Akira - Il cult di Katsuhiro Otomo (anime)

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 anime - Akira

Akira

© 1988 Katsuhiro Otomo
© 2002 Explosion Video



Titolo: Akira
Casa ed.: Explosion Video
Anno: 1988
Anno Ita: 2002
Autore: Katsuhiro Otomo
Dal manga di: Katsuhiro Otomo
Casa ed. manga: Kodansha

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LA STORIA

Nel 2019 la Terza Guerra Mondiale è appena terminata: le grandi città del mondo sono state messe a dura prova dalle nuove armi di distruzione su di esse sperimentate durante il conflitto. Nella megalopoli di Neo-Tokyo, la rinascita dopo la guerra non è facile: la città è un gigantesco mostro urbano in cui smisurati palazzi e frastornanti neon si alternano a quartieri devastati e in rovina. E' proprio in questi recessi malfamati che assistiamo alle scorribande della gang di motociclisti capeggiata dal giovane Kaneda. Inizialmente Kaneda e i suoi amici sembrano solo violenti teppisti di periferia impegnati a lucidare le loro futuristiche moto, a dare sprangate in testa ai rivali ed a prendere in giro il più piccolo della banda, Tetsuo.

Ma le cose cambiano quando un inquietante bambino dai lineamenti stranamente invecchiati compare all'improvviso in mezzo alla strada su cui sta passando in moto il giovane Tetsuo: un incidente, un'inspiegabile esplosione, ed ecco che tempestivamente giunge un grande spiegamento di forze armate a "requisire" Tetsuo ed il bambino. Evidentemente c'è sotto qualcosa, tanto più che poco prima avevamo visto quello stesso bambino fuggire inseguito dalla Polizia, e reagire manifestando uno spaventoso potere che aveva fatto letteralmente andare in pezzi vetri, auto e palazzi. Il mistero si infittisce quando Kaneda e i suoi compagni scoprono che Tetsuo è tenuto in isolamento.

Frustrato e confuso di fronte alla mancanza di informazioni sull'amico, Kaneda riuscirà a scoprirne di più grazie all'aiuto di Kay, una ragazza dai molti segreti, appartenente ad una sorta di gruppo di ribelli che si oppone alle segrete trame dell'Esercito e del Governo. Ma quali segreti, quali progetti si stanno sviluppando nei laboratori top-secret di Neo-Tokyo?

Il mistero è tutto da scoprire, e la storia prende una piega ancor più inquietante e drammatica quando Tetsuo ricompare, confuso e diverso dal solito, preda di frequenti visioni e improvvisi, lancinanti dolori. Il piccolo Tetsuo è cambiato; il suo futuro sarà segnato dal dolore, dalla follia, dal delirio di onnipotenza, dal potere smisurato, dalla mutazione fisica, dalla distruzione. Il ribaldo Kaneda imparerà la virtù e il coraggio, trovandosi di fronte ad eventi apocalittici in cui dovrà fronteggiare vecchi amici divenuti nemici di tutta l'umanità. Insieme alla coraggiosa Kay, farà luce sugli atroci misteri custoditi nelle viscere della città, e conoscerà la verità su Akira, fulcro di tutto il progetto.
Ma basterà questo a salvare la città, e il mondo intero?

MIE IMPRESSIONI

Tratto dal colossale manga di Katsuhiro Otomo, e da questi diretto, "Akira" uscì nel "lontano" 1988, e fu davvero un fulmine a ciel sereno per l'ignaro pubblico occidentale: in un periodo in cui manga e anime non erano un fenomeno diffuso, e si conosceva tutt'al più qualche vecchio robottone e qualche anime sportivo, irruppe un kolossal cinematografico di due ore e passa, costosissimo, fastoso, animato alla perfezione, violento e pessimista. Decisamente un po' eccessivo per il grande pubblico... ma i cultori apprezzarono. "Akira" si guadagnò da subito lo status di "film culto" e fece letteralmente impazzire schiere di appassionati, che tuttora lo considerano Il titolo indispensabile per ogni animefan. Non c'è dubbio che sia stato Akira a sfatare molti pregiudizi negativi sull'animazione giapponese, prima tra tutti la presunta pochezza tecnica: Akira è un capolavoro di animazione, tecnicamente stupefacente, curatissimo, perfetto.

