Neon Genesis Evangelion di Hideaki Anno (anime)

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 anime - Neon Genesis Evangelion

Neon Genesis Evangelion

© Hideaki Anno
© Dynit



Titolo: Neon Genesis Evangelion
Casa ed.: Dynit
Autore: Hideaki Anno
Titolo jap.: Shinseiki Evangelion
Casa ed. jap.: Gainax
Episodi: 26

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Hideaki Anno è l'artefice di un sogno visionario. Yoshiyuki Sadamoto è il character designer che lo rende realtà. Dopo aver dato vita alle vicende di Nadia, li ritroviamo assieme, creatori di un'opera di dimensioni mastodontiche per angoli di visuale, eppure di precisione quasi certosina.
Neon Genesis Evangelion significa rivoluzione dell'animazione robotica, esplorazione ed evoluzione della psicologia del personaggio, commistione tra religione e paganesimo, fede e scienza, realtà e leggenda.
L'anime può essere analizzato su vari piani di lettura, dal più semplice al più contorto.
Nell'incipit narrativo dell'opera si possono notare numerosi collegamenti con l'animazione robotica della generazione precedente (si pensi ai mecha di Gundam piuttosto che ai più datati robottoni nagaiani) ma nello stesso momento ci si accorge immediatamente che le unità Evangelion sottostanno a numerose e più rigide regole di funzionamento. Quando le giornate di tanti anni fa si riempivano di "alabarde spaziali" o di "pugni rotanti", di armi finali come "la forza del sole", nessuno di noi si è mai domandato dove quei robot prendessero l'energia per funzionare, con che propulsione volassero e si muovessero nel cielo (salvo poi la nascita di fenomenali domande pazze quando l'età e la ragione ci portò a scoprire i numerosi paradossi di quei robot).

In Neon Genesis Evangelion invece scopriamo che l'energia per funzionare viene fornita alle unità grazie a un congegno chiamato "umbilical cable" e che in assenza di tale dispositivo la funzionalità della macchina cala drasticamente a valori variabili a seconda dell'utilizzo delle risorse. Oppure scopriamo che non volano, e che non hanno armi di dubbia spiegazione funzionale. I combattimenti sono rapidi, incerti e esulano dallo schema tipico della vecchia tradizione (vantaggio dell'eroe / svantaggio dell'eroe / vittoria decisiva dell'eroe). La serie, fino al momento della maturazione della trama, può soddisfare già i palati più fini in fatto di animazione robotica. Ma si nota che la lettura robotica è la più semplice e la meno appetitosa.

Ben presto spuntano intrighi, misteri e riferimenti ad una serie di argomenti di interesse topico. La religione, la scienza genetica, gli intrighi di potere, rubano lentamente la scena ai combattimenti puri, fino a giungere alla quasi sconcertante (come se Daitarn o Grendizer non avessero combatutto in un episodio) presenza di interi episodi in cui i combattimenti mancano del tutto. Anno sembra voler rompere molti legami con tutto ciò che è stato fino a quel momento, senza però creare una frattura globale tra sé e il passato.

Ma il genio (o sregolatezza) di Anno non si ferma a questo ruolo di innovatore: il suo capolavoro, che per molti è quasi frutto del caso e delle difficoltà economiche di produzione, sono gli ultimi due episodi. Lungi da introdurre spoiler in questo articolo, basti sapere che Anno fa quello che qualunque suo fan avrebbe definito omicida e criminale, mettendo da parte l'intera storia per concentrare tutto il suo sforzo e tutta l'ultima ora di produzione sull'unico protagonista della sua storia. Dico "sua" perché nell'animo dei fan quasi tutti i personaggi di questa saga hanno trovato uno spazio e sono assurti al ruolo di protagonisti, mentre per Anno solo la storia di uno dei personaggi, in finale di partita, merita di avere una conclusione. Solo uno dei personaggi merita di sapere qual è il suo destino, mentre tutti gli altri devono restare nell'ombra, ignari della loro sorte, definitivamente collocati ai piedi dell'eroe, di Dio.

Ma il successo in terra natale e le pressioni dei fan hanno prodotto una dicotomia, hanno obbligato Anno a ricostruire un finale in cui tutti trovino collocazione. Finale di cui, a detta di molti, era stata già decisa l'esistenza, ma che io preferisco pensare partorito in fretta e furia, vittoria dei fan più curiosi ed esigenti.

