Peanuts di Charles M. Schulz (fumetti)

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 fumetti - Peanuts

Peanuts

© Charles M. Schulz
© Baldini & Castoldi



Titolo: Peanuts
Casa ed.: Baldini & Castoldi
Autore: Charles M. Schulz
Casa ed.Usa: varie testate quotidiane
Colore: sia B/N che colore
Volumi: 41
Costo: 4 € circa

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» Peanuts!

Prendete un etto di comicità, un cucchiaio di ironia, una buona dose di sarcasmo e un pizzico di cinismo, infine unite il tutto a un bel po' di fantasia... come dite? Cosa potrebbe saltare fuori da una simile ricetta? Semplicissimo: quel successo senza tempo che risponde al nome di Peanuts!

Certo, sentire parlare di Charlie Brown e soci in questi termini non è usuale, anzi tutto l'opposto ma è anche vero che dare una definizione per un fumetto così non è esattamente facile. A prima vista infatti potrebbe sembrare una semplice fotografia di un gruppo di bambini, ma, a ben guardare, si scopre che non sono tali: non si esprimono come dei semplici bambini, non hanno la loro spensieratezza. Al contrario, spesso sono stressati, nevrotici, cattivi, sarcastici, proprio come lo sono gli adulti, che però hanno perso qualcosa che invece i bambini di Charles M. Schulz conservano intatto: il candore.

Proviamo a cominciare dall'inizio. Nei primi anni Cinquanta un autore pressoché sconosciuto comincia a pubblicare alcune tavole settimanali dal titolo "Lil' Folks" su un quotidiano a discreta tiratura. Il disegnatore era Charles Monroe Schulz e il fumetto era il prototipo dei Peanuts, che faranno la loro comparsa il 2 ottobre 1950, per rimanere sulla scena internazionale fino al 13 febbraio 2000, ovvero il giorno successivo alla morte del loro creatore.

Cinquant'anni di storia, circa 20.000 tra strisce e tavole disegnate rendono perfettamente l'idea di quanto questi bambini atipici, senza tante pretese né clamori, siano entrati nel cuore di milioni di lettori affezionati. Alcuni cultori di fumetto italiani dicono anche che furono proprio i Peanuts a far entrare questa forma d'arte nel mondo degli intellettuali nostrani.

Da un punto di vista prettamente grafico l'opera di Schulz è quanto di più semplice si possa immaginare e anche le tavole a colori, quelle domenicali, non si segnalano per particolari peculiarità figurative. Sembra anzi che in questo i Peanuts si pongano in antitesi agli altrettanto famosi "comics" americani, ai vari Uomo Ragno, Superman, X-men, a quelli che vengono in mente quando si parla di fumetto made in USA. Eppure è difficile, per chi li conosce un po', confondere Linus con Charlie Brown o Sally con Lucy.

Questo perché l'autore è riuscito a dare ad ognuno di essi una connotazione fisica ben definita, pur mantenendo un tratto essenziale, al limite dello schematico. Anche negli anni novanta, con l'introduzione dei retini, le cose non sono cambiate molto. In questo si può dire che risieda uno dei "marchi di fabbrica" di questo fumetto, un tratto distintivo che non lascia tempo per chiedersi a che cosa ci si trova davanti.

 Peanuts di Charles M. Schulz (fumetti)
Sarebbe comunque riduttivo focalizzare l'attenzione solo sull'aspetto dei Peanuts; come si diceva all'inizio; infatti, ciò che rende unica quest'opera è ben altro!!!

Lo stile narrativo di Schulz potrebbe benissimo essere paragonato a quello di un fotografo che, con impareggiabile senso teatrale, fissa su una pellicola tutta una serie di situazioni che fanno parte della nostra vita quotidiana. A rendere particolare il tutto è che a viverle, ad andare in scena sul palco della vita, non sono degli adulti, ma dei bambini che si prestano ad interpretarli. Detto così sembrerebbe quasi che l'autore si limiti a mettere in farsa quello che succede nella vita reale, eppure, leggendo qualche tavola, non si ha minimamente questa impressione, sembra anzi che lo scopo sia soffermarsi, anche solo per un momento, su quello che accade nella realtà.

L'elemento che ci fa capire che si tratta di finzione - e che quelli sulla carta sono pur sempre bambini - è il candore tipico dei piccoli, elemento sapientemente dosato da Schulz. Nei momenti in cui il raziocinio viene meno è infatti il candore che compare come elemento risolutore, riportando la nostra attenzione sulla vera natura degli attori. Bambini appunto.

Tutti questi elementi si possono ritrovare in quelli che sono forse i due personaggi più rappresentativi dell'intera opera ( o forse quelli che più facilmente entrano nei cuori dei lettori). Si parla ovviamente di Charlie Brown e del suo cane Snoopy.

Molti di voi staranno pensando che, gira e rigira, si finisce sempre per prendere questi due personaggi come esempio. Vi assicuro che non è un caso. Dal punto di vista di chi scrive, infatti, rappresentano, metaforicamente, le due facce dell'uomo di tutti i giorni.

Charlie Brown è la realtà che viviamo quotidianamente, fatta di dubbi, di ansie e di incertezze, ma anche di piccole gioie. Contrassegnato da una perenne sfortuna, un po' alla Fantozzi, è comunque la persona che non si arrende, che nonostante tutto va avanti, che trova uno spiraglio di luce dove altri vedrebbero solo buio. Sono questi gli elementi che lo rendono così tragicomico, ma anche così umano. Talmente umano che identificarsi con lui è quasi naturale.

E Snoopy? Facile. Snoopy è il volo pindarico, è l'altra faccia dell'uomo di tutti i giorni, quella che nessuno vede, quella che tutti possiedono e che a tutti è tanto cara. Intendiamoci, l'eclettico bracchetto non rappresenta la fuga dalla realtà, ma semplicemente la pausa dal solito tran-tran quotidiano: quel piccolo stacco che premette di rifiatare. Del resto a quanti non è capitato di pensare "Ecco l'asso della I Guerra Mondiale che sale sul suo Sopwith Camel..."?

Si potrebbero spendere fiumi di parole sulle avventure/disavventure di questi due eroi, ma questo non è un trattato, è una semplice recensione, il cui unico scopo è dare uno spunto che invogli alla lettura di questo capolavoro.

Un ultimo consiglio: accingendovi alla lettura dei Peanuts dimenticatevi delle molte analisi che sono state fatte su questo fumetto, compreso il punto di vista espresso in questa recensione. Questo perché come ogni forma d'arte, anche l'opera di Charles M. Schulz sottostà a interpretazioni soggettive, le vostre interpretazioni. E per esse c'è bisogno solo di un po' di attenzione e di fantasia....

Per chi volesse dedicarsi alla lettura dei Peanuts, va segnalato innanzi tutto il periodico che li ha fatti conoscere in Italia, ovvero "Linus". Se invece vi interessassero le raccolte, ne esistono diverse che raccolgono le strisce disegnate da Schulz secondo vari criteri di catalogazione, cronologico o a tema.



Copyright © Animanga Netgate   Written by: Justarius
Original work: Peanuts
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