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![]() 20th Century Boys
Titolo: 20th Century Boys In realtà, se proprio ci fosse bisogno di definire questo manga con una parola, questa è "ricordo". TANTO TEMPO FA......agli inizi degli anni '70, un gruppo di bambini giapponesi fantasticava di robot giganti, virus mortali e salvezza del mondo.Certo nessuno di loro avrebbe mai immaginato che queste fantasie sarebbero diventate realtà, o meglio, che qualcuno fra di essi avrebbe trasformato il quaderno in cui venivano scritte in una sorta di libro delle profezie della fine del secolo. Nella prima parte della storia è Kenji, uno dei ragazzini di cui sopra, ad essere protagonista: è un commesso in un minimarket in franchising, ormai adulto, e si ritrova ad accudire la nipote che la sorella ha riportato a casa poco prima di sparire nuovamente. Da quel momento si ritroverà invischiato in una strana storia che coinvolge la società giapponese a tutti i livelli, orchestrata da un misterioso personaggio che si fa chiamare "L'Amico", fondatore di una sinistra setta che ha fra i suoi obiettivi il controllo del paese. E' molto difficile parlare di trama in questo fumetto: non perché non esista, beninteso, ma per due motivi fondamentali. Il primo è che la narrazione si svolge su piani differenti, rimbalzando dal passato al presente e dal presente al futuro; la seconda è l'innata abilità dell'autore di prenderti alla sprovvista, di convincerti che in fin dei conti non c'è niente di scontato e che non sempre le cose sono quelle che pensi. Faremo quindi la conoscenza, nel passato come nel presente, di tanti personaggi che ruoteranno attorno a Kenji per aiutarlo a dipanare l'intricata matassa di avvenimenti che stanno attorno all'Amico ed al suo simbolo, una mano dentro ad un occhio: Occio, che ha condotto una vita strana fra misticismo e bassifondi in estremo oriente; Yukiji, "la bambina più forte del mondo", ora doganiera all'aeroporto; i cattivissimi gemelli Yanbo e Marbo, ora industriali, e ancora Croakki, Maruo, Donkey... e Choo, il poliziotto che indaga sulla setta dell'Amico, con Yama, il collega che lo tradirà... una moltitudine di personaggi, ognuno con la sua storia e i suoi ricordi. ![]() CHI, COSA, COME, DOVE, QUANDOSono tutti tasselli di una storia che viene costruita come un gigantesco puzzle, al cui centro, come tassello finale, sta l'identità del misterioso compagno di scuola di Kenji che adesso si fa chiamare L'Amico. Tasselli sono i ricordi sfuocati dell'infanzia con tutto ciò che la componeva (e Urasawa spesso si fa sfuggire la nostalgia per quel periodo); tasselli sono i suoi amici e le loro esistenze passate e presenti, tasselli sono i movimenti di persone sconosciute, tasselli sono le abitudini e le convinzioni della società giapponese attuale ma soprattutto di quella passata, tasselli sono le rivelazioni di uno strano vecchietto che fa il mendicante e che viene chiamato "Dio".All'inizio del primo volume subdolamente l'autore ci convince che tutto sarà risolto al capodanno del nuovo millennio: un gigantesco robot camminerà per le strade di Tokyo seminando un virus mortale ma i nostri eroi lo bloccheranno, per l'imperitura riconoscenza del genere umano. Volume 5, Capitolo 7: siamo nel 2014. Kana Endo, la nipote di Kenji, fa il suo ingresso in scena. Corri a rileggerti il volume 1 e scopri che è lei la ragazza che, a pagina 10, si sveglia nel cuore della notte al rumore del mostro di metallo. Maledetto Urasawa. Alla fine di ogni volume, compilato secondo la rigorosa regola "per ogni risposta, altre due domande", c'è soltanto una cosa che vuoi assolutamente sapere. Quando esce il prossimo numero? NAOKI URASAWANato nel 1960, è passato professionista nel 1983 quasi per caso, dopo aver mandato un racconto breve ("Beta", reperibile sulla raccolta NASA) alla Shogakukan per il suo concorso annuale dedito alla ricerca di nuovi artisti. Incerto su questa opportunità lavorativa, ha comunque prodotto due brevissimi serial in proprio ("NASA" e "Odoru keikan - Il poliziotto danzante") prima di dedicarsi all'illustrazione di "Pineapple Army" su testi di Kazuya Kudo. Il suo stile, un po' insolito nella costruzione della tavola anche se tipicamente giapponese come tratto, è solido e preciso, ma è sicuramente superato dalla sua capacità di raccontare in modo scorrevole e dinamico le storie. Il suo primo, grandissimo successo personale lo ottiene con "Yawara!", la storia di una giovane judoka dibattuta fra lo sport e il desiderio di una vita normale, che oltre a generare una serie TV ed alcuni lungometraggi ha anche prodotto un aumento considerevole di adepte per questa disciplina. Seguono "Master Keaton" (su testi di Hokusei Katsushika), "Happy!" e lo psicothriller "Monster".
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