 Akira - Il cult di Katsuhiro Otomo (anime)
E', ad esempio, il primo anime in cui i labiali dei personaggi si adattano alle parole pronunciate dai doppiatori (adeguandosi così agli standard Disney); è il primo anime in cui la tavolozza dei colori è ampliata fino a 327 tonalità; era l'anime più costoso mai realizzato fino ad allora. Ed è un prodotto di altissimo livello anche rispetto gli standard attuali. Akira è una esperienza visiva e sonora tuttora impressionante per lo spettatore, da vedere e rivedere in ogni maniacale dettaglio: basti citare, ad esempio, la scena iniziale della corsa motociclistica, con i bolidi che sfrecciano nelle strade, ed i fanali che lasciano tracce di luce che si imprimono per sempre nella memoria dello spettatore. d'altro canto però, il culto di cui gode il film è per certi versi immeritato: "Akira" è il risultato della compressione in sole due ore di un fumetto lunghissimo e già di per se' criptico e poco lineare: e si vede.

Da un certo punto in poi le ellissi narrative si fanno eccessive, molti eventi possono risultare chiari solo a chi conosce il manga, e il finale è, per usare un eufemismo, oscuro. Non si tratta solo di un finale volutamente "aperto", l'incomprensibilità non è completamente voluta: le mancanze di sceneggiatura ci sono, i buchi narrativi pure, e i misteri posti dal film possono essere chiariti solo in piccola parte. Sia chiaro: nei film, io non amo le eccessive spiegazioni e il chiarimento di ogni mistero, mi piacciono le atmosfere sospese ed il fascino dell'ignoto, elementi che hanno reso grandi molti anime (ed è per questo che preferisco il cinema orientale a gran parte di quello americano -confrontate i due "Ring" per capire cosa intendo-); ma le molte incomprensibilità di"Akira" sono per il 50% misteri lasciati volutamente in sospeso, e per il 50 %, semplicemente, tagli un po' troppo drastici alla storia originale.

Ecco perché Akira ha, da un altro punto di vista, fomentato pregiudizi e stereotipi negativi sull'animazione giapponese: violenta, incomprensibile, con finali assurdi. Pregiudizi di un occidente assuefatto al cinema fast-food, certo. Ma non del tutto: "Akira" i suoi difetti li ha. Eppure, resta a buon diritto IL FILM anime per eccellenza, preso ad esempio per evidenziare i classici pregi (storie adulte, originali, dure, coraggiose, agli antipodi rispetto alla Disney) e difetti dell'animazione giapponese.

AKIRA IN ITALIA

Dopo la vergognosa edizione in VHS (quella che troncava i titoli di coda), è uscita in Italia una buona edizione in doppio DVD del film di Otomo, edita dalla ignota Explosion Video nel 2002. Il primo disco presenta il film in 5 lingue (tra cui ovviamente il giapponese, ma solo in stereo 2.0), e rimasterizzato digitalmente, cosìcché si può godere la superba animazione nei dettagli; il secondo disco ha un documentario di circa un'ora, molto esauriente, con il making of del film, più una intervista ad Otomo e dei trailers. C'è di che soddisfare gli appassionati, se non fosse per alcune pecche come la confezione poco curata, piena di errori di ortografia e di imbarazzanti traduzioni dall'inglese.

Insomma il DVD non è completo né bello a vedersi come l'edizione inglese o la monumentale Special Edition giapponese, però c'è tutto quello che si può sperare di sapere sul film, ed i fans italiani possono esserne soddisfatti. Peccato solo che si mantenga la tradizione di adattare il film basandosi sulla edizione americana, il che significa titoli di coda in inglese, e sottotitoli italiani che traducono i dialoghi inglesi e non quelli originali (ma in questo caso la differenza tra i due adattamenti è, per fortuna, scarsa).



Copyright © Animanga Netgate   Written by: Shinji Ikari
Original work: Akira
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