Asterix di Renè Goscinny & Albert Uderzo (fumetti)

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 fumetti - Asterix

Asterix

© Renè Goscinny & Albert Uderzo
© Arnoldo Mondadori



Titolo: Asterix
Casa ed.: Arnoldo Mondadori
Autore: Renè Goscinny & Albert Uderzo
Casa ed.(Fr.): Edizioni Albert-René (dall'80 in avanti)
Testi e sceneg.: René Goscinny Disegni:Albert Uderzo
Albi: 31 a colori
Pagine: 47 circa
Costo: 10 €

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LA SERIE

Correva l'agosto del 1959 e mancavano solo due mesi all'uscita del primo numero di Pilote, storica rivista fumettistica francese. Tutto sembrava pronto. Ma non era così. A causa di un' eccessiva somiglianza con un altra striscia René Goscinny e Albert Uderzo si videro cancellare il proprio lavoro trovandosi così a dover inventare qualcosa di nuovo. Il lavoro fu febbrile, il tempo poco ma il 29 ottobre 1959, con la pubblicazione delle prime strisce di "Asterix il Gallico", diedero vita ad uno dei personaggi più importanti della storia del fumetto francese. Da allora Asterix e il suo compare Obelix non vogliono saperne di andare in pensione...

Il successo in patria arrivò immediatamente e fu decisamente ampio. Ovviamente vennero prodotti svariati gadget, dalle miniature alle figurine, per arrivare fino ad un parco giochi intitolato ai simpatici Galli; ma il culmine lo si ebbe col lancio in orbita del primo satellite francese nominato addirittura Asterix! Anche all'estero non tardò a diffondersi, tanto da esser tradotto in molteplici lingue, latino compreso, per poi sbarcare oltreoceano e finire per incontrare Superman! Sulla cresta dell'onda non tardarono ad arrivare le trasposizioni animate che, iniziate nel '67 con "Asterix il Gallico", raggiunsero un numero complessivo di sette. Con il tempo arrivarono anche due film, di dubbia qualità.

Fino al '73 le storie furono pubblicate in primo luogo su Pilote, diventandone un simbolo, mentre con "Asterix e il regalo di Cesare" ('74) cominciarono a essere pubblicate direttamente su albo. Tre sono le fasi temporali in cui si può suddividere la produzione: la prima inizia con "Asterix il Gallico" ('59) e si conclude con "Asterix e il giro di Gallia" (febbraio '63); una seconda va da "Asterix e Cleopatra" (dicembre '63) a "Asterix e i Belgi" ('79); la terza che inizia con "Asterix e il grande fossato" ('80) e non si è ancora conclusa. Bisogna sottolineare che la pubblicazione italiana non ha seguito strettamente quella francese per cui, ad esempio, "Asterix e il Giro di Gallia" sembrerebbe appartenere alla seconda fase. Ma non è così.

Le differenze tra le due fasi sono evidenti, a partire dal disegno che nei primi cinque albi è ancora impreciso e poco definito. Nella seconda migliora decisamente anche lo svolgimento delle storie che si fa più fluido e avvincente, in virtù di una sceneggiatura più accorta. Nel frattempo il villaggio gallico prende sempre più forma, i compaesani del protagonista assumono una maggior caratterizzazione, tale da sembrare godere di vita propria. Purtroppo nel '77 Goscinny ci lascia e tutto il lavoro ricade sul solo Uderzo, e nella terza fase a risentirne saranno proprio i testi e le trame.

Per quanto riguarda queste ultime si possono individuare a grandi linee due filoni: uno basato sul tema del viaggio e l'altro in cui l'azione si svolge attorno al villaggio. Decisamente più prolifico sarà il primo, che porterà i due galli in tutta Europa, Medio Oriente, Nord Africa per giungere addirittura in America. Questi viaggi saranno tra l'altro motivo per mettere simpaticamente alla berlina usi e costumi dei paesi ospiti, secondo un tipico patriottismo francese, caratteristica che non ha impedito agli autori di comportarsi alla stessa stregua nei confronti dei propri conterranei.

 Asterix di Renè Goscinny & Albert Uderzo (fumetti)
Alla base del successo della serie si trova senza ombra di dubbio una buona dose di comicità. Umorismo che si presenta sia sotto forma di numerosi giochi di parole e nomi fittizi (che creano non poche difficoltà ai traduttori), sia nel più classico schema della ripetizione, teso a creare una sorta di attesa (ad esempio gli sfortunati pirati o la rissa a base di pesci in faccia). Il tutto condito da un'aura di ottimismo e di bonarietà che sfocia nell'immancabile banchetto finale tale da rendere sempre piacevole la lettura. Divertente è anche mettersi a cercare le citazioni, caricature ed omaggi che i due autori rendono a varie personalità, più o meno conosciute. Impossibile non notare i Beatles in "Asterix e i Britanni", un po' meno facile riconoscere Eddy Merckx, cui viene dedicato un primo piano in "Asterix e i Belgi".

Quest'ultimo albo tra l'altro contiene anche una citazione di V.Hugo e nelle ultime pagine una reinterpretazione del quadro "Il pranzo di nozze" di Breughel Il Vecchio. Come non ricordare che in "Asterix e gli Elvezi" viene citato tal Fellinius...? Evidente il riferimento al regista nostrano di cui soltanto l'anno precedente era uscito nelle sale il "Satyricon". Ovviamente non potevano esimersi dall'auto- rappresentarsi: in "Asterix e la Obelix spa" si vedono due soldati romani trasportare un loro commilitone in barella, ebbene, loro due sono i barellieri e il commilitone il collega Tchernia. Ma molti altri sono da scoprire, a voi la ricerca! Da sottolineare è anche una certa accuratezza sul piano storico tesa a contestualizzare precisamente luoghi, personaggi realmente esistiti e anche usi. Per questo le città francesi avranno tutte il nome dell'epoca (Parigi = Lutetia...); Giulio Cesare tenderà a parlare di se in terza persona come d'altra parte alcune ricette presentate sono realmente esistite...

SECONDO ME

Ebbene, a mio avviso si tratta di un fumetto completo in cui sceneggiatura, disegni, umorismo e accuratezza si fondono in un tutt'uno. Forse sono un po' eccessivo nel giudizio, ma non posso non dimenticare la precisione nel disegno dei boschi di Corsica di cui sembra di poter sentire i profumi; le espressioni di Obelix che da sole riescono a comunicarne lo stato d'animo come pure le panoramiche delle città... -sembra di averle davanti- i personaggi strambi e originali che compaiono all'improvviso e che alle volte sembrano non volersene andare, scaturiti da improvvisi lampi di fantasia; l'umorismo e l'ottimismo profusi, anche nei momenti drammatici, che creano un'aura di positività difficili da rintracciare altrove e mi lasciano sempre una sorta di malinconica allegria alla fine della storia, poiché vorrei esserne ancora all'inizio. Il tutto nell'ambito di storie semplici e lineari, che scorrono velocemente e, seppur lunghe, sembrano finire troppo in fretta.

Gli albi pubblicati sono tanti e il costo non è basso, ciò impone delle scelte a chi si avvicinasse ad Asterix per una prima volta. Sicuramente da consigliare sono "Asterix e i Britanni" per la verve nei confronti degli isolani; "Asterix legionario" in cui si trova un imperdibile Obelix innamorato; infine, "Asterix e gli Elvezi" per alcune trovate e disegni, fermo restando che in tutti gli albi si trova qualcosa di interessante, soprattutto in quelli appartenenti alla seconda fase.



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Original work: Asterix
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