciata un po' per l'aids un po' per l'eroina alla fine del decennio di Reagan e della Tatcher. Sto pensando soprattutto a certi racconti di Pier Vittorio Tondelli in cui vediamo le stesse persone sensate, intellettualmente dotate e fondamentalmente buone distruggere almeno un pezzo della loro vita o abbruttirsi negli scenari più squallidi, ed è cosa notevole che non siano storie di bassifondi un po' di genere, non avventure di criminali ma storie di conflittuale normalità.

Anche la forma della parola e le radici culturali forti e veramente colte sono un terreno comune di Pazienza e gergo giovanile Tondelli, il e i dialetti e la lingua letteraria si fondono e si armonizzano, comune è l'ironia, specialmente quella nera, comune la conoscenza e la citazione di poeti e filosofi. Pazienza e Tondelli si conoscevano, vivevano nella stessa città, Bologna, e gravitavano attorno all'ambiente del DAMS, che viveva allora la sua stagione di massimo fulgore. Dal che deduco: il Paz non è solo un fumettaro, è un po' più artista, un po' più poeta e intellettuale degli altri.

In conclusione ringrazio chi mi fece conoscere il Paz e ricordo che sul web ci sono moltissime di cose interessanti sue e su di lui.



Copyright © Animanga Netgate   Written by: cesare tartufato
Original work: Pompeo di A. Pazienza
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