 Neon Genesis Evangelion di Hideaki Anno (anime)
E così dopo il 24° episodio della serie televisiva si assiste a una dicotomia: i due episodi finali della serie TV, definibili come "l'introspezione dell'ego del protagonista", si affiancano ai due film per il grande schermo (di cui il primo mero riassunto e il secondo vero e proprio epilogo alternativo) che definirei "l'alba dell'uomo" (prendendo a prestito un paragrafo dell'Odissea Kubrickiana) per il suo ruolo di spiegazione dell'intera vicenda dell'universo evangeliano.

LA STORIA

Anno 2000 - Antartide.
Una grande esplosione, il secondo impatto sulla superficie terrestre, sconvolge il mondo. Il livello dei mari aumenta di circa 80 metri, le stagioni in gran parte del mondo cambiano in modo radicale, scatenando epidemie, catastrofi ambientali ed estinzione di numerose specie animali e vegetali. La popolazione mondiale si dimezza e moltissime metropoli costiere vengono sepolte dalle onde.

Anno 2015 - Neo Tokyo 3
Per far fronte alla crisi successiva al Second Impact l'umanità è corsa ai ripari. In Giappone, Tokyo è stata sommersa dall'acqua e la popolazione si è spostata a Neo Tokyo 2, capitale temporanea in attesa che venga completata la nuova e definitiva città capitale del Paese del sol levante. Dopo quasi 15 anni, infine, anche Neo Tokyo 3 è ormai del tutto operativa e appare come una fortezza medievale. La città è costruita sopra un geo-front e i suoi enormi grattacieli sprofondano nella cavità sotterranea in caso di pericolo.

Ma che pericolo può esserci dal momento che la catastrofe ambientale è avvenuta esattamente 15 anni prima? Come mai Neo Tokyo 3 è al tempo stesso città civile e militare, ospitando al suo interno un'organizzazione chiamata Nerv (Nervo)? Cos'è la Seele (Anima), organizzazione ancora più misteriosa della stessa Nerv e a prima vista mente stessa della Nerv?
All'inizio della storia veniamo informati dell'imminente apparizione alcuni esseri di natura sconosciuta, di origine e provenienza ignote e dall'atteggiamento dichiaratamente ostile: gli Angeli. E scopriamo ben presto che questa venuta era stata prevista con estrema precisione temporale, e che la suddetta organizzazione aveva già preso le contromisure necessarie per affrontare le difficoltà che sarebbero sorte. La sezione scientifico-tecnologica della Nerv ha sviluppato un'arma in grado (a detta dei suoi artefici) di affrontare e sconfiggere gli Angeli: La Human Shaped Final Battle Weapon (Evangelion), pilotata da ragazzi quattordicenni, nati quindi nel 2001, l'anno successivo al Second Impact.

Rei Ayanami, Asuka Soryu Langley e Shinji Ikari, rispettivamente First, Second e Third Children avranno il compito di contrastare l'avvento degli Angeli, compito che non mancherà di turbare le loro coscienze e di portarli a una maturazione, aspetto mai affrontato con così capillare attenzione da altri autori di anime robotici. Al loro fianco troveremo i responsabili dell'organizzazione Nerv (Gendo Ikari, Misato Katsuragi, Ritsuko Akagi, Ryoji Kaji) e altri personaggi, nessuno dei quali messo nella storia a caso, compreso il pinguino delle sorgenti termali, Pen-Pen.

Chi sono gli Angeli? Cosa vogliono? Cosa si nasconde dietro l'operato delle organizzazioni che abitano il mondo del 2015, in primis la Nerv e la Seele? Chi è Adam e cosa sono le pergamene del Mar Morto?
Purtroppo questa non è la sede adatta per un approfondimento di tutti gli aspetti della storia, anche se mi piacerebbe enucleare ogni minimo particolare, con spiegazioni a volte ufficiali e altre volte di personale interpretazione (prezioso il fatto che ognuno di noi si possa scoprire quasi esegeta della storia, indaffarato a leggere tomi sulla Qabbalah ebraica, sulla Torah e sui vangeli apocrifi, nonché sulla genetica, sulle leggende cosmologiche, sugli Angeli e sulla Genesi). Vi rimando quindi alla visione integrale dell'opera, sperando di aver ottenuto il mio scopo: informarvi e invogliarvi.

SECONDO ME

Chioserò questa presentazione dell'opera con qualche considerazione di carattere tecnico.
La realizzazione di Neon Genesis Evangelion è pregevole. Il character design di Sadamoto si ispira a Nadia, ma lo supera per precisione estetica e per esigenze di ricchezza di particolari tecnologici. L'animazione e l'accuratezza nel rispettare le proporzioni e le leggi della fisica fanno di Evangelion un prodotto di animazione paragonabile ad una ripresa dal vivo, con una fluidità di movimenti in ogni frangente, dai combattimenti più complicati alle carrellate panoramiche.

Un commento a parte meritano gli ultimi due episodi della serie TV, prodotti in ristrettezze economiche, che contengono numerosi passaggi di disegno in bianco e nero, quasi schizzi di matita su foglio. Da un lato la motivazione economica è quasi onnicomprensiva della scelta realizzativa, da un altro punto di vista, la casualità ha prodotto quasi uno sperimentalismo estremo, dimostrando che un'opera ipertecnologica e ad alto contenuto visivo può concludersi con pochi tratti sporchi e uno spostamento quasi totale dal visto al parlato. Personalmente ritengo che il caso abbia creato il genio. Vedendo e rivedendo gli ultimi due episodi ho scoperto il valore del minimalismo narrativo e la capacità comunicativa di Anno.

La colonna sonora, infine, avvolge a 360° il mondo musicale. Ampio spazio alla musica classica, con il Dies Irae mozartiano, un'aria di Bach (il motivo di Quark) e un mirabile Inno alla Gioia dalla nona sinfonia di Beethoven, che suona per quasi un'intera, appassionata puntata.
A completare il book musicale, sinfonie struggenti, roboanti, potenti, malinconiche, sempre avvolte intorno al momento narrativo e mai viceversa. Il successo delle musiche di Neon Genesis Evangelion (composte da Shioro Sagisu) si può comprendere se si pensa che l'orchestra sinfonica di Tôkyô ha suonato in un concerto numerose arie tratte dalla serie. La sigla iniziale (immagini e parole) sembra uno scherzo di Anno. Conoscendo la storia nei minimi particolari sembrerebbe un riassunto di tutti gli avvenimenti. Lo scherzo è che senza aver visto la serie fino all'ultima immagine la comprensione è pressoché nulla. Zankoku na Tenshi no These (La tesi degli Angeli crudeli) è il titolo della canzone di apertura, mentre Fly me to the Moon, riarrangiata in numerose versioni da un successo interpetato anche da Frank Sinatra, è la canzone che chiude le puntate.

IN ITALIA

Neon Genesis Evangelion è stato distribuito in Italia dalla Dynamic Italia due anni dopo l'uscita in Giappone. Notevoli ritardi di adattamento ne hanno permesso la totale pubblicazione in quasi 5 anni per 13 videocassette, 26 episodi. Tale ritardo da un lato ha frustrato i fan italiani che hanno rasentato l'isterismo per l'attesa delle nuove uscite, ma vista la qualità dell'adattamento (a detta di molti il migliore tra quelli stranieri) forse l'attesa non è stata vana. Da qualche mese sta uscendo l'edizione in DVD, che personalmente non ho potuto visionare, possedendo già la serie in Vhs, ma ad una veloce occhiata al primo DVD in esposizione presso una fumetteria ho potuto notare la povertà di contenuti extra, la scarnezza dei menù di selezione e di accesso alle scene e un audio a due canali al posto di un più appetibile 5.1. Forse la Dynamic ha preferito cavalcare il successo ancora vivo dell'opera per vendere un prodotto che poteva essere di qualità sensibilmente superiore.

Di seguito i contenuti della versione in DVD:

Video: 4:3 (PAL)
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0 Surround, Giapponese Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: Italiano Dialoghi, Italiano Cartelli
Contenuti sp.: Sigle originali, Trailers, Schizzi prepatori Chara e Mecha



Copyright © Animanga Netgate   Written by: keiske
Original work: Neon Genesis Evangelion